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Sugo di cacciagione

Vincenza Bertolino· 20 gennaio 2018· 6 min di lettura ·Roma
Pentola di sugo di cacciagione marrone scuro e denso, servito su pappardelle fresche in piatto di terracotta bianca, con foglie di rosmarino accanto e bicchiere di vino rosso sfocato sullo sfondo
Preparazione
20 min
Cottura
3 ore
Difficoltà
media
Porzioni
4 persone
Costo
alto
Stagione
autunno, inverno

Ingredienti

500 gcarne di selvaggina (cinghiale, cervo, lepre, maiale selvatico) tagliata a pezzetti
150 gsoffritto di carota, sedano e cipolla tritati finemente
2 cucchiaiolio extravergine d'oliva
350 mlvino rosso secco robusto
800 gpolpa di pomodoro pelato o passata di pomodoro
1 spicchioaglio pelato
2 fogliealloro
3 ramettitimo fresco (o 1 cucchiaino secco)
1 ramettorosmarino fresco
sale e pepequanto basta
150 mlbrodo di carne o acqua

Valori nutrizionali

185 kcalEnergia
16 gProteine
11 gGrassi
4 gdi cui saturi
5 gCarboidrati
2 gdi cui zuccheri
1,2 gFibre
0,8 gSale
Come si prepara
1
Rosolare la carne
Scalda l'olio in una pentola pesante a fuoco medio-alto. Asciuga bene la carne con carta da cucina, poi rosola i pezzetti in piccoli lotti per 4-5 minuti per lato, finché non sviluppano una crosta marrone. Trasferiscila in un piatto e tienila da parte. Non sovraffollare la pentola, altrimenti la carne cuoce al vapore invece di rosolarsi.
2
Saltare il soffritto
Nella stessa pentola, aggiungi il soffritto di carota, sedano e cipolla. Rosola per 6-7 minuti a fuoco medio finché non diventa traslucido e leggermente dorato. Aggiungi l'aglio per gli ultimi 2 minuti.
3
Sfumare con il vino
Versa il vino rosso nel soffritto e raschia bene il fondo della pentola con un cucchiaio di legno per staccare i residui di rossolatura. Lascia bollire a fuoco vivo per 8-10 minuti finché il vino non si è ridotto di circa due terzi. L'alcol deve evaporare quasi completamente.
4
Aggiungere la carne e il pomodoro
Reintroduci la carne rossolata nella pentola, insieme a tutto il sugo che si è accumulato. Versa la polpa di pomodoro e il brodo. Aggiungi l'alloro, il timo e il rosmarino. Mescola bene e porta a ebollizione.
5
Cottura lenta e coperta
Abbassa il fuoco al minimo, copri la pentola con il coperchio leggermente inclinato e lascia sobbollire dolcemente per 2 ore e mezza, girando il sugo ogni 30 minuti. Deve mantenersi a un leggero borbottio, non un bollore agitato. Se il sugo asciuga troppo, aggiungi un po' d'acqua tiepida.
6
Assaggiare e aggiustare
Dopo 2 ore e mezza, controlla la consistenza. Il sugo deve essere denso e cremoso, non liquido. Se è ancora troppo acquoso, lascialo cuocere scoperto per altri 15-20 minuti a fuoco medio per concentrarlo. Estrai i rametti di erba aromatica, assaggia e correggi di sale e pepe.
7
Riposare e manteccare
Spegni il fuoco e lascia riposare il sugo per 10 minuti. Questo permetterà ai sapori di stabilizzarsi. Se lo desideri, frulla leggermente con un frullatore a immersione per ottenere una texture ancora più cremosa, ma non è obbligatorio: il sugo rustico con i pezzetti di carne è altrettanto delizioso.

Gusto

Il sapore è deciso e intenso, con note selvatiche che si sviluppano dalla lunga cottura. Il vino rosso dona una leggera tannicità, mentre il pomodoro fornisce una base acida che bilancia la grassezza della carne. L'aroma è fragrante e avvolgente, con sentori di timo, alloro e rosmarino che si sprigionano durante la bollitura. Si abbina tradizionalmente a paste rigate come pappardelle, tagliatelle larghe o polenta, e richiede un vino rosso robusto da accompagnamento.

Benessere

  • La selvaggina contiene proteine di alta qualità, tipicamente tra 22 e 26 grammi per 100 grammi di carne cotta, con un profilo amminoacidico completo.
  • Il ferro presente nella cacciagione è ferro eme, la forma meglio assorbibile dal nostro corpo, con concentrazioni superiori rispetto alla carne bovina comune. Contiene anche selenio e zinco.
  • Nonostante il grasso, il sugo è piuttosto saziante grazie alla proteina e alla fibra del pomodoro. Una porzione di 150 grammi copre facilmente un buon apporto proteico del pasto.
  • La selvaggina contiene acido linoleico coniugato, un grasso insaturo con proprietà metaboliche interessanti, soprattutto nei ruminanti selvaggi nutriti naturalmente.
  • Abbina il sugo a pasta integrale o a verdure crude in insalata per aggiungere fibre e alleggerire il carico calorico complessivo del pasto.
  • Falso mito da sfatare: "La cacciagione è sempre grassissima e indigesta". In realtà, la selvaggina è solitamente più magra della carne allevata perché l'animale si muove costantemente e il grasso è meno infiltrato nei muscoli. Cucinata in umido come in questo sugo, diventa molto digeribile. Chi ha digestione sensibile dovrebbe comunque limitare le porzioni e abbinarla a vini leggeri piuttosto che pesanti.

L'errore da non fare

L'errore più comune è non rosolare bene la carne inizialmente. Se non sviluppi quella crosta marrone dorata, perderai il 70 percento del sapore finale. Un'altra trappola è una cottura troppo veloce o ad alta temperatura: il sugo bollirà selvaggiamente, la carne diventerà dura e lo stufato perderà compattezza. Infine, non aggiungere il brodo all'inizio pensando che il sugo si densi da solo: serve un giusto rapporto tra liquido e carne per ottenere quella cremosità che caratterizza un buon ragù di cacciagione.

I nostri consigli

  • Prepara il sugo il giorno prima, lascialo raffreddare completamente e conservalo in frigorifero. I sapori si sviluppano ancora durante la notte. Dura 4-5 giorni in frigo, oppure congela fino a 3 mesi in contenitori ermetici.
  • Se la selvaggina è molto magra o ha un aroma selvatico molto pronunciato, aggiungi 50 grammi di pancetta tritata nel soffritto per dare un po' più di grasso e rotondità al piatto.
  • Varia il tipo di selvaggina secondo la disponibilità: il cinghiale è più grasso e corposo, il cervo è più magro e delicato, la lepre è media. Ogni tipo dà sfumature diverse al ragù.
  • Non usare pomodori freschi se non sono di stagione: perderebbero il sugo nel passaggio. La polpa pelata o la passata industriale sono più affidabili e concentrate.

Quando prepararla

Il sugo di cacciagione è ideale in autunno e inverno, quando la selvaggina è disponibile fresca dal cacciatore o dal macellaio specializzato. È il piatto perfetto per cene conviviali nei mesi freddi, quando il sole cala presto e il calore di un piatto sostanzioso accompagna bene la stagione. Si prepara al meglio nel fine settimana, quando hai il tempo per la lunga cottura senza fretta.

Domande frequenti

  • Posso usare carne di maiale normale se non trovo selvaggina? Tecnicamente sì, ma il risultato non sarà lo stesso. La selvaggina ha un aroma e una struttura muscolari diversa. Se non la trovi, scegli almeno un maiale da razza rustica, che ha più carattere, oppure aggiungi al ragù un cucchiaio di estratto di pomodoro concentrato per dare più profondità.
  • Il sugo deve essere cremoso o più liquido e sciolto? Dipende dall'uso. Per pappardelle o tagliatelle serve cremoso e denso, in modo che avvolga la pasta. Per polenta o rigatoni puoi lasciarlo un po' più morbido. Il controllo è tuo in base alla cottura finale.
  • Che vino rosso devo usare? Un vino robusto e secco: Barolo, Barbera, Nero d'Avola o un Bordeaux semplice. Evita vini troppo morbidi o dolci, che non daranno quella struttura tannica che cerca il piatto.
  • Posso fare il sugo in pentola a pressione per guadagnare tempo? Sì, in 45-50 minuti a pressione otterrai un risultato simile, ma la cottura lenta tradizionale sviluppa sapori più profondi e la carne rimane più succosa.
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