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Vino dei Castelli Romani

Vincenza Bertolino· 10 gennaio 2018· 7 min di lettura ·Roma
Bicchiere di vino bianco pale, trasparente, con riflessi giallini, servito in un calice pulito su una tavola di legno scuro con pane toscano e formaggi freschi intorno
Apertura della bottiglia
5 min
Raffreddamento
30 min in frigo
Difficoltà
facile
Porzioni
4 persone
Costo
medio
Stagione
primavera, estate, autunno

Ingredienti

1 bottigliavino bianco secco dei Castelli Romani, prodotto in zona DOC
4 bicchieridi vetro incolore, da vino bianco, puliti e asciutti
200 gpesce azzurro fresco (branzino, orata, o pesce spada)
150 gverdure crude assortite (finocchio, carote, sedano)
100 gformaggio fresco a pasta molle (ricotta di bufala, caciotta)
2limoni freschi per il servizio
ghiaccioper raffreddare il vino, se necessario

Valori nutrizionali

85kcal
0,1g Proteine
0g Grassi
0g di cui saturi
1,5g Carboidrati
0,5g di cui zuccheri
0g Fibre
0,08g Sale
Come si prepara
1
Preparare l'ambiente
Estrai il vino dal frigorifero 30 minuti prima della degustazione. Conservalo a una temperatura tra i 10 e i 12 gradi. Prepara bicchieri puliti e asciutti, senza residui di sapone o unto. Arieggia leggermente il locale in modo che non ci siano odori forti che coprano i profumi del vino.
2
Aprire la bottiglia
Taglia la capsula di alluminio o plastica che sigilla il collo della bottiglia. Inserisci il cavatappi perpendicolare al tappo, facendo leva lentamente per non rompere il sughero. Servi il vino versandolo lentamente nel bicchiere fino a metà, per permettere l'ossigenazione.
3
Osservare il colore
Guarda il vino tenendo il bicchiere contro una fonte di luce naturale. Nota il colore giallo paglierino, la trasparenza, i riflessi. Un buon bianco dei Castelli Romani deve essere limpido, senza intorbidamenti. Questa osservazione ti dice già se il vino è in buono stato.
4
Annusare i profumi
Avvicina il bicchiere al naso a una distanza di circa 5 centimetri. Inspira lentamente per 3-4 secondi. Prova a riconoscere i profumi: agrumi, fiori bianchi, mineralità. Ruota leggermente il bicchiere per ossigenare il vino e ripeti l'annusata. I profumi dovrebbero intensificarsi leggermente.
5
Assaggiare il primo sorso
Prendi un sorso piccolo e lasciatelo scorrere in bocca per 5-6 secondi prima di ingoiare. Nota la secchezza, l'acidità, il corpo leggero. Il vino deve essere piacevole, fresco, senza durezza. Se non è stato conservato bene, avrai sensazioni di ossidazione o deterioramento.
6
Abbinare il vino ai piatti
Servi il vino accanto a pesce crudo o cotto al vapore, verdure crude tagliate a bastoncini, formaggi freschi. Con ogni sorso seguito dal cibo, il vino mostrerà nuove sfaccettature. L'abbinamento corretto amplifica entrambi: il vino diventa più rotondo, il cibo più elegante.
7
Conservazione della bottiglia aperta
Se rimane vino, tappa subito la bottiglia e rimettila in frigorifero. Consuma il vino residuo entro 2-3 giorni al massimo. La freschezza è la qualità principale di questi vini, dunque il tempo di conservazione non deve essere lungo.

Gusto

Il palato registra una secchezza pulita, una sapidità naturale che ricorda il mare pur essendo un vino di collina. L'acidità è fresca senza mordere, l'alcol leggero attorno al 12 percento. Accenti di limone, melone bianco e talvolta una punta erbacea caratterizzano questi vini, che variano secondo il produttore e il vitigno usato. Si beve come una conversazione, senza sforzo. L'abbinamento tradizionale è con pesci bianchi, frutti di mare, verdure crude, formaggi a pasta molle. Si serve fresco, in bicchiere di vetro limpido, per cene estive o inizi di pasto quando serve appetito. Non si conserva troppo a lungo, va bevuto entro uno o due anni dall'imbottigliamento.

Benessere

L'errore da non fare

Non servire il vino dei Castelli Romani troppo caldo. Molti lo lasciano a temperatura ambiente pensando di esaltarne i profumi, ma perde tutta la freschezza che lo caratterizza. Viceversa, non congelarlo troppo: sotto i 7-8 gradi il vino diventa piatto, senza sapore. La giusta temperatura tra 10 e 12 gradi è quella che mantiene un equilibrio perfetto tra freschezza e espressione aromatica. Un altro errore comune è aprire la bottiglia troppo presto e lasciarla esposta all'aria per ore: questi vini tendono a ossidarsi rapidamente, perdendo i profumi delicati.

I nostri consigli

Quando prepararla

Il vino dei Castelli Romani è un vino primaverile ed estivo per eccellenza. Aprilo da maggio a settembre, quando le cene all'aperto sono piacevoli e il pesce fresco abbonda nei mercati. È perfetto per un inizio di giornata sociale, un aperitivo leggero prima del pasto principale. Anche in autunno inoltrato rimane beverino, purché il clima sia ancora mite e non troppo freddo. D'inverno è meno indicato, non per ragioni tecniche ma per l'esperienza sensoriale: il caldo del riscaldamento casalingo trasforma un vino che deve restare fresco in qualcosa di squilibrato.

Domande frequenti

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