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Scarmozza

Vincenza Bertolino· 7 gennaio 2016· 5 min di lettura ·Agrigento
Scarmozza appena formata, liscia e di colore bianco crema con leggere venature gialle, poggiata su un piatto bianco accanto a pomodori rossi e basilico fresco
Preparazione
20 min
Cottura
30 min
Difficoltà
impegnativa
Porzioni
6 persone
Costo
medio
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

1 litrolatte intero fresco, possibilmente non ultra-pastorizzato
1,5 mlcaglio liquido diluito in acqua fredda o 1/4 di compressa di caglio
6 grammisale fino da aggiungere al siero
1 pizzicoaffumicatura naturale (opzionale, per il gusto tipico)
acquaper diluire il caglio e per il bagno caldo

Valori nutrizionali

290kcal Energia
23g Proteine
23g Grassi
15g di cui saturi
0,5g Carboidrati
0,2g di cui zuccheri
0g Fibre
2g Sale
Come si prepara
1
Riscaldamento del latte
Versa il latte in una pentola inox e riscaldalo lentamente a 35 °C, mescolando di tanto in tanto. Controlla la temperatura con un termometro affidabile. Questo passaggio richiede circa 10 minuti se il latte è a temperatura ambiente.
2
Aggiunta del caglio
Diluisci il caglio in 20 ml di acqua fredda e versalo nel latte, mescolando dal basso verso l'alto con movimenti lenti per 1 minuto. Lascia riposare per 5 minuti affinché il caglio agisca.
3
Taglio della cagliata
Verifica che la cagliata si stacchi bene dal coltello (test della bacchetta). Taglia la cagliata con un coltello lungo e affilato in pezzi di circa 1 cm. I pezzi più piccoli rilasciano il siero più velocemente, essenziale per una pasta più compatta come la scarmozza.
4
Cottura della cagliata
Riscalda lentamente il siero portando la temperatura a 42 °C in circa 10 minuti, mescolando delicatamente i pezzi di cagliata. Mantieni questa temperatura per altri 5 minuti. La temperatura non deve superare i 43 °C, altrimenti il formaggio diventa duro.
5
Spurgo del siero
Lascia depositare la cagliata sul fondo per 2 minuti, poi versa il siero in una ciotola separata (conservalo per la filatura). La cagliata deve risultare compatta e i pezzi leggermente appiccicosi al tatto.
6
Filatura
Versa la cagliata in una ciotola forata o in una garza sterile. Scotta il siero a 90 °C. Quando la cagliata raggiunge circa 38-40 °C, prelevala e inizia a stirarla immergendola nel siero caldo. Tira lentamente verso l'alto finché la pasta non diventa liscia e elastica, circa 5-8 volte. Se la pasta si stacca, il siero non è abbastanza caldo o la cagliata non è matura.
7
Formatura e affumicatura
Quando la pasta è filante e levigata, forma un ovale con le mani bagnate di acqua fredda. Lega la scarmozza con spago di cotone, creando la caratteristica cordicella. Immergi brevemente in acqua fredda per fermare la cottura. Se desideri il gusto affumicato tipico, passa la scarmozza sopra fumo di faggio o affumicatura alimentare per 2-3 minuti, mantenendola a distanza per non bruciarla.

Gusto

La scarmozza ha un sapore più deciso rispetto alla mozzarella fresca, con note affumicate che conferiscono una piacevole complessità al palato. La pasta è elastica ma non filante come la mozzarella, con una consistenza che ricorda leggermente la treccia. Si gusta da sola, con un filo di olio, oppure nel piatto caldo dove mantiene meglio la forma rispetto ai formaggi freschi più delicati. L'abbinamento tradizionale è con insalate crude, melanzane grigliate o all'interno di preparazioni cotte.

Benessere

L'errore da non fare

Il principale errore è mantenere il latte a una temperatura troppo alta durante la riscaldatura iniziale. Se superi i 36 °C prima di aggiungere il caglio, la proteina coagula in modo irregolare e la cagliata non raggiungerà la giusta elasticità in fase di filatura. Inoltre, non tenerlo a una temperatura costante comporta una cagliata difettosa: certi pezzi rimangono molli mentre altri diventano duri, rendendo impossibile ottenere una pasta liscia e filante. Controlla sempre il termometro.

I nostri consigli

Quando prepararla

La scarmozza si prepara tutto l'anno, ma è particolarmente gradita in primavera e estate quando si desidera un formaggio di consistenza più strutturata per piatti freddi e insalate abbondanti. In autunno e inverno rimane ideale per preparazioni calde dove il formaggio deve mantenere la forma, come nella melanzana alla parmigiana o nei piatti gratinati.

Domande frequenti

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