Valori nutrizionali
| 68 kcal | Energia |
| 0,1 g | Proteine |
| 0 g | Grassi |
| 0 g | di cui saturi |
| 2,6 g | Carboidrati |
| 0,6 g | di cui zuccheri |
| 0 g | Fibre |
| 0,01 g | Sale |
Come si prepara
1
Scelta della bottiglia
Scegli una bottiglia di Chianti Classico Riserva di almeno tre anni di invecchiamento: deve recare l'indicazione «Riserva» in etichetta e il marchio del Consorzio Chianti Classico, il gallo nero in nero su sfondo bianco.
2
Stoccaggio prima del servizio
Conserva la bottiglia in posizione orizzontale in una cantina o in un luogo fresco (12-15 gradi) per almeno due ore prima di servire, permettendo al vino di stabilizzarsi termicamente.
3
Apertura della bottiglia
Estrai il cavatappi rimuovendo prima la capsula di protezione. Inserisci il cavatappi nel sughero con movimento deciso e uniforme, ruotando in senso orario finché il sughero non esce completamente.
4
Decantazione
Versa il vino nel decanter in un unico movimento fluido, stando attento ai sedimenti che possono depositarsi sul fondo della bottiglia (specie in vini molto vecchi). Lascia il vino a riposo nel decanter per trenta minuti a una temperatura di 16-18 gradi.
5
Riscaldamento graduale del calice
Scalda leggermente il calice con le mani (sempre prima del servizio) versandovi dentro un poco di vino e facendolo girare: questo passaggio ammorbidisce i tannini e prepara il calice a ricevere il vino.
6
Versamento nel calice
Versa il Chianti Classico Riserva nel calice fino a due terzi della capienza, sempre dal decanter. Questo permette di osservare il colore e lasciar emergere i profumi.
7
Servizio a tavola
Servi il vino a una temperatura di 16-18 gradi, insieme a piatti robusti come arrosti, selvaggina o paste al ragù. Accompagna ogni portata con un calice nuovo, se cambi pietanza.
Gusto
Il Chianti Classico Riserva offre un sapore profondo e complesso: tannini ben strutturati ma morbidi, acidità fresca che non squilibra la bevuta, corpo intero e persistente. L'ingrediente caratterizzante è l'uva Sangiovese, che regala note di ciliegia nera, spezie, liquirizia e un finale leggermente secco. Si serve a tavola dopo averlo decantato per trenta minuti, per permettere al vino di respirare e ammorbidire i tannini. L'abbinamento tradizionale è con arrosti, selvaggina, pappardelle al ragù di lepre e formaggi stagionati toscani.
Benessere
- L'uva Sangiovese contiene polifenoli, in particolare antociani e resveratrolo, molecole antiossidanti naturalmente presenti nella buccia dell'acino.
- Un calice di Chianti Classico Riserva apporta potassio, magnesio e manganese, minerali che contribuiscono al funzionamento del sistema nervoso e muscolare.
- Un consumo moderato (un calice al giorno per le donne, due per gli uomini secondo le linee guida internazionali) si integra in una dieta equilibrata senza appesantire la digestione, grazie all'acidità naturale che stimola i succhi gastrici.
- Il vino rosso invecchiato in legno sviluppa tannini che aumentano nel tempo: questi composti riducono l'assorbimento di ferro non-eme nei vegetali, perciò è meglio non abbinarlo a piatti prevalentemente vegetariani ricchi di ferro.
- Per un pasto equilibrato, accompagna il Chianti Classico Riserva a piatti proteici (carne, legumi) e verdure di stagione cotte: l'acidità del vino bilancia i grassi e facilita la masticazione e la deglutizione.
- Falso mito da sfatare: non è vero che il vino rosso sia dannoso per il colesterolo se consumato con moderazione. Anzi, gli studi più recenti mostrano che il consumo moderato di vino rosso non aumenta i valori di colesterolo totale. Rimane valida la regola della moderazione: chi soffre di pressione alta o aritmie cardiache deve consultare il medico prima di bere vino regolarmente, indipendentemente dal colore.
L'errore da non fare
Non servire il Chianti Classico Riserva troppo caldo (oltre i venti gradi) pensando che il freddo lo rovini: il calore eccessivo volatilizza gli aromi e fa prevalere l'alcol nel palato. Allo stesso modo, non raffreddarlo sotto i dieci gradi, perché il freddo blocca i profumi e indurisce i tannini, rendendo la bevuta poco piacevole. Un altro errore comune è non decantare il vino: la decantazione serve a ossigenare il liquido e separare eventuali sedimenti, rendendo il vino più elegante e morbido.
I nostri consigli
- Conserva la bottiglia aperta una volta decantata per non più di tre giorni nel decanter stesso, in un luogo fresco e lontano dalla luce diretta. Se chiudi la bottiglia con un tappo ermetico, il vino si mantiene fino a una settimana.
- Il Chianti Classico Riserva abbinato a formaggi stagionati toscani (Pecorino di Pienza, Cacio di Volterra) crea un accostamento tradizionale dove l'acidità del vino pulisce il palato tra un boccone e l'altro.
- Se preferisci un abbinamento meno tradizionale, prova il vino con funghi porcini trifolati o con broccoli al forno: le verdure amarognole contrastano i tannini e creano un equilibrio nuovo.
Quando prepararla
Il Chianti Classico Riserva si serve tutto l'anno, ma risulta particolarmente indicato nei mesi freddi (da novembre a marzo), quando la tavola accoglie piatti ricchi e robusti come arrosti e selvaggina. È il vino perfetto per le cene autunnali e invernali, per feste di famiglia e cene di compleanno dove vuoi sorprendere gli ospiti con eleganza toscana.
Domande frequenti
- Posso conservare il Chianti Classico Riserva in cantina per anni? Sì, un Chianti Classico Riserva di buona qualità può invecchiare ulteriormente in cantina per cinque, dieci o più anni se conservato in posizione orizzontale a temperatura stabile (12-15 gradi) e al riparo dalla luce. Con l'invecchiamento, i tannini si ammorbidiscono e i profumi diventano più complessi.
- Qual è la differenza tra Chianti Classico e Chianti Classico Riserva? Il Chianti Classico deve invecchiare almeno un anno e mezzo, mentre la Riserva almeno tre anni. La Riserva ha un corpo più pieno, tannini più morbidi e profumi più sviluppati, quindi una struttura più importante.
- Il Chianti Classico Riserva contiene solfiti? Sì, contiene solfiti perché vengono aggiunti naturalmente durante la vinificazione come conservante. Un vino senza solfiti non si mantiene in bottiglia. Se sei sensibile ai solfiti, consulta il medico.