Ingredienti
| 1 bottiglia (750 ml) | Rosso di Pitigliano |
| 800 g | Carne di manzo (spalla o punta di petto) |
| 2 | Carote medie |
| 2 | Gambi di sedano |
| 1 | Cipolla bianca media |
| 400 ml | Brodo vegetale |
| 2 cucchiai | Olio d'oliva extra vergine |
| 1 foglia | Alloro |
| Sale e pepe | q.b. |
Valori nutrizionali
| 85 kcal | Energia |
| 0,1 g | Proteine |
| 0 g | Grassi |
| 0 g | di cui saturi |
| 2,6 g | Carboidrati |
| 0,6 g | di cui zuccheri |
| 0 g | Fibre |
| 0,010 g | Sale |
Come si prepara
1
Preparare la carne
Asciuga la carne con carta da cucina, taglia il grasso esterno e coperto con un coltello tondo per rompere le fibre. Sala e peppala su entrambi i lati.
2
Sigillare in padella
Scalda l'olio in pentola pesante a fuoco medio-alto, posa la carne e rosola 3-4 minuti per lato fino a doratura intensa. Trasferisci in un piatto.
3
Soffritto e vino
Nella stessa pentola soffrigi carota, sedano e cipolla tagliati grossolani per 5 minuti. Aggiungi il Rosso di Pitigliano, lascia sfumare a fuoco vivo per 3-4 minuti finché il volume si riduce di un terzo.
4
Brasare lentamente
Rimetti la carne nella pentola, versa il brodo finché la copre per tre quarti. Aggiungi l'alloro, copri con coperchio e cuoci a fuoco molto basso per 80-90 minuti, girando la carne ogni 30 minuti.
5
Verificare cottura
La carne è pronta quando inserendo una forchetta l'interno rimane leggermente rosato ma il coltello la taglia facilmente. Tolgi la carne e mantienila calda.
6
Ridurre la salsa
Filtra il brodo brasante, scarta le verdure cotte, riversa in pentola e cuoci a fuoco medio-alto per 10-15 minuti fino a ridurre di metà. Rettifica di sale.
7
Servire
Taglia la carne a fette, disponila nel piatto e versa la salsa di Rosso di Pitigliano sopra. Accompagna con purè di patate o polenta cremosa.
Gusto
Il Rosso di Pitigliano offre un sapore fresco e leggermente speziato, con note di ciliegia e frutti rossi. In cucina si comporta bene sia in brasati lenti che in risotti veloci: la trama tannica leggera non appesantisce e l'acidità naturale del vino equilibra grassi e carni ricche. Si serve tradizionalmente con piatti di selvaggina, carni stufate e formaggi di media stagionatura, ma si abbina anche bene a piatti di pesce grasso e a zuppe di verdure.
Benessere
- Il vino rosso contiene polifenoli, composti naturali dell'uva che resistono parzialmente alla cottura prolungata, mantenendo proprietà antiossidanti anche nei piatti brasati.
- La riduzione in cottura concentra minerali come potassio e magnesio, presenti naturalmente nel vino, che supportano la funzione muscolare e il metabolismo.
- Un'uva toscana di corpo leggero rende i piatti meno appesantiti: il Rosso di Pitigliano non crea una salsa densa e oleosa, perfetto per cene serali o quando cerchi leggerezza.
- L'alcol si riduce in larga parte durante la cottura lunga (brasati 90-120 minuti), scendendo da 13% a meno del 2-3%, rendendo il piatto accessibile anche a chi preferisce non consumare alcol in quantità significative.
- Abbina il vino rosso di cottura a piatti ricchi di verdure (carote, sedano, cipolle) per un pasto bilanciato: la fibra vegetale, i polifenoli del vino e le proteine della carne creano una combinazione che sazia a lungo.
- Falso mito da sfatare: No, il vino rosso in cucina non "brucia" tutto l'alcol a temperatura bassa e tempi brevi. Solo la cottura prolungata oltre 30-40 minuti riduce sensibilmente l'alcol residuo. I risotti fatti con vino e pochi minuti di cottura mantengono alcol percettibile: se escludi il vino per motivi medici o personali, sostituisci con brodo vegetale aggiunto a fine cottura, che non crea sapore alterato.
L'errore da non fare
Non aggiungere il vino a temperature troppo basse e non lasciare sfumare a lungo: se la pentola è fredda il vino non riduce e la salsa rimane diluita e acida. Il vino deve entrare in contatto con il calore della padella calda, altrimenti conserva troppo alcol e acidità sgradevole. Allo stesso modo, non è necessario coprire la pentola nella fase di sfumatura: il calore aperto accelera l'evaporazione.
I nostri consigli
- Conserva il brasato già cotto in frigorifero in contenitore ermetico per 3-4 giorni. La salsa addensa ulteriormente quando fredda e i sapori si amplificano il giorno seguente: perfetto per riproporre il piatto con meno fatica.
- Se non trovi Rosso di Pitigliano, puoi usare un Chianti Classico giovane o un Vino Nobile di Montepulciano: devono essere vini leggeri e freschi della Toscana, mai vini corposi o invecchiati che altererebbero il gusto della carne.
- Aggiungi a fine cottura 50 g di funghi porcini secchi reidratati, oppure olive taggiasche snocciolate: assorbono i sapori della salsa e aggiungono struttura senza appesantire.
- Prepara il piatto quando hai tempo: i brasati lenti migliorano se cotti il giorno prima, raffreddati completamente e riscaldati a fuoco dolce il giorno della portata.
Quando prepararla
Scegli i mesi autunnali e invernali quando il freddo esterno rende appetitoso un piatto caldo, ricco e satziante. Perfetto da settembre a marzo, con picco tra novembre e gennaio quando le temperature scendono. È un piatto ideale per cene familiari del fine settimana, quando hai spazio per fare una cottura lunga senza fretta.
Domande frequenti
- Posso cuocere il brasato in forno invece che in pentola sul fuoco? Sì, dopo aver sigillato la carne in pentola e sfumato il vino, trasferisci tutto in tegame coperta a 160 gradi per 90 minuti. Il risultato è identico e il calore è più uniforme.
- Che differenza c'è tra il Rosso di Pitigliano e altri rossi toscani? Il Rosso di Pitigliano è più leggero e fresco di un Brunello di Montalcino e ha tannini meno forti di un Vino Nobile. È ideale quando vuoi una salsa non troppo densa e un sapore che non copra la carne.
- Devo davvero usare vino di qualità per cucinare? Non è necessario un vino costoso, ma deve essere un vino che berresti. Un vino scadente o ossidato deteriora il sapore del piatto più di quanto migliori. Un Rosso di Pitigliano semplice, fresco, da 7-10 euro è la scelta giusta.
- La carne rimane tenera oppure diventa stopposa dopo 90 minuti di cottura? Se scegli tagli ricchi di collagene come spalla o punta di petto, il calore umido trasforma il collagene in gelatina e la carne rimane succulenta. Tagli magri si induriscono: evitali per il brasato.