Ingredienti
| 400 g | farina 00 |
| 150 ml | acqua tiepida |
| 1 cucchiaio | sale fino |
| 800 g | cipolla gialla |
| 3 cucchiai | olio extravergine d'oliva |
| 1 pizzico | sale per la cipolla |
| 1 litro | olio di semi per friggere |
Valori nutrizionali
| 240 | kcal Energia |
| 3,5 | g Proteine |
| 14 | g Grassi |
| 4 | g di cui saturi |
| 26 | g Carboidrati |
| 1,2 | g di cui zuccheri |
| 1,8 | g Fibre |
| 0,35 | g Sale |
Come si prepara
1
Preparare l'impasto base
Versa la farina in una ciotola ampia, aggiungi il sale e versa l'acqua tiepida poco per volta, mescolando con le dita fino a ottenere un impasto morbido e omogeneo. Lascia riposare coperto con un canovaccio bagnato per almeno 30 minuti, così l'impasto diventa più elastico e facile da lavorare.
2
Caramellare la cipolla
Pela la cipolla, affettala sottile (circa 3-4 mm). Scaldala in una padella con l'olio extravergine a fuoco medio-basso. Aggiungi il sale e mescola ogni 3-4 minuti. Dopo 15-20 minuti inizierà a imbiondire, continua la cottura per altri 15-20 minuti fino a quando diventa di un colore marrone nocciola, dolce e quasi cremosa. Lasciala raffreddare completamente.
3
Formare le sfingi
Prendi una porzione di impasto grande come una noce (circa 50 g), appiattiscila leggermente sul palmo della mano bagnata. Metti un cucchiaio di cipolla caramellata al centro, quindi chiudi l'impasto su se stesso e modella una pallina morbida e liscia, premendo delicatamente i margini. Ripeti con tutto l'impasto: ne otterrai circa 8-10 sfingi.
4
Scaldare l'olio di frittura
Versa l'olio di semi in una pentola profonda e portalo a 170-180 gradi (se non hai un termometro, inserisci un bastoncino di legno: quando iniziano a risalire bolle fitte, l'olio è pronto).
5
Friggere le sfingi
Immergere con delicatezza 3-4 sfingi per volta nell'olio caldo. Gireranno e galleggeranno da sole in 2-3 minuti. Quando risulteranno dorate e croccanti su tutti i lati (circa 4-5 minuti totali), estrailehad con una schiumarola e deponi su carta assorbente.
6
Asciugare e servire
Lascia le sfingi riposare sulla carta assorbente per 2-3 minuti, così perdono l'olio in eccesso. Servi calde, preferibilmente subito dopo la frittura, mentre sono ancora croccanti e il ripieno è morbido e profumato.
Gusto
Le «sfingi ca' cipudda» sanno di cipolla dolcissima, quasi caramellata, con una nota leggermente salata. La cipolla, cotta lentamente fino a diventare quasi una crema, bilancia la croccantezza dell'esterno. Si mangiano calde, appena fritte, senza condimenti aggiuntivi: il ripieno già parla. Un'abbinamento tradizionale è con un bicchiere di vino da tavola leggero o semplicemente come merenda pomeridiana.
Benessere
- La cipolla è ricca di fibre solubili, soprattutto se cotta a lungo, e contiene quercetina, un polifenolo dall'azione antiossidante.
- La cipolla fornisce potassio, magnesio e manganese, minerali importanti per il metabolismo e la funzione muscolare.
- Si tratta di un piatto sostanzioso ma non pesante se consumato in piccole porzioni; il ripieno di cipolla cotta è digeribile perché ammorbidito dalla cottura.
- La cipolla caramellata contiene composti solforati che, durante la cottura lenta, sviluppano un profilo aromatico complesso e vengono reso meno irritante per lo stomaco rispetto alla cipolla cruda.
- Abbina le «sfingi» a un'insalata verde leggera o a verdure crude per aumentare l'apporto di fibre e creare un pasto più equilibrato.
- Falso mito da sfatare: No, la cipolla cotta non perde tutte le proprietà nutrizionali. Anche dopo una cottura lenta a bassa temperatura, mantiene minerali e molti polifenoli. Vero è che la vit. C si riduce, ma la cipolla non è una fonte primaria di questa vitamina. La frittura aumenta il contenuto di grassi e calorie, quindi è corretto consumarle in porzioni moderate.
L'errore da non fare
Non friggere le sfingi in olio non abbastanza caldo: rischierebbero di assorbire troppo olio e rimanere molli e unte anziché croccanti. L'olio deve raggiungere i 170-180 gradi, non meno. Anche non chiudere bene l'impasto intorno alla cipolla porta il ripieno a fuoriuscire durante la cottura, rovinando il piatto e l'olio. Infine, evita di preparare le sfingi troppe ore prima: perdono croccantezza e il ripieno si raffredda; sono meglio fritte al momento.
I nostri consigli
- Se la cipolla si seccarizza durante la cottura, aggiungi qualche cucchiaio d'acqua tiepida e continua il fuoco dolce. La cipolla deve diventare quasi una crema, non fibrosa. Puoi prepararla il giorno prima e conservarla in frigorifero.
- L'impasto base si conserva in frigorifero, ben coperto, fino a 24 ore. Prima di usarlo, lascialo riposare a temperatura ambiente per 15 minuti.
- Variante con cipolla rossa: sostituisci parte della cipolla gialla con cipolla rossa, che apporta un leggero colore vinaccia e una nota leggermente più acidula.
- L'olio usato per friggere puoi filtrarlo attraverso un colino fine e riusarlo altre 2-3 volte, finché non diventa scuro. Conservalo in un barattolo al riparo dalla luce.
Quando prepararla
Le «sfingi ca' cipudda» si preparano tutto l'anno, ma sono particolarmente apprezzate in autunno e inverno, quando la cipolla è più dolce e gustosa. In Sicilia vengono servite anche durante le festività religiose e nelle fiere paesane. A livello di clima, vanno bene tutto l'anno, anche se in estate si consumano più fresche e come merenda pomeridiana.
Domande frequenti
- Posso farle senza friggere? Tecnicamente sì, cuocendole al forno a 200 gradi per 15-18 minuti, spennellate d'olio, ma perderanno la croccantezza caratteristica. La frittura è essenziale per il risultato autentico.
- Quanto tempo si conservano? Le sfingi fritte si conservano in frigorifero fino a 2 giorni in un contenitore chiuso, ma perdono croccantezza. La cipolla cruda puoi conservarla fino a 4 giorni. Meglio consumarle subito.
- Quale olio usare per friggere? Olio di semi di arachide o olio di semi neutro, che reggono bene il calore. Evita l'olio extravergine, che brucerebbe a queste temperature.
- Serve un ingrediente per legare l'impasto? No, l'acqua basta. Se l'impasto risulta troppo appiccicaticcio, aggiungi farina un cucchiaio alla volta; se troppo secco, acqua tiepida a gocce.