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Putizza goriziana

Vincenza Bertolino· 4 settembre 2019· 6 min di lettura ·Gorizia
Putizza goriziana intera su piatto bianco, con pasta dorata e superficiale leggermente bombata, fetta tagliata che mostra il ripieno scuro di noci e frutta secca mista
Preparazione
45 min
Cottura
50 min
Difficoltà
media
Porzioni
10 persone
Costo
medio
Stagione
autunno, inverno

Ingredienti

500 gFarina tipo 0
150 gZucchero
120 gBurro morbido
3Uova medie
250 gNoci sgusciate e tritate
100 gUvetta sultana
80 gScorze di arancia candita, tritata
60 gScorze di cedro candito, tritata
40 gPinoli
7 gLievito di birra secco (o 20 g fresco)
1 cucchiaioRum o brandy
Scorzadi 1 limone non trattato, grattugiata
2 pizzichiSale fine
1 cucchiaioMiele per spennellare

Valori nutrizionali

380 kcalEnergia
7 gProteine
16 gGrassi
4 gdi cui saturi
53 gCarboidrati
28 gdi cui zuccheri
3,5 gFibre
0,3 gSale
Come si prepara
1
Attivare il lievito
Sciogliere il lievito secco in 100 ml di acqua tiepida con un pizzico di zucchero. Attendere 10 minuti finché non forma una schiuma leggera.
2
Preparare l'impasto
In una ciotola capiente, montare il burro con lo zucchero fino a ottenere un composto pallido e spumoso, circa 4 minuti con le fruste. Aggiungere le uova una alla volta, incorporandole bene. Aggiungere la scorza di limone grattugiata.
3
Incorporare farina e lievito
Alternare l'aggiunta della farina e del lievito attivato, mescolando con le mani finché l'impasto non è omogeneo e leggermente appiccicaticcio. Aggiungere il sale e continuare a impastare per 5 minuti fino a che risulti liscio ed elastico.
4
Prima lievitazione
Coprire l'impasto con un canovaccio umido e lasciare lievitare in un luogo tiepido e riparato per 90 minuti, finché non raddoppia di volume.
5
Preparare il ripieno
In una ciotola, mescolare le noci tritate, l'uvetta, le scorze candite di arancia e cedro, i pinoli, il rum e un cucchiaio di miele. Amalgamare bene con un cucchiaio di legno.
6
Stendere e riempire
Su un piano infarinato, stendere l'impasto lievitato a forma rettangolare dello spessore di circa 8 mm. Distribuire il ripieno in modo uniforme lasciando un centimetro di bordo. Arrotolare l'impasto su se stesso partendo dal lato lungo, sigillare i bordi e formare un rotolo. Arrotolare il rotolo su se stesso a forma di chiocciola e posizionare in una tortiera rotonda di 26-28 cm rivestita di carta forno. Livellare leggermente la superficie con le mani umide.
7
Seconda lievitazione e cottura
Coprire la tortiera con un canovaccio umido e lasciare lievitare per 60 minuti. Spennellare la superficie con miele diluito in un cucchiaio d'acqua. Infornare a 180°C per 50 minuti fino a che la superficie risulti dorata. Se durante la cottura la superficie inizia a scurire troppo, coprire con un foglio di carta forno.

Gusto

La «putizza goriziana» ha un sapore dolce equilibrato, con note aromatiche che vengono dall'arancia e dal cedro canditi. Il ripieno è croccante al morso per le noci e i pinoli, contrastando con la morbidezza della pasta lievitata. Si mangia da sola, fredda o a temperatura ambiente, spesso accompagnata da caffè o vino dolce. La tradizione vuole che sia consumata durante le festività invernali, soprattutto a Natale, e si conserva bene per una settimana in una scatola di latta.

Benessere

  • Le noci apportano acidi grassi polinsaturi e fibre, circa 6,7 g di fibre ogni 100 g di noci: contribuiscono a una buona funzionalità intestinale.
  • Potassio e magnesio sono presenti nelle noci e nell'uvetta: favoriscono l'equilibrio elettrolitico e la funzione muscolare.
  • È un dolce sostanzioso e saziante grazie al mix di frutta secca, proteine e grassi vegetali: una porzione moderata (60-80 g) soddisfa il desiderio di dolce senza appesantire.
  • Le scorze candite di agrumi contengono pectina, una fibra solubile che favorisce la digestione e abbassa leggermente l'indice glicemico del dolce.
  • Per un pasto equilibrato, abbina una fetta di «putizza» con uno yogurt naturale o un formaggio fresco, oppure gustala dopo un pasto leggero con verdure crude.
  • Falso mito da sfatare: No, la frutta secca non è "vietata" a chi segue una dieta consapevole. Le noci e l'uvetta apportano grassi buoni e micronutrienti, non calorie vuote. Il controllo della porzione è la chiave: 60-80 g di «putizza» rientrano in un'alimentazione equilibrata. Chi ha intolleranze specifiche o diabete conclamato deve valutare con il proprio medico le porzioni, ma non si tratta di un alimento da demonizzare.

L'errore da non fare

Non ridurre il tempo di lievitazione per fretta. La «putizza goriziana» ha bisogno di due fasi di riposo ben definite: una prima e una seconda lievitazione. Abbreviarle causa un dolce compatto, poco soffice e con una miga serrata che non lascia intravedere gli alveoli caratteristici. Inoltre, non aggiungere tutto il ripieno alla volta: distribuirlo in modo regolare su tutta la superficie dell'impasto steso, altrimenti creerai zone vuote e zone con troppo ripieno, rendendo il dolce sbilanciato al morso.

I nostri consigli

  • La «putizza» si conserva bene per 5-6 giorni in una scatola di latta chiusa, a temperatura ambiente. Puoi congelarla per un mese intero: avvolgila in carta forno e poi in un sacchetto congelatore. Scongelala a temperatura ambiente per 2 ore prima di servirla.
  • Se preferisci una versione meno dolce, riduci lo zucchero dell'impasto a 120 g e diminuisci il miele aggiunto al ripieno a mezzo cucchiaio. Il dolce rimarrà equilibrato e la frutta secca avrà un ruolo più protagonista.
  • Personalizza il ripieno con nocciole tostate, mandorle tritgatsute o pistacchio se preferisci, mantenendo il peso totale intorno a 250 g di frutta secca. L'uvetta può essere sostituita in parte con i dattili tritati, che rendono il ripieno più morbido.
  • Servi la «putizza» affettata con una tazza di caffè amaro o di vino moscato dolce. È perfetta anche da offrire in occasioni di festa, perché si taglia facilmente e si trasporta bene già avvolta in carta forno.

Quando prepararla

La «putizza goriziana» è un dolce tipicamente autunnale e invernale, preparato soprattutto durante le festività di fine anno e il periodo natalizio. I canditi e la frutta secca sono ingredienti che rimangono disponibili tutto l'anno, ma il dolce trova il suo contesto naturale quando le temperature si abbassano e si cerca un dolce sostanzioso e conservabile. Si presta bene anche come regalo casalingo durante le feste, proprio per la sua facilità di conservazione e il suo sapore riconoscibile.

Domande frequenti

  • Posso fare la «putizza» senza lievito di birra? No, il lievito è indispensabile per ottenere la caratteristica morbidezza e la miga alveolata. Non è un dolce compatto come un panettone, ma deve essere soffice e leggero. Puoi usare sia il lievito di birra secco (7 g) che quello fresco (20 g), non c'è differenza nel risultato.
  • Devo usare i canditi già triturati o devo tritarli io? È meglio tritarli tu da scorze intere o da canditi in pezzi larghi, così rimangono più aromatici e morbidi. I canditi già minuzzati perdono un po' d'aroma durante lo stoccaggio e si distribuiscono meno uniformemente nel ripieno.
  • Se non ho il rum o il brandy, posso omettere l'alcol? Sì, ometti il rum senza problemi. Aggiungi un cucchiaio di acqua in più al ripieno e una piccola punta di vaniglia se la gradisci, oppure usa un aroma di arancia naturale per mantenere le note aromatiche.
  • Quanto tempo prima devo preparare la «putizza» se devo servire la da subito dopo? Se la servi lo stesso giorno, preparala almeno 3-4 ore prima della cottura in modo che abbia il tempo di completare entrambe le lievitazioni e di raffreddare leggermente. È ancora più buona il giorno successivo, quando gli aromi si sono ben distribuiti.
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