
| 500 g | Farina di tipo 00 |
| 150 g | Strutto naturale |
| 100 g | Miele |
| 100 ml | Acqua tiepida |
| 1 cucchiaio | Cannella in polvere |
| 1 cucchiaino | Zenzero macinato |
| 1 pizzico | Sale fino |
| 1 pizzico | Pepe nero macinato |
| 310 kcal | Energia |
| 5 g | Proteine |
| 16 g | Grassi |
| 9 g | di cui saturi |
| 37 g | Carboidrati |
| 14 g | di cui zuccheri |
| 2 g | Fibre |
| 0,6 g | Sale |
La putiza ha un sapore dolce ma non stucchevole, con quella nota calda della cannella e dello zenzero che tira via dalla gola. Lo strutto le conferisce una rotondità al palato e una friabilità inconfondibile. Il miele aggiunge una dolcezza profonda e naturale. Si mangia in fette, al naturale oppure leggermente inumidita con un brodo vegetale caldo, secondo la tradizione di alcune zone del Centro Italia.
L'errore più comune è aggiungere troppa acqua o continuare a impastare dopo aver legato gli ingredienti. La putiza deve rimanere friabile e non deve sviluppare elasticità: un'eccessiva lavorazione della maglia glutinica la rende dura e compatta, come un pane lievitato. Dosate l'acqua poco alla volta e fermatevi quando l'impasto è coeso ma non elastico.
La putiza è un pane che sta bene tutto l'anno, ma è particolarmente indicata nei mesi autunnali e invernali, quando le spezie calde come la cannella e lo zenzero si apprezzano di più. È tradizionalmente un piatto da colazione contadina o da merenda pomeridiana in famiglia, non legata a ricorrenze specifiche, ma trovate spesso sulle tavole domestiche durante le giornate fredde.


