
| 500 g | farina di grano tenero tipo 0 |
| 350 ml | acqua tiepida |
| 7 g | sale fino |
| 1 g | lievito di birra secco |
| 3 | melanzane medie |
| 3 | cipolle gialle grandi |
| 250 g | caciocavallo o formaggio a pasta filata |
| 120 ml | olio extravergine di oliva |
| q.b. | sale e pepe nero per il ripieno |
| 245 | kcal |
| 7 | g Proteine |
| 10 | g Grassi |
| 5 | g di cui saturi |
| 32 | g Carboidrati |
| 3 | g di cui zuccheri |
| 2 | g Fibre |
| 1,2 | g Sale |
Il sapore è dolce-salato, dominato dalla cipolla caramellata morbida e lievemente zuccherina e dall'amaro delicato della melanzana arrostita. Il formaggio locale, di solito un «caciocavallo» morbido o un formaggio a pasta filata, aggiunge cremosità e untuosità. L'olio estravergine percorre tutto il ripieno e sigilla il gusto finale. Si serve tiepida, perfetta come piatto unico nel pranzo siciliano tradizionale, o accompagnata da un'insalata di pomodori e basilico.
L'errore più comune è accorciare la lievitazione iniziale per fretta: una «scaccia» lievitata solo tre ore rimane dura e gommosa, con il ripieno che si separa dalla pasta. La lievitazione lunga è l'elemento che rende il piatto digeribile e saporito. Un secondo errore è non raffreddare la cipolla e la melanzana prima di montarla: il calore residuo continua a cuocere l'impasto durante il riposo e la cottura finale, rendendo il fondo troppo secco.
La «scaccia ragusana» è ideale nei mesi estivi e autunnali quando melanzane e cipolle raggiungono il loro massimo sapore. È perfetta per un pranzo leggero sotto il sole, quando gli ingredienti di stagione garantiscono il miglior risultato. È anche una ricetta idonea da preparare per un buffet freddo dove il piatto viene servito a temperatura ambiente, mantenendo profumo e texture per ore.