Sfingi

Ingredienti
| 200 g | Farina 00 |
| 150 ml | Acqua tiepida |
| 2 uova | Uova medie |
| 20 g | Zucchero |
| 3 g | Sale fino |
| 5 g | Lievito di birra fresco oppure 1,5 g lievito di birra secco |
| 1 g | Vanillina in polvere |
| 1 litro | Olio di arachide per friggere |
| 300 g | Ricotta fresca intera |
| 60 g | Miele di acacia |
Valori nutrizionali
| 280 kcal | Energia |
| 5 g | Proteine |
| 14 g | Grassi |
| 4 g | di cui saturi |
| 36 g | Carboidrati |
| 12 g | di cui zuccheri |
| 0,8 g | Fibre |
| 0,15 g | Sale |
Gusto
Le «sfingi» hanno un sapore dolce moderato, con una nota vanigliata discreta che viene dalla pasta. La croccantezza esterna è il protagonista vero: contrasta perfettamente con la morbidezza interna. L'abbinamento classico è con ricotta dolce e miele, dove il miele aggiunge calore e fluidità, mentre la ricotta raffresca e addolcisce tutto il boccone. Si mangiano calde, subito dopo la frittura, spesso accompagnate da caffè al mattino o come dolcetto pomeridiano.
Benessere
- La farina contiene carboidrati complessi e glutine, che danno struttura alla pasta e permettono la giusta friabilità.
- L'uovo apporta proteine di qualità e colina, che supportano la memoria e il funzionamento cellulare.
- Le «sfingi» sono un dolce sostanzioso, con buon potere saziante grazie agli zuccheri e al grasso della frittura, ma non eccessivamente pesante se preparate senza lieviti chimici pesanti.
- Il miele contiene tracce di minerali come potassio, magnesio e oligoelementi, anche se in quantità modesta.
- Per un pasto equilibrato, accompagnate le «sfingi» con una bevanda di accompagnamento (caffè, tè, latte caldo) e preferibilmente consumatele una volta al giorno, al mattino o nel primo pomeriggio, non prima di coricarsi.
- Falso mito da sfatare: molti credono che le «sfingi» fritte siano completamente proibite a chi segue una dieta. In realtà, mangiate in porzione ragionevole (una o due frittelle), occasionalmente e non quotidianamente, non creano squilibri nutrizionali. Il problema non è la frittura in sé, bensì la frequenza e la quantità di olio assorbito. Usare olio a temperatura corretta (160-170 °C) riduce l'assorbimento di grasso.
L'errore da non fare
L'errore più comune è non controllare la temperatura dell'olio oppure lasciarla scendere troppo nel corso della frittura. Molti cominciamo a 190 °C e poi, man mano che aggiungiamo pasta fredda, l'olio si raffredda. Le sfingi friggono a rilento, assorbono una quantità eccessiva di olio e diventano untuose e pesanti. Controllate sempre la temperatura fra una frittura e l'altra e attendete che salga di nuovo a 160-165 °C prima di immergere nuove porzioni. Un altro errore è mescolare troppo l'impasto dopo il riposo: se maneggi la pasta lievitata con energia, perdi le bolle d'aria e le sfingi restano compatte.
I nostri consigli
- Le «sfingi» si conservano in frigorifero per 1-2 giorni dentro un contenitore ermetico, ma perdono parte della croccantezza. È meglio prepararle il giorno stesso e consumarle entro poche ore dalla frittura. Se dovete farle in anticipo, congelatele crude dopo il primo riposo e friggetele direttamente dal congelatore, aggiungendo un paio di minuti al tempo di cottura.
- Potete variare il ripieno: invece di ricotta e miele, provate con ricotta e zucchero a velo, oppure un leggero sciroppo di agrumi. Alcuni le preferiscono senza ripieno, solo spolverizzate di zucchero a velo.
- Se non avete il lievito di birra fresco, usate quello secco nella proporzione 1:3 (quindi 1,5 g di lievito secco per 200 g di farina). Scioglietelo bene in acqua tiepida prima di aggiungerlo alla farina. L'impasto lieviterà comunque, ma potrebbe impiegare qualche minuto in più.
- Alcuni cuochi aggiungono un tuorlo d'uovo in più per ottenere un impasto più ricco e morbido interno. Potete provarci se preferite una sfinge ancora più soffice, ma il risultato sarà leggermente meno croccante.
Quando prepararla
Le «sfingi» si preparano tutto l'anno, ma sono particolarmente apprezzate nelle feste di paese, nelle ricorrenze religiose e nei carnevali, quando le friggitorie aprono bancarelle in strada. In inverno, servite calde con una tazza di caffè o cioccolata, sono confortanti e gradite alle famiglie. In estate, anche tiepide, rimangono apprezzate come dolcetto pomeridiano, magari accompagnate da una granita.
Domande frequenti
- Posso fare l'impasto il giorno prima? Sì, ma assicuratevi di coprire bene la terrina e di lasciarla in frigorifero. L'impasto continuerà a fermentare lentamente. Tiratelo fuori 30 minuti prima di friggere, per portarlo a temperatura ambiente. Potrebbe aver raggiunto già il volume massimo, nel qual caso procedete direttamente alla frittura.
- Perché le mie sfingi non gonfiano in frittura? Probabilmente il lievito non era fresco abbastanza oppure è morto durante il riposo (temperatura troppo fredda o troppo alta). Controllate anche che l'olio sia alla giusta temperatura: se è freddo, la sfinge non gonfierà perché la pasta cuocerà lentamente senza creare vapore.
- Qual è la ricotta migliore da usare? La ricotta di pecora è più soda, quella di mucca più cremosa. Entrambe vanno bene. Se la trovate nel banco fresco, sarà freschissima e cremosa senza bisogno di lavorarla: è il meglio.
- Posso usare miele diverso dal miele di acacia? Certo, il miele di tiglio, di castagno o quello locale vanno benissimo. Varierete il sapore finale, ma il principio rimane lo stesso. Evitate solo il miele cristallizzato, che non scorre: scaldate leggermente in un pentolino prima di usarlo.


