
| 1,2 kg | testa di vitello intera o mezza |
| 1,5 litri | brodo di carne o acqua |
| 1 bicchiere | vino bianco secco |
| 1 | carota |
| 1 | gambo di sedano |
| 1 | cipolla |
| 3-4 foglie | alloro |
| 2 rametti | rosmarino fresco |
| 8-10 bacche | ginepro |
| 1 cucchiaio | sale grosso |
| 6-8 grani | pepe nero intero |
| 165 kcal | Energia |
| 19 g | Proteine |
| 9 g | Grassi |
| 3,5 g | di cui saturi |
| 0 g | Carboidrati |
| 0 g | di cui zuccheri |
| 0 g | Fibre |
| 0,8 g | Sale |
La carne ha un sapore delicato e leggermente dolce, con note profonde date dal brodo di carne e dal soffritto. La consistenza della testa di vitello dopo la cottura lenta diventa untuosa grazie al collagene, che si trasforma in gelatina naturale. Si serve calda nel brodo oppure tiepida con un filo di olio extravergine e limone. L'abbinamento tradizionale vuole accompagnare questo piatto con salsa verde alle erbe oppure una semplice mostarda di frutta.
L'errore più comune è mantenere il fuoco troppo alto durante la cottura. Una bollitura vigorosa indurisce la carne e rende il brodo torbido anziché trasparente e gelato. La testa di vitello ha bisogno di una cottura gentile a fuoco bassissimo per permettere al collagene di trasformarsi in gelatina naturale senza che le proteine si contraggano eccessivamente. Inoltre, non rimuovere il grasso e la schiuma che emergono durante i primi 90 minuti compromette il sapore finale del brodo.
La testa di vitello si prepara bene durante i mesi invernali, quando il brodo caldo e la cottura lenta sono graditi. È ideale per i pasti domenicali in famiglia, per cene conviviali dove la pietanza fonda la conversazione, oppure in occasione di feste tradizionali che prevedono secondi piatti sostanziosi. Nei mesi estivi si può servire tiepida o a temperatura ambiente con salsa verde, rendendola più leggera.