
| 250 g | semola di grano duro |
| 400 g | ricotta fresca di pecora o vaccina |
| 180 g | zucchero semolato |
| 4 | uova intere |
| 1 bustina | vaniglia in polvere o scorza di mezzo limone fresco |
| 200 ml | latte intero tiepido |
| 1 pizzico | sale fino |
| q.b. | zucchero a velo per la finitura |
| 270 kcal | Energia |
| 7 g | Proteine |
| 8 g | Grassi |
| 4,5 g | di cui saturi |
| 40 g | Carboidrati |
| 18 g | di cui zuccheri |
| 1,2 g | Fibre |
| 0,15 g | Sale |
Il sapore è dolce ma sobrio, con una nota di nocciola che viene dalla semola di grano duro tostata e dalla lievissima caramellazione della superficie. La ricotta aggiunge morbidezza e un gusto latteo delicato, mentre la vaniglia perfuma il tutto senza dominare. Si serve fredda da frigo, il che rende la mollica ancora più compatta e piacevole. È un dolce che piace accanto al caffè al mattino o come fine pasto senza appesantire.
L'errore più comune è non tostare la semola prima di usarla. Una semola non tostata rende la torta insapore e pastosa, perché perde quella nota di nocciola e di profondità che caratterizza il dolce. Un secondo errore frequente è aggiungere il latte ancora caldo o freddo di frigo: tiepido è fondamentale affinché si amalgami bene senza formare grumi. Infine, non aspettare che l'impasto riposi 5 minuti prima di infornarlo: la semola ha bisogno di questo tempo per assorbire l'umidità corretta e la torta rischia di rimanere troppo umida.
La torta di semola è perfetta tutto l'anno: non ha stagionalità. D'estate è gradita fredda come fine pasto leggero; in autunno e inverno, appena tiepida con un caffè caldo, è confortante senza appesantire. Non è legata a ricorrenze specifiche, ma è un dolce casareccio che molte famiglie preparano la domenica o quando hanno ospiti a pranzo.