Stagione
autunno e inverno
Ingredienti
| 150 g | Mandorle sgusciate |
| 100 g | Albicocche secche |
| 80 g | Uvetta passa |
| 1 stecca | Cannella |
| 3 grani | Cardamomo |
| 1 baccello | Vaniglia |
| 700 ml | Alcol alimentare a 95 gradi |
| 250 g | Zucchero di canna |
| 300 ml | Acqua |
Valori nutrizionali
| 280 | kcal |
| 0,5 | gProteine |
| 0,1 | gGrassi |
| 0 | gdi cui saturi |
| 28 | gCarboidrati |
| 25 | gdi cui zuccheri |
| 0 | gFibre |
| 0,01 | gSale |
Come si prepara
1
Tostare le mandorle
Disponi le mandorle sgusciate in una padella antiaderente a fuoco medio-basso e toste per 8 minuti, mescolando spesso con un cucchiaio di legno. Dovranno diventare di colore nocciola uniforme. Trasferisci in un piatto per raffreddarle completamente.
2
Tritare la frutta
Taglia a pezzetti grossolani l'albicocca secca e l'uvetta con un coltello da chef, cercando di mantenere dimensioni regolari attorno a 1 centimetro per favorire l'infusione.
3
Preparare il contenitore
Sterilizza una bottiglia di vetro scuro da 1 litro con tappo a chiusura ermetica immergendola in acqua bollente per 5 minuti, oppure mettendola in forno a 120 gradi per 15 minuti. Lascia raffreddare completamente.
4
Mescolare alcol e frutta
Versa l'alcol alimentare nella bottiglia sterile, quindi aggiungi le mandorle toste, l'albicocca tritata, l'uvetta, la stecca di cannella, i grani di cardamomo spezzati a metà e il baccello di vaniglia diviso longitudinalmente. Chiudi bene il tappo e agita energicamente per 30 secondi.
5
Infusione in fresco
Riponi la bottiglia in un armadietto al riparo dalla luce solare diretta, a temperatura ambiente tra 18 e 22 gradi, per 20 giorni. Agita la bottiglia ogni 3-4 giorni con movimenti decisi per favorire l'estrazione degli aromi.
6
Preparare lo sciroppo
In un pentolino, porta a ebollizione l'acqua insieme allo zucchero di canna, mescolando fino a completo scioglimento. Togli dal fuoco e lascia raffreddare a temperatura ambiente per almeno 2 ore prima di usarlo, affinché il calore non alterizzi gli aromi già formati.
7
Filtrare e concludere
Dopo 20 giorni, filtra il liquore attraverso una garza sterile in una ciotola pulita, raccogliendo il liquido ambrato e scartando la frutta gonfia e gli aromi solidi. Versa il filtrato in una bottiglia pulita, aggiungi lo sciroppo freddo versandolo lentamente, chiudi il tappo e agita per 1 minuto. Lascia riposare altri 20 giorni prima di servire, così gli aromi si assesteranno e il colore diventerà più uniforme.
Gusto
La ratafia ha un sapore dolce ma non stucchevole, con note profonde di mandorla tostata e frutta secca reidratata. Le aromatiche delicate di vaniglia, cannella e un tocco di agrumi emergono dopo il sorso iniziale, lasciando una sensazione calda e avvolgente al palato. Si serve in piccoli bicchierini dopo cena come digestivo, oppure versata su una panna montata leggera insieme a biscottini secchi. L'abbinamento tradizionale è con il caffè forte o da solo a temperatura ambiente, lasciando il liquore riposare qualche istante in bocca.
Benessere
- Le mandorle utilizzate come ingrediente principale apportano grassi monoinsaturi, proteine vegetali e vitamina E, una vitamina liposolubile con azione antiossidante sulle cellule.
- La frutta secca come albicocche e uvetta contiene potassio e magnesio, minerali importanti per la regolarità cardiaca e il rilassamento muscolare.
- Per via della componente alcolica e zuccherina, la ratafia è un liquore denso e poco saziante, pensato per essere consumato in piccole quantità dopo i pasti come digestivo leggero.
- La vaniglia e la cannella utilizzate nella preparazione contengono composti aromatici naturali che da secoli vengono associati a proprietà digestive, benché il loro effetto principale sia di puro piacere gustativo.
- Per un pasto equilibrato, la ratafia va servita come concludente dopo una cena leggera, mai come sostituto di bevande durante il giorno, data la concentrazione zuccherina e alcolica.
- Falso mito da sfatare: la ratafia non ha proprietà disintossicanti né "pulisce il fegato" come talvolta si sente dire. È un liquore piacevole da gustare in piccole dosi, ma contiene alcol e zucchero che il fegato deve elaborare. Chi ha patologie epatiche o assuma farmaci specifici deve evitare del tutto l'alcol, ratafia compresa, e consultare il medico.
L'errore da non fare
Non esporre la bottiglia in infusione alla luce solare diretta, poiché l'alcol si ossida rapidamente e il colore virerà al marrone scuro spento, perdendo la trasparenza ambrata e anche la freschezza aromatica. Allo stesso modo, non usare alcol a temperatura elevata per sciogliere lo zucchero iniziale, perché le essenze volatili della vaniglia e della cannella andrebbero perdute. Infine, non saltare il secondo periodo di riposo di 20 giorni: la fretta rende il liquore aspro e poco equilibrato.
I nostri consigli
- La ratafia già pronta si conserva in bottiglia ben tappata in un armadietto fresco e asciutto per 6-8 mesi. Se il tappo non è ermetico, copri il collo della bottiglia con carta pergamena prima di avvitarlo, così eviterai l'evaporazione dell'alcol.
- Puoi sostituire le albicocche con prugne secche o fichi secchi per una nota più dolce e terrosa, mantenendo il peso totale di frutta a circa 180 grammi.
- Se preferisci una ratafia meno zuccherina, riduci lo sciroppo finale a 150-180 grammi di zucchero diluito negli stessi 300 millilitri d'acqua, assaggiando il risultato durante il filtraggio.
- Servi la ratafia fredda da frigo dopo 2-3 ore, oppure a temperatura ambiente. Mai aggiungere ghiaccio direttamente nel bicchierino, poiché diluisce il sapore e altera l'esperienza gustativa aromatica.
Quando prepararla
La ratafia si prepara idealmente in autunno, quando le mandorle fresche sono disponibili e la frutta secca di qualità è appena arrivata nei negozi. Il periodo di infusione di quaranta giorni complessivi porta il liquore a maturazione completa giusto prima delle festività invernali, quando è apprezzato come regalo artigianale o digestivo dopo le cene familiari.
Domande frequenti
- Posso usare alcol di minore concentrazione? Sì, ma la conservabilità diminuisce. Con alcol a 40 gradi (vodka) il liquore dura 2-3 mesi massimo. Per tempi lunghi è meglio rimanere sopra i 30 gradi alcolici.
- La ratafia si può fare senza alcol? No, l'alcol è essenziale per l'estrazione degli aromi volatili e la conservazione nel tempo. Senza di esso avrai un infuso che marcisce in pochi giorni.
- Come capisco se è pronta al consumo? Il colore deve essere limpido e ambrato, non torbido. Il gusto deve essere equilibrato tra dolce e amaro, senza retrogusto aspro. Se troppo dolce, aggiungi 30 millilitri di alcol puro e riposa altri 5 giorni.
- Posso accelerare il processo di infusione? No. Aumentare la temperatura o ridurre i tempi rovina gli aromi naturali. La pazienza produce un liquore superiore e aromaticamente corretto.