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Zuppa frantoiana

Vincenza Bertolino· 23 ottobre 2020· 6 min di lettura ·Arezzo
Zuppa frantoiana in ciotola di ceramica bianca con cavolo nero scuro, fagioli bianchi visibili, fette di pane dorato in superficie e gocce di olio verde oliva, vapore leggero, su tavolo di legno
Preparazione
20 min
Cottura
90 min
Difficoltà
facile
Porzioni
4 persone
Costo
basso
Stagione
autunno, inverno

Ingredienti

300 gFagioli borlotti secchi
400 gCavolo nero fresco
200 gPane raffermo (preferibilmente toscano senza sale)
1 mediaCipolla gialla
3 spicchiAglio
6 cucchiaiOlio extravergine d'oliva
1,5 litriBrodo vegetale caldo
q.b.Sale e pepe nero macinato

Valori nutrizionali

95 kcalEnergia
5 gProteine
3 gGrassi
0,5 gdi cui saturi
12 gCarboidrati
1 gdi cui zuccheri
3,5 gFibre
0,8 gSale
Come si prepara
1
Ammollare i fagioli
Metti i fagioli borlotti secchi in una ciotola coperta d'acqua fredda per almeno 8 ore o una notte intera. Cambia l'acqua almeno una volta durante l'ammollo.
2
Cuocere i fagioli
Scola i fagioli dall'acqua di ammollo, risciacquali sotto acqua corrente fredda. Mettili in una pentola con acqua fresca, porta a ebollizione e lascia cuocere per 60 minuti circa a fuoco medio-basso finché non risultino teneri ma non sfatti.
3
Preparare il soffritto
Mentre i fagioli cuociono, taglia la cipolla a dadini fini e affetta l'aglio. Versa l'olio in una pentola grande, aggiungi cipolla e aglio, cuoci a fuoco medio-basso per 5 minuti fino a che non diventano trasparenti e rilasciano aroma. Non far dorare troppo.
4
Aggiungere il cavolo nero
Lava bene il cavolo nero, togli le coste più dure, affetta le foglie in strisce larghe. Aggiungi il cavolo al soffritto, mescola bene e cuoci per 10 minuti a fuoco medio finché non si ammorbidisce leggermente e rilascia i suoi succhi.
5
Unire i fagioli cotti
Quando i fagioli sono cotti, versali nella pentola con il cavolo, brodo compreso oppure aggiuntivo fino a raggiungere il livello desiderato di densità. Mescola bene, porta a ebollizione e lascia sobbollire per altri 20 minuti perché i sapori si amalgamino.
6
Incorporare il pane
Taglia il pane raffermo in cubetti di circa due centimetri. Aggiungi alla zuppa e lascia cuocere ancora 10 minuti mescolando con delicatezza: il pane deve ammorbidirsi ma rimanere riconoscibile, non diventare una pappa omogenea. Se la zuppa è troppo liquida, continua a cuocere senza coperchio; se è troppo densa, aggiungi brodo o acqua calda poco per volta.
7
Aggiustare di sale e pepe
Assaggia e regola di sale e pepe nero macinato al momento. Ricorda che il brodo già contiene sale, quindi procedi con cautela. Servi la zuppa calda in ciotole, finisci ogni porzione con un filo di olio extravergine crudo e, se desideri, un pizzico di pepe fresco macinato.

Gusto

Ha il sapore pieno del cavolo nero, leggermente amaro e terroso, ammorbidito dalla dolcezza naturale dei fagioli e dagli aromi aggiunto al soffritto di cipolla e aglio. Il pane raffermo si ammorbidisce nel brodo e dona struttura senza risultare appiccicaticcio. Si serve calda, spesso con un giro di olio crudo al momento: questo gesto aggiunge una nota piccante e fresca che contrasta con il sapore morbido del resto. È abbinata tradizionalmente a un buon pane tostato a parte, anche se già contiene pane cotto dentro.

Benessere

L'errore da non fare

Non aggiungere il pane quando l'acqua bolle ancora forte: rischia di sgretolarsi in frammenti minuti e rendere la zuppa una pappa. Il pane va inserito quando la cottura è ormai agli ultimi momenti e il liquido sobbollisce dolcemente. Un secondo errore diffuso è usare pane fresco: assorbe troppa acqua e diventa gommoso. Serve proprio il pane raffermo, che mantiene più struttura. Infine, non rinunciare all'olio crudo finale: non è un'aggiunta superflua ma il gesto che completa il sapore e la digeribilità del piatto.

I nostri consigli

Quando prepararla

La zuppa frantoiana è un piatto tipico da ottobre a marzo, quando il cavolo nero è al picco di stagione e il freddo rende gradevole una zuppa caldissima. In mensa la preparavamo spesso in novembre, quando arrivavano le prime vere freddate e i ragazzi tornavano da scuola con appetito. È ideale anche dopo una giornata di lavoro in campagna: sa di terra, di fatica bonificata, riscalda veramente dal profondo.

Domande frequenti

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