Il pane di semola rimacinata ha un carattere tutto suo: la crosta sottile e croccante, di un dorato intenso, e una mollica gialla, profumata, che resta morbida per giorni. Il colore viene dal grano duro, naturalmente ricco di pigmenti gialli, e il profumo si fa ancora più deciso con il rosmarino, che in cottura libera i suoi oli essenziali e si sente già quando il pane è in forno.

È il pane tipico di molte zone del Sud, dove il grano duro è la coltura tradizionale, e in famiglia si preparava in grandi forme da far durare tutta la settimana. Per la ricetta di casa conviene una semola rimacinata fresca, dal colore giallo carico e dalla grana fine come una farina: quella più grossolana, adatta alla pasta, assorbe l'acqua in modo diverso e dà una mollica più compatta.

La semola rimacinata assorbe molta più acqua della farina di grano tenero e la rilascia lentamente, per questo l'impasto all'inizio sembra troppo morbido e poi si asciuga sotto le mani. Conviene dargli tempo: un breve riposo prima di impastare, lievitazioni senza fretta e un forno ben caldo con un po' di vapore sono le condizioni per ottenere la crosta e la mollica giuste.

Ingredienti per una pagnotta da circa 850 grammi

  • 500 g di semola rimacinata di grano duro
  • 350 ml di acqua a temperatura ambiente
  • 6 g di lievito di birra fresco, oppure 2 g di lievito secco
  • 10 g di sale fino
  • 15 g di olio extravergine d'oliva
  • 2 rametti di rosmarino fresco, circa 2 cucchiai di aghi
  • semola per il piano di lavoro

Il procedimento

Sciogli il lievito in 300 ml di acqua. Versa la semola in una ciotola capiente, aggiungi l'acqua con il lievito e mescola con un cucchiaio di legno finché non resta più semola asciutta. Copri e lascia riposare per 30 minuti: in questo tempo la semola si idrata e l'impasto diventa molto più facile da lavorare. Poi aggiungi il sale sciolto nell'acqua rimasta e l'olio, incorporandoli con le mani.

Acqua versata in una ciotola di semola gialla mescolata con un cucchiaio di legno
La semola si bagna in un primo momento solo con il cucchiaio, senza impastare.

Trasferisci l'impasto sul piano spolverato di semola e lavoralo per 8-10 minuti, spingendolo con il palmo e ripiegandolo su se stesso, finché diventa liscio ed elastico. Stacca gli aghi di rosmarino dai rametti, tritali grossolanamente e allarga l'impasto con le dita; distribuisci il rosmarino sulla superficie e richiudi l'impasto ripiegandolo più volte, in modo che si distribuisca in modo uniforme senza strappare la pasta.

Due mani ripiegano un impasto giallo cosparso di rosmarino tritato sul piano di lavoro
Il rosmarino si aggiunge a fine impasto, con poche pieghe successive.

Forma una palla, mettila in una ciotola leggermente unta e copri con un telo. Lascia lievitare per circa due ore e mezza in un luogo tiepido, a 24-26 gradi, finché il volume è raddoppiato e la superficie è tesa e bombata. A metà lievitazione puoi fare una serie di pieghe: solleva un lembo dell'impasto e ripiegalo verso il centro, ruota la ciotola e ripeti per quattro volte. Questo gesto rafforza la struttura e aiuta la mollica ad aprirsi in alveoli regolari.

Un telo sollevato dalla ciotola scopre l'impasto giallo al rosmarino gonfio dopo la lievitazione
A lievitazione completa l'impasto ha raddoppiato il volume.

Rovescia l'impasto sul piano infarinato di semola, allargalo appena e porta i lembi verso il centro, poi capovolgilo e arrotondalo facendolo ruotare tra le mani per tendere la superficie. Sistemalo su una teglia con carta da forno, copri e lascia riposare per altri 45-60 minuti. Accendi il forno a 230 gradi con una ciotolina d'acqua sul fondo. Prima di infornare incidi la superficie con una lametta, con uno o due tagli decisi profondi circa un centimetro: il pane si aprirà lungo le incisioni senza spaccarsi in modo irregolare.

Una lametta da panificazione incide la superficie di una pagnotta cruda infarinata
L'incisione guida l'apertura della crosta durante la cottura.

Cuoci per 20 minuti a 230 gradi, poi togli la ciotolina d'acqua, abbassa a 210 gradi e prosegui per altri 20-25 minuti, finché la crosta è dorata scura e il fondo, bussato con le nocche, suona vuoto. Lascia raffreddare il pane su una gratella per almeno un'ora prima di tagliarlo: la mollica finisce di assestarsi in quel tempo e, tagliata calda, risulterebbe umida e gommosa.

Due mani aprono un pezzo di pane con crosta dorata e mollica gialla piena di piccoli alveoli
La mollica di semola ha un colore giallo naturale e alveoli piccoli e regolari.

Una crosta pallida indica di solito un forno non abbastanza caldo o una cottura troppo breve; una crosta spessa e dura, al contrario, un forno troppo asciutto nei primi minuti. In questo caso la volta successiva basta lasciare l'acqua in forno qualche minuto in più.

Anche la mollica racconta come è andata la lavorazione. Se è fitta e compatta, con alveoli piccolissimi, l'impasto aveva poca acqua o ha lievitato troppo poco; se presenta grandi buchi irregolari sotto la crosta, la formatura è stata troppo debole e l'aria non si è distribuita. Una mollica umida e appiccicosa al centro, invece, è il segno di una cottura insufficiente o di un taglio fatto quando il pane era ancora caldo. La semola rimacinata perdona poco questi errori, ma dopo due o tre prove si impara a riconoscere a occhio la consistenza giusta dell'impasto.

Come conservarlo e come servirlo

Il pane di semola si mantiene fragrante per tre o quattro giorni, avvolto in un canovaccio di cotone o chiuso in un sacchetto di carta. La plastica fa diventare la crosta molle e favorisce la muffa. Si può anche congelare intero o a fette, ben chiuso in un sacchetto, e rigenerare in forno a 180 gradi per pochi minuti o direttamente nel tostapane.

Con il rosmarino è perfetto accanto ai formaggi freschi e stagionati, ai salumi, alle zuppe di legumi o semplicemente con un filo d'olio nuovo e un pizzico di sale. Per una variante si possono aggiungere insieme al rosmarino delle olive nere denocciolate, una manciata di semi di sesamo sulla superficie o qualche pomodoro secco sott'olio tagliato a pezzetti. Il giorno dopo, tagliato a fette e tostato, diventa una base ideale per bruschette e crostini.