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Vino da tavola palermitano

Vincenza Bertolino· 16 giugno 2019· 7 min di lettura ·Palermo
Bicchiere di vino rosso chiaro palermitano accanto a un piatto di pasta con salsa di pomodoro, su tavolo in legno con limone e pane toscano
Preparazione
0 min
Cottura
0 min
Difficoltà
facile
Porzioni
4-6 persone
Costo
basso
Stagione
tutto l'anno

Valori nutrizionali

85 kcalEnergia
0,1 gProteine
0 gGrassi
0 gdi cui saturi
2,6 gCarboidrati
0,6 gdi cui zuccheri
0 gFibre
0,05 gSale
Come si prepara
1
Acquistare il vino giusto
Recarsi in una bottega locale o a un negozio di alimentari della zona: il vino da tavola palermitano si trova raramente fuori dalla Sicilia, ma un vino rosso semplice di uve siciliane, senza certificazione DOC o DOCG, è una buona alternativa ovunque siate. Chiedete qualcosa di secco, senza dolcezza residua, adatto ai piatti salati. Leggete l'etichetta: deve essere scritta in italiano, con gradazione alcoolica e provenienza regionale.
2
Conservare in luogo fresco
Riporre la bottiglia sdraiata su un ripiano del frigorifero o in una cantina non riscaldata, lontana dalla luce diretta. Un vino da tavola non ha lo stesso potenziale di invecchiamento di un vino classificato, perciò va bevuto entro uno o due anni dall'acquisto, preferibilmente nell'anno di raccolta.
3
Preparare la tavola
Circa 30 minuti prima di servire, togliere la bottiglia dal frigo e lasciarla a temperatura ambiente se è un rosso, oppure mantenerla fredda se è un bianco. Usare bicchieri semplici, non flute né calici particolari: il vino da tavola non richiede cerimonia.
4
Servire con il piatto
Non versare il vino prima del cibo, ma insieme: è questo il vino da pasto, non da aperitivo. Riempire il bicchiere per tre quarti, in modo che chi mangia possa alzare il bicchiere senza rovesciare. La quantità è di 125 ml a persona, circa mezzo bicchiere per chi vuole bere moderatamente.
5
Abbinare ai piatti forti
Servire il rosso leggero con arancini, pasta ca' l'anciova, caponata, frittelle di melanzane, panelle. Se è un bianco, usarlo con le sarde ripiene, la pasta con lo scorfano, i ricci di mare freddi. Non aspettate il sorso perfetto: il vino deve trasformarsi con il cibo e il caldo della pietanza.
6
Finire la bottiglia
Un vino da tavola aperto va terminato nello stesso giorno o al massimo entro 24 ore, se conservato in frigorifero. Non ha conservanti aggiunti e ossida facilmente, perciò non rimane buono a lungo. Se avanzasse, usatelo per cucinare: aggiunto a un ragù o a un brodo, rimane utile.

Gusto

Il vino da tavola palermitano ha un sapore diretto e generoso, spesso con note di frutta rossa matura quando è un rosso, oppure fresco e minerale se bianco. È un vino che non stanca, perfetto per accompagnare i piatti forti della cucina locale: arancini, pasta con le sardine, caponata, panelle fritte. Il tannino è morbido, l'acidità discreta, e la gradazione alcoolica raramente supera i 12 gradi. Si beve meglio fresco, a 14-16 gradi per i rossi leggeri, e freddo per i bianchi. L'abbinamento tradizionale è con il cibo di strada o con le pietanze familiari, non isolato ma sempre con un piatto.

Benessere

L'errore da non fare

L'errore più comune è trattare il vino da tavola come un vino da conserva, lasciandolo in dispensa al caldo o aperto per giorni. Un vino senza certificazione e senza una struttura tannica marcata non resiste alle temperature alte e all'ossidazione. Se il vino cambia colore, diventa opaco o odora di aceto, non è più bevibile: butterlo via. Un altro errore è ordinarli in bicchieri di plastica a temperatura ambiente al bar: se volete berlo, scegliete luoghi dove lo servono fresco, in bottiglia integra.

I nostri consigli

Quando prepararla

Il vino da tavola palermitano si beve tutto l'anno, senza stagionalità precisa: è il vino della cucina quotidiana, non dei banchetti solenni. In estate, leggermente più fresco aiuta a digerire i piatti di pasta fredda o le arancini riscaldate. In inverno, a temperatura ambiente, accompagna i piatti di cucina povera, le minestre di verdure, i fritti. Non è un vino da commemorazioni o cene importanti: è il vino del pranzo di famiglia, della trattoria di quartiere, del mangiare senza fronzoli.

Domande frequenti

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