Ingredienti
| 500 g | farina di grano tenero tipo 00 |
| 250 ml | acqua tiepida |
| 10 g | lievito di birra secco (oppure 25 g fresco) |
| 40 g | olio di oliva extra vergine |
| 7 g | sale fino |
| 600 g | uva da tavola (mista o a scelta) |
| 40 g | zucchero semolato grosso (per la superficie) |
| 15 g | zucchero fino (per l'impasto) |
Valori nutrizionali
| 240 | kcal |
| 5,5 | g Proteine |
| 3 | g Grassi |
| 0,5 | g di cui saturi |
| 48 | g Carboidrati |
| 18 | g di cui zuccheri |
| 2 | g Fibre |
| 0,3 | g Sale |
Come si prepara
1
Attivare il lievito
Sciogli il lievito secco in 50 ml di acqua tiepida con un cucchiaio di zucchero fine. Aspetta 10 minuti fino a che non si forma una schiuma in superficie.
2
Impastare
Versa la farina in una ciotola. Aggiungi il lievito sciolto, il resto dell'acqua, il sale e l'olio di oliva. Mescola con una mano fino a che l'impasto non si stacca dalle pareti. Continua a impastare per 8-10 minuti fino a ottenere un composto elastico e liscio. Non deve essere troppo appiccicaticcio.
3
Prima lievitazione
Copri l'impasto con un telo umido e lascialo lievitare a temperatura ambiente per 90 minuti, fino a che il volume non raddoppia. Deve risultare gonfio e pieno di bollicine in superficie.
4
Lavare e sgranare l'uva
Lava l'uva, asciugala bene e dividila in chicchi. Se sono molto grandi, puoi dividerle a metà o lasciarle intere. L'importante è che siano completamente asciutte, altrimenti rilasciano troppo succo.
5
Formare la schiaccia
Stendi l'impasto lievitato su una placca coperta di carta forno fino a uno spessore di circa 1,5 cm. Con i polpastrelli umidi, preme leggere l'impasto in modo da creare piccole buche. Distribuisci gli acini d'uva sulla superficie, pressandoli delicatamente dentro l'impasto senza farli affondare completamente.
6
Seconda lievitazione
Copri di nuovo con il telo umido e lascia lievitare per 30-40 minuti fino a che la schiaccia risulta soffice e i bordi cominciano a sollevarsi.
7
Cottura e finitura
Riscalda il forno a 200 gradi. Cospargi la superficie della schiaccia con lo zucchero semolato grosso. Inforna per 25 minuti fino a che la crosta è dorata e croccante. Estrai dal forno e lascia raffreddare leggermente prima di servire. Si mangia tiepida o a temperatura ambiente.
Gusto
La schiaccia ha un sapore dolce equilibrato, con l'acidità delicata dell'uva che contrasta la morbidezza della pasta. La consistenza muta fra le zone più spesse, morbide, e quelle sottili dove la crosta rimane leggermente croccante. Si mangia da sola, con un caffè al mattino o nel pomeriggio, oppure si abbina tradizionalmente al vino dolce o a un Moscato fresco.
Benessere
- L'uva fresca apporta zuccheri naturali, sali minerali e polifenoli antiossidanti, soprattutto se nera. Una porzione di schiaccia con uva matura offre anche fibre dalla buccia degli acini.
- Potassio, magnesio e ferro sono presenti sia nell'uva che nella farina di grano tenero. Una fetta contribuisce a coprire parte del fabbisogno giornaliero di questi minerali.
- È un dolce moderatamente saziante grazie ai carboidrati della pasta lievitata; la quantità di zucchero aggiunto è contenuta, il che la rende meno pesante di altri dolci al forno.
- La fermentazione naturale del lievito rende la pasta più digeribile perché degradai gli antinutrienti della farina e facilita l'assorbimento di sali minerali.
- Per un pasto equilibrato, abbinala a uno yogurt senza zucchero o a una tazza di latte scremato al mattino, oppure usala come fine pasto dopo un pranzo leggero.
- Falso mito da sfatare: non è vero che la pasta lievitata faccia ingrassare più di altre. Il volume d'aria creato dal lievito la rende meno densa a parità di peso, quindi meno calorica. Inoltre, lo zucchero della schiaccia con l'uva è distribuito e non concentrato come in caramelle o merendine industriali, il che modera l'impatto glicemico se consumata in porzioni ragionevoli.
L'errore da non fare
Non aggiungere l'uva troppo bagnata. Se gli acini sono umidi, rilasciano troppo succo durante la cottura e la schiaccia risulta appiccicaticcio e molle. Asciugali bene dopo il lavaggio, anche con uno strofinaccio. Un secondo errore frequente è schiacciare troppo l'uva dentro l'impasto: deve stare appena appoggiata in superficie, pressata leggermente, per mantenere la forma e non dissolversi nella pasta.
I nostri consigli
- Conserva la schiaccia in una scatola di latta a temperatura ambiente per 2-3 giorni. Se diventa un po' secchetta, puoi inumidirla leggermente con un panno umido per pochi minuti. Non congelarla intera, mantiene male la consistenza dopo lo scongelamento.
- Usa indifferentemente uva bianca, nera o mista. L'uva nera ha più tannini e antiossidanti, quella bianca è più dolce e meno acida. La resa è la stessa.
- Se non hai il lievito secco, puoi usare 25 g di lievito fresco di birra sciolto nello stesso modo. I tempi di lievitazione rimangono uguali.
- Per un dolce meno dolce, riduci lo zucchero della superficie a 20 g. Per un gusto più intenso, aggiungi un pizzico di vaniglia o una grattugia di scorza di limone all'impasto.
Quando prepararla
La schiaccia con l'uva è un dolce tipicamente autunnale, da fare quando l'uva da tavola è disponibile nei mercati, fra settembre e inizio novembre. È perfetta per colazioni in famiglia durante il weekend, oppure come merenda pomeridiana. Prepararla nei mesi freddi è sconsigliato perché la lievitazione rallenta e l'uva non è fresca.
Domande frequenti
- Posso usare l'uva secca anzichè fresca? No, non ha lo stesso effetto. L'uva secca non rilascia succo e cambia completamente il sapore del dolce, che diventa più simile a una focaccia alle uvette piuttosto che alla schiaccia tradizionale.
- Quanto zucchero devo mettere nella schiaccia? La ricetta prevede 15 g di zucchero dentro l'impasto e 40 g sulla superficie. Non mescolare lo zucchero della superficie dentro la pasta, altrimenti la schiaccia risulta troppo dolce e l'impasto si indebolisce.
- La schiaccia può stare in freezer? Puoi congelare le fette singole già cotte in un sacchetto chiuso per massimo 2 mesi. Scongela a temperatura ambiente per 2 ore e riscalda leggermente in forno a 150 gradi per 5 minuti per ripristinare la croccantezza.
- Cosa faccio se l'impasto rimane troppo appiccicaticcio? Aggiungi farina poco a poco, 10 g alla volta, fino a ottenere un impasto che si stacca quasi dalle mani. Un po' di appiccicosità è normale e rende la schiaccia più morbida.