
| 350 g | Farina di grano tenero tipo 00 |
| 200 ml | Acqua tiepida |
| 7 g | Lievito secco di birra |
| 10 g | Sale fino |
| 500 g | Pomodori pelati in lattina |
| 3 cipolle medie | Cipolla bianca |
| 60 g | Acciughe salate intere |
| 120 ml | Olio extravergine di oliva |
| 220 kcal | Energia |
| 7 g | Proteine |
| 8 g | Grassi |
| 2 g | di cui saturi |
| 28 g | Carboidrati |
| 3 g | di cui zuccheri |
| 1,5 g | Fibre |
| 1,2 g | Sale |
Lo sfincione ragusano ha un sapore robusto e terroso, fondato sul pomodoro cotto lentamente e sulla cipolla che rilascia la sua dolcezza naturale. L'acciuga non domina ma fornisce una nota salata decisa che distribuisce i sapori in bocca. Si mangia tiepido, quando l'impasto è ancora morbido e l'olio ha penetrato ogni strato. Tradizionalmente si serve come piatto unico di mezzogiorno o come merenda sostanziosa: non necessita contorni, al massimo una fetta di limone e un bicchiere d'acqua.
L'errore più frequente è cuocere la cipolla troppo velocemente a fuoco alto: diventarà nera e amara, rovinando tutto il profilo gustativo dello sfincione. La cipolla ragusana deve stufar lentamente e liberare i suoi zuccheri naturali. Allo stesso modo, non lasciare che l'acciuga cuocia troppo direttamente nel forno: perde aroma e diventa coriacea. Distribuiscila sempre prima della cottura e, se gradisci un sapore meno intenso, mettila a metà della lievitazione finale in modo che non subisca il calore diretto per troppi minuti.
Lo sfincione ragusano è un piatto che non risente della stagione: ingredienti di base come farina, cipolla e acciuga sono disponibili tutto l'anno. Il pomodoro in lattina mantiene qualità costante. Preparala soprattutto in primavera e in autunno, quando gli sbalzi termici favoriscono una lievitazione lenta e equilibrata. In estate è comoda come merenda refrigerata dalla sera prima, mentre in inverno soddisfa il bisogno di sostanza e calore di un pasto vero.