Sfingi ca' marmellata

Ingredienti
| 250 g | Farina di grano tenero |
| 1 uovo | Uovo intero |
| 60 ml | Acqua tiepida |
| 20 g | Zucchero |
| 5 g | Sale fino |
| 5 g | Lievito di birra fresco sbriciolato |
| 200 g | Marmellata di albicocca o fragola |
| 1 litro | Olio di arachidi per frittura |
| 10 g | Zucchero a velo per spolverare |
Valori nutrizionali
| 285 | kcal Energia |
| 5 | g Proteine |
| 14 | g Grassi |
| 2 | g di cui saturi |
| 38 | g Carboidrati |
| 18 | g di cui zuccheri |
| 1 | g Fibre |
| 0,3 | g Sale |
Gusto
Il sapore è dolce e fresco, marcato dalla marmellata che sceglie il carattere: albicocca morbida, fragola vivace, ciliegia acidula. La pasta ha una nota neutra, leggermente salata, che non copre il gusto della conserva. Gli «sfingi» si mangiano caldi, meglio ancora tiepidi, quando la marmellata è ancora fluida e filante. In Sicilia si abbinano spesso al caffè nero a colazione, e talvolta si inzuppano leggermente nel caffè prima di mangiare.
Benessere
- La farina di grano tenero apporta carboidrati e una piccola quantità di proteine vegetali, circa 10 grammi per 100 grammi di farina.
- La marmellata, se fatta con frutta vera, conserva fibre e potassio della frutta d'origine, anche se in quantità ridotta dal calore della cottura.
- È un dolce sostanzioso ma non pesante se consumato in piccola quantità; la frittura lo rende saziante nonostante le porzioni contenute.
- L'olio di frittura, se cambiato di frequente, non apporta grassi idrogenati; gli acidi grassi monoinsaturi di un buon olio di arachidi rimangono più stabili durante la cottura.
- Abbinalo a una tazza di latte o yogurt a colazione per un pasto più equilibrato, con proteine che compensano i carboidrati dello sfoglia.
- Falso mito da sfatare: Non è vero che i dolci fritti in casa sono più grassi di quelli comprati se si usa olio pulito e il sfoglia non assorbe troppo olio. Una sfoglia leggera e sottile che cuoce in pochi secondi assorbe meno grasso di un bignè farcito o di una pasta sfoglia ricca di burro. Rimane un dolce calorico, da consumare con moderazione e non tutti i giorni, ma non è un nemico della linea se integrato in un'alimentazione varia.
L'errore da non fare
Non sigillare bene i bordi dell'impasto attorno alla marmellata è l'errore più comune: il ripieno scappa durante la frittura, lasciando il sfoglia vuoto e disperso nell'olio. Quando formi le sfingi, schiaccia l'impasto solo leggermente, versa il ripieno al centro senza eccedere, e richiudi i bordi sovrapponendo bene l'impasto su se stesso, pressando con le dita. Se l'impasto è troppo caldo o la marmellata è troppo liquida, il problema peggiora: verifica che l'impasto sia tiepido e usa marmellata densa, non sciroppi.
I nostri consigli
- Conserva gli «sfingi» in una scatola a temperatura ambiente il giorno stesso, al massimo fino al mattino dopo. Non metterli in frigorifero: diventano duri. Se avanzi, puoi congelarli cotti in freezer per 3 settimane e ripassarli brevemente in olio caldo per ravvivarli.
- Varia il ripieno: oltre alla marmellata, usa ricotta zuccherata, crema pasticcera, o miele con ricotta. Assicurati sempre che il ripieno non sia troppo liquido.
- Se non hai il lievito di birra fresco, usa 1 grammo di lievito di birra secco disciolto nell'acqua. Il risultato è lo stesso.
- Usa un olio di buona qualità che sopporta bene il calore: arachidi, girasole alto oleico, o mais sono le scelte migliori. Cambia l'olio dopo 3-4 fritture per evitare che si annerisca.
Quando prepararla
Gli «sfingi ca' marmellata» sono perfetti per la colazione invernale o della domenica mattina, quando il tempo è piovoso e il caldo della frittura è confortante. Si preparano bene anche in autunno, con marmellata di uva o castagna. Durante l'estate sono meno frequenti perché il fritto appesantisce, ma rimangono apprezzati se preparati il mattino presto, quando la casa è più fresca.
Domande frequenti
- Posso usare la marmellata della nonna, fatta in casa? Certo, meglio ancora. Se è molto liquida, cuocila un paio di minuti in padella per farla addensare prima di usarla.
- Se il mio impasto non lievita bene, cosa faccio? Dipende dalla temperatura dell'ambiente. In inverno, accendi il forno a 40 gradi, spegni, metti la ciotola dentro con la porta socchiusa. Il calore residuo accelera la lievitazione.
- Quanto tempo posso tenere l'impasto lievitato prima di friggerlo? Massimo 2 ore a temperatura ambiente. Se passa più tempo, il lievito continua a fermentare e l'impasto diventa eccessivamente gonfio e fragile.
- Come capisco se l'olio è alla giusta temperatura senza termometro? Immergi un pezzetto di pane: se friggere violentemente e sale in superficie in pochi secondi, è pronto. Se scende lentamente, è troppo freddo.


