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Trofie ca' le mandorle

Vincenza Bertolino· 20 novembre 2015· 6 min di lettura ·Messina
Piatto di trofie bianche e ondulate ricoperte da una salsa beige di mandorle tostate, con visibili granelli di mandorla tritata e qualche foglia di prezzemolo fresco verde, servite in un piatto bianco
Preparazione
25 min
Cottura
12 min
Difficoltà
media
Porzioni
4 persone
Costo
medio
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

350 gTrofie fresche di pasta all'uovo
150 gMandorle pelate
3 spicchiAglio
1 mazzoPrezzemolo fresco
6 cucchiaiOlio d'oliva extravergine
2 cucchiaiAcqua tiepida
quanto bastaSale fino
quanto bastaPepe nero macinato

Valori nutrizionali

385 kcalEnergia
13 gProteine
18 gGrassi
2,5 gdi cui saturi
48 gCarboidrati
1,5 gdi cui zuccheri
2,8 gFibre
0,4 gSale
Come si prepara
1
Tostare le mandorle
Versare le mandorle pelate in una padella antiaderente a fuoco medio-alto. Tostare per 5-6 minuti mescolando frequentemente con un cucchiaio di legno, finché non sprigionano profumo e iniziano a scurirsi leggermente. Trasferire in un piatto per far raffreddare completamente.
2
Tritare le mandorle
Una volta fredde, versare le mandorle in un mortaio o in un robot da cucina. Tritarle grossolanamente: devono restare con una consistenza granulosa, non ridursi a farina. Ideale è una trama simile a mollica di pane grattugiata.
3
Preparare l'aglio e il prezzemolo
Sbucciare gli spicchi d'aglio e tagliarli sottilissimi, quasi affettati. Lavare il prezzemolo, asciugarlo bene e tritarlo finissimo. Tenere aglio e prezzemolo separati.
4
Fare il condimento
Scaldare l'olio d'oliva in una padella ampia a fuoco basso. Aggiungere l'aglio affettato e farlo appassire lentamente per 2-3 minuti, senza farlo dorare o scurire. Versare le mandorle tritate nella padella e mescolare bene per 1-2 minuti, affinché si assorbano l'olio e il profumo dell'aglio. Aggiungere i 2 cucchiai d'acqua tiepida un po' alla volta, mescolando, per dare cremosità al condimento senza renderlo liquido. Spegnere il fuoco e aggiungere il prezzemolo tritato. Salare e pepare secondo il gusto.
5
Cuocere le trofie
Portare a ebollizione una pentola d'acqua salata. Versare le trofie fresche e cuocere per 6-8 minuti, mescolando spesso nei primi istanti per evitare che si attacchino. La pasta è cotta quando diventa morbida ma conserva una leggera consistenza al dente. Scolare le trofie, conservando un mestolo di acqua di cottura.
6
Mantecare il piatto
Versare le trofie ancora calde nella padella con il condimento. Mescolare bene e vigorosamente per 1-2 minuti. Se il piatto risulta troppo asciutto, aggiungere un poco dell'acqua di cottura riservata, un cucchiaio alla volta. L'obiettivo è che il condimento avvolga ogni troffia uniformemente.
7
Servire
Distribuire le trofie ca' le mandorle in piatti caldi. Decorare con un filo di olio d'oliva fresco crudo e una spolverata di mandorla tritata appena macinata. Servire subito, quando il piatto conserva ancora il calore.

Gusto

Il sapore è ricco e rotondo, senza essere pesante. La mandorla toasta porta una nota dolciastra e tostata, l'aglio aggiunge carattere pungente senza dominare, il prezzemolo fresco chiude con un'erba gentile che pulisce il palato. L'olio d'oliva lega tutto insieme in una cremosità naturale, senza bisogno di panna. Il piatto si serve subito in tavola, ben caldo, con un filo d'olio crudo finale e una manciata di mandorla tritata fresca sopra. Viene abbinato tradizionalmente a un vino bianco secco locale, tipo un Grillo o un Carricante.

Benessere

L'errore da non fare

Non deve assolutamente scurirsi l'aglio: se cuoce troppo, diventa amaro e rovinare il sapore delicato delle mandorle. Un aglio bruciato farà un piatto sgradevole, per quanto buone siano le mandorle. Un'altra trappola comune è aggiungere troppa acqua al condimento, che diventa un brodo invece di una salsa cremosa. L'acqua serve a intenerire il rigatino, non a trasformarlo in minestra.

I nostri consigli

Quando prepararla

Le trofie ca' le mandorle sono un piatto consigliato in qualunque stagione, ma rimane particolarmente piacevole nei mesi più freschi, da ottobre a marzo, quando si cerca un primo sostanzioso ma non pesante. In primavera ed estate si può servire tiepido piuttosto che caldo, per renderlo più leggero nella stagione calda. Va bene per un pranzo in famiglia, per una cena con ospiti, per un pasto che non deve essere troppo elaborato in cucina.

Domande frequenti

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