
| 300 g | farina di semola rimacinata |
| 3 | uova intere |
| 250 g | ricotta fresca di vacca |
| 400 g | melanzana nera lunga |
| 50 g | parmigiano reggiano grattugiato |
| 2 cucchiai | olio extravergine di oliva |
| 1 pizzico | sale fino |
| 1 macinata | pepe nero |
| 100 g | burro per condire |
| 8 foglie | salvia fresca |
| 180 kcal | Energia |
| 8 g | Proteine |
| 10 g | Grassi |
| 5 g | di cui saturi |
| 16 g | Carboidrati |
| 2 g | di cui zuccheri |
| 2 g | Fibre |
| 0,4 g | Sale |
Il sapore è delicato ma preciso: la ricotta cremosa non risulta grigia o insulsa, ma assume la dolcezza discreta della melanzana arrostita, che perde acidità nel forno e diventa quasi caramellata. La melanzana tostata porta note di agrodolce e umami leggeri. Conditi con burro e salvia fragrante, i ravioli si completano di una nota aromatica erbacea e burrata. Si servono caldi subito, nel piatto fondo, con il burro versato a cucchiaio e una manata di parmigiano grattugiato al momento. Abbinamento tradizionale con vini bianchi secchi dal corpo leggero.
L'errore più comune è non asciugare bene la melanzana dopo la cottura al forno. Se rimane umida, il ripieno diventa molle e acquoso, e quando chiudi i ravioli fuori esce tutto. Dopo aver tolto la melanzana dal forno, lasciarla raffreddare completamente su carta assorbente per drenare l'umidità in eccesso. Secondo errore: non dare ai ravioli il tempo di riposare almeno mezz'ora prima di cuocerli. Se li tuffi in acqua bollente appena fatti, la pasta non ha compattato bene e scoppiano.
Questi ravioli sono adatti tutto l'anno, ma risultano particolarmente gustosi in estate e all'inizio dell'autunno, quando le melanzane sono al massimo della dolcezza e hanno meno acqua. Se prepari il piatto in inverno, scegli melanzane dal colore nero lucido e senza ammaccature, che garantiscono freschezza anche nella stagione fredda.