
| 300 g | farina bianca 00 |
| 4 | uova intere |
| 250 g | carne di manzo macinata |
| 100 g | pecorino romano grattugiato |
| 50 g | parmigiano reggiano grattugiato |
| 1 | cipolla piccola tritata |
| 2 foglie | salvia fresca |
| 1 | pizzico di noce moscata |
| 2 g | sale fino |
| 500 ml | sugo di carne o brodo di manzo |
| 280 | kcal Energia |
| 14 | g Proteine |
| 12 | g Grassi |
| 6 | g di cui saturi |
| 28 | g Carboidrati |
| 1 | g di cui zuccheri |
| 1,5 | g Fibre |
| 0,9 | g Sale |
Il sapore è ricco e sostanzioso, dominato dalla carne e dal pecorino romano che dona una nota salata e pungente. L'aroma inconfondibile viene dalla noce moscata e dalla salvia presente nel ripieno. Si servono sempre con il loro liquido di cottura mescolato a sugo di carne oppure a burro fuso, per mantenere i «tordelli» morbidi e saporiti. L'abbinamento tradizionale è con un vino rosso secco, robusto ma non aggressivo.
L'errore più comune è stendere la pasta troppo spessa o in modo irregolare. Se lo spessore varia da zona a zona, alcuni «tordelli» riusciranno poco cotti e la pasta rimarrà cruda, mentre altri si cuoceranno troppo e si stacceranno dal ripieno. Inoltre, non comprimere bene i bordi durante il sigillo: l'acqua di cottura penetra dentro e il ripieno si disperde nel brodo. Infine, non mescolare subito dopo aver immerso i «tordelli» in acqua bollente: potrebbero incollarsi sul fondo della pentola.
I «tordelli» maremmani si preparano bene nei mesi freddi, da novembre a marzo, quando il piatto sostanzioso è più appetibile. Tuttavia, si prestano anche a cene informali estive se serviti tiepidi con un condimento più leggero. Sono ideali per pranzi domenicali in famiglia o per occasioni in cui vuoi un primo piatto che lasci soddisfatti.