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Trippa alla pisana

Vincenza Bertolino· 28 giugno 2020· 6 min di lettura ·Pisa
Piatto di trippa alla pisana servito in ciotola bianca, trippa tagliata in strisce dorate immerse in sugo rosso pomodoro con sedano e carota visibili, guarnito con parmigiano grattugiato e prezzemolo
Preparazione
25 min
Cottura
180 min
Difficoltà
media
Porzioni
4 persone
Costo
basso
Stagione
autunno/inverno

Ingredienti

700 gTrippa di vitello pulita e biancheggiata
400 gPolpa di pomodoro o passata di pomodoro
1 mediaCipolla
2 gambiSedano
1 mediaCarota
1 litroBrodo di carne o acqua
3 cucchiaiOlio extravergine d'oliva
sale e pepeSecondo il gusto
2 foglieAlloro
q.b.Parmigiano reggiano grattugiato per servire

Valori nutrizionali

145 kcalEnergia
14 gProteine
7 gGrassi
3 gdi cui saturi
4 gCarboidrati
2 gdi cui zuccheri
1,2 gFibre
0,8 gSale
Come si prepara
1
Pulire la trippa
Se la trippa non è già biancheggiata, scottala in acqua bollente salata per 10 minuti, poi sciacquala e tagliane le parti non commestibili. Se è già pronta, procedi direttamente. Tagliale in strisce larghe circa 2 centimetri e lunga 5-6 centimetri. Mettila da parte.
2
Preparare il soffritto
Affetta la cipolla in mezzo strato. Taglia il sedano e la carota a pezzi grandi, non troppo fini. In un tegame grande scalda l'olio extravergine d'oliva a fuoco medio-alto e aggiungi il soffritto. Fai rosolare per 5-6 minuti, mescolando, finché la cipolla non diventa trasparente.
3
Aggiungere la trippa
Versa la trippa tagliata nel tegame con il soffritto. Mescolala bene per 2-3 minuti, facendo in modo che aderisca bene al soffritto. Questa fase aiuta la trippa ad assorbire i sapori della verdura.
4
Bagnare con il pomodoro
Aggiungi la passata o la polpa di pomodoro. Mescola bene e lascia cuocere a fuoco medio per circa 3-4 minuti, facendo evaporare un po' l'acidità del pomodoro. Aggiungi una foglia di alloro.
5
Cottura lenta e prolungata
Versa il brodo di carne caldo nel tegame fino a coprire bene la trippa. Porta a ebollizione, poi abbassa il fuoco al minimo. Copri con il coperchio lasciando uno spiraglio. Cuoci per almeno 180 minuti, mescolando ogni tanto. La trippa deve diventare estremamente morbida, quasi cremosa. Se il sugo diventa troppo denso durante la cottura, aggiungi un po' d'acqua calda.
6
Assaggiare e aggiustare
Dopo 180 minuti, assaggia la trippa: deve essere quasi sciogliersi con la forchetta. Se è ancora dura, continua la cottura per altri 20-30 minuti. Togli la foglia di alloro, assaggia il sugo e regola di sale e pepe. Il sugo deve essere ridotto e corposo, non liquido.
7
Servire
Versa la trippa alla pisana ancora calda in piatti fondi. Cospargila con parmigiano reggiano grattugiato e, se desideri, un po' di prezzemolo fresco tritato. Serve con pane toscano senza sale o con riso bianco.

Gusto

La trippa alla pisana ha un sapore ricco e corposo, dominato dal pomodoro maturo e dal brodo che arricchisce il sugo durante la cottura. La trippa cuoce fino a diventare tenera e assorbe completamente i sapori della salsa. Si serve calda, spesso in piatti fondi, accompagnata da un buon pane toscano senza sale o da riso bianco. L'abbinamento tradizionale è con un vino rosso leggero della Toscana, come un Chianti giovane.

Benessere

L'errore da non fare

L'errore più comune è accorciare la cottura della trippa. Molti pensano che 60-90 minuti bastino, ma la trippa richiede almeno 180 minuti di cottura lenta per diventare davvero tenera e per assorbire completamente i sapori del sugo. Una trippa poco cotta rimane gommosa e poco piacevole in bocca. Un altro errore è aggiungere il brodo freddo: il cambio di temperatura brusco indurisce la trippa e allunga ulteriormente i tempi. Usa sempre brodo caldo.

I nostri consigli

Quando prepararla

La trippa alla pisana è un piatto autunnale e invernale, da preparare quando le temperature scendono e le giornate diventano grigie. È perfetta nei mesi da novembre a marzo, quando le verdure di stagione sono al loro massimo di dolcezza e il corpo chiede piatti caldi e sostanziosi. Viene spesso servita nei giorni festivi familiari o nei pranzi domenicali della tradizione toscana.

Domande frequenti

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