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Rosetta aretina

Vincenza Bertolino· 18 maggio 2019· 6 min di lettura ·Arezzo
Quattro rosette aretine color oro con striature croccanti e forma di rosa ben definita, poggiate su carta da forno bianca, con un taglio trasversale che mostra l'interno soffice e alveolato
Preparazione
20 min
Cottura
25 min
Difficolta
media
Porzioni
8 rosette
Costo
basso
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

500 gFarina di grano tenero tipo 0
320 mlAcqua tiepida
100 gLievito madre sciolto in acqua (o 3 g di lievito secco)
8 gSale
quanto bastaFarina per il piano di lavoro
un po'Acqua per vaporizzare

Valori nutrizionali

260 kcalEnergia
10 gProteine
1,5 gGrassi
0,3 gdi cui saturi
52 gCarboidrati
1 gdi cui zuccheri
2,5 gFibre
0,2 gSale
Come si prepara
1
Impasto
Versare in una ciotola la farina, fare un pozzo al centro e aggiungere l'acqua tiepida e il lievito madre sciolto. Mescolare con le dita fino a ottenere un composto omogeneo, circa 8-10 minuti. Aggiungere il sale e impastare per altri 5 minuti fino a che l'impasto diventi liscio ed elastico.
2
Prima fermentazione
Coprire l'impasto con un canovaccio umido e lasciare riposare a temperatura ambiente (18-20 gradi) per 18-24 ore. L'impasto dovrà raddoppiare di volume e sviluppare un profumo acido leggermente alcolico.
3
Divisione e preformatura
Stendere l'impasto su un piano infarinato e dividerlo in 8 porzioni da circa 80 grammi ciascuna. Arrotondare ogni pezzo tirando la pasta verso di sé: deve formarsi una palla tesa e morbida, senza strappi.
4
Foratura e forma
Con un dito umido, praticare un foro al centro di ogni rosetta, allargandolo delicatamente fino a formare un buco di circa 3 centimetri. Con le dita, allargare i bordi creando la forma caratteristica a rosa, sollevando il margine esterno verso l'alto per creare la spiga.
5
Lievitazione finale
Disporre le rosette su un telo da lievitazione infarinato, mantenendole ben distanziate. Coprire con un canovaccio umido e lasciare riposare a temperatura ambiente per 3-4 ore, finché la pasta non aumenta di circa il 50 per cento (non deve raddoppiare completamente).
6
Cottura
Preriscaldare il forno a 250 gradi con una ciotola d'acqua sul fondo per creare vapore. Trasferire le rosette su una pala da forno o su una teglia con carta da forno. Vaporizzare le rosette con acqua usando uno spruzzino. Infornare per 25-30 minuti finché la crosta non diventa dorata e croccante. Le rosette devono essere ben gonfie e con la spiga ben marcata.
7
Raffreddamento
Togliere le rosette dal forno e lasciarle raffreddare su una griglia per almeno 15 minuti prima di servirle. Il pane continua a cuocere leggermente durante il raffreddamento, la crosta diventa ancora più croccante.

Gusto

Il sapore è quello di un pane di grano tenero schietto, senza grassi né zuccheri aggiunti: prevale la nota cereale leggera, con un retrogusto leggermente salato e una punta di acidità dolce che arriva dalla lunga fermentazione. La consistenza croccante della crosta contrasta piacevolmente con la mollica elastica. Si mangia da sola, ancora calda, oppure spaccata in due per accompagnare un formaggio fresco, un salume locale o semplicemente un filo d'olio.

Benessere

L'errore da non fare

Non accorciare la fermentazione iniziale per fretta. Se si fermentano le rosette per poche ore, il pane rimarrà denso, compatto e poco digeribile. La lunga fermentazione con lievito madre non è una scelta di gusto, ma di chimica: gli acidi organici hanno bisogno di tempo per svilupparsi e rendere il pane leggero e fragrante. Secondariamente, non aggiungere il sale all'inizio insieme all'acqua: il sale disidrata il lievito e rallenta la fermentazione iniziale. Va sempre aggiunto a metà impasto.

I nostri consigli

Quando prepararla

La «rosetta aretina» è un pane per tutto l'anno, ma la fermentazione lunga la rende ideale nei mesi freddi, quando la temperatura ambiente favorisce uno sviluppo lento e controllato. Prepara l'impasto la sera e avrai il pane fresco a pranzo il giorno dopo. In primavera e estate, riduci leggermente i tempi di fermentazione (di 3-4 ore) perché il caldo accelera i processi biologici.

Domande frequenti

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