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Pittìa

Vincenza Bertolino· 26 marzo 2017· 6 min di lettura ·Trapani
Pittìa appena sfornata, dorata e croccante, con la superficie salata e screpolata, posta su una tavola di legno con qualche grano di sale grosso visibile
Preparazione
15 min
Cottura
25 min
Difficoltà
facile
Porzioni
4 persone
Costo
basso
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

500 gFarina di grano tenero tipo 0
300 mlAcqua tiepida
10 gSale fino
7 gLievito di birra secco o 20 g fresco
60 mlOlio extravergine d'oliva
20 gSale grosso per la superficie
1 gZucchero

Valori nutrizionali

270kcal Energia
7g Proteine
12g Grassi
2g di cui saturi
36g Carboidrati
1g di cui zuccheri
1,5g Fibre
1,2g Sale
Come si prepara
1
Attiva il lievito
Versa l'acqua tiepida in una ciotola, aggiungi lo zucchero e il lievito secco sciolto (oppure sbriciolato se fresco). Lascia riposare 5 minuti fino a quando il liquido diventa spumoso e odora di lievito attivo.
2
Crea l'impasto
Versa la farina in una ciotola grande, fai un pozzetto al centro e versa il lievito attivato. Aggiungi il sale fine intorno ai bordi della farina, lontano dal lievito, e versa 40 ml di olio. Mescola con le mani o una spatola fino a ottenere un impasto ruvido, quindi lavora l'impasto per 8-10 minuti fino a renderlo liscio e elastico.
3
Prima lievitazione
Trasferisci l'impasto in una ciotola leggermente oleata, copri con un canovaccio pulito e lascia lievitare a temperatura ambiente per 1 ora fino a quando il volume raddoppia. L'impasto deve essere soffice e gonfio.
4
Distendi sulla teglia
Sgonfia leggermente l'impasto, trasferiscilo su una teglia 30x40 cm previamente unta con olio. Con i polpastrelli, distribuisci l'impasto fino a riempire la teglia in uno strato uniforme di circa 1,5 cm di spessore. Non usare il mattarello: il calore delle mani facilita una consistenza più soffice.
5
Seconda lievitazione e condimento
Copri la teglia con il canovaccio e lascia lievitare ancora 30-40 minuti fino a quando l'impasto sale leggermente. Nel frattempo, accendi il forno a 220 °C.
6
Prepara la superficie
A lievitazione completata, pratica piccole fossette sull'intera superficie usando le dita leggermente bagnate. Cospargi il sale grosso in modo uniforme e versaci sopra i rimanenti 20 ml di olio extravergine, facendolo gocciolare e distribuendolo in modo che imprégni tutta la superficie.
7
Cottura
Inforna la teglia nel forno a 220 °C per 20-25 minuti fino a quando la «pittìa» è dorata in superficie con la crosta leggermente scura sui bordi. Estraila dal forno e lasciala riposare 5 minuti sulla teglia prima di trasferirla su una gratella di raffreddamento.

Gusto

Il sapore della «pittìa» è salato e leggero, con la nota delicata dell'olio extravergine d'oliva che permea l'impasto. La croccantezza della crosta contrasta piacevolmente con la morbidezza interna, senza risultare pesante. Si serve tiepida o a temperatura ambiente, da sola come merenda o spezzafame, oppure accompagnata a formaggi freschi, salumi leggeri o verdure grigliate. È anche ottima inzuppata nel brodo o accanto a zuppe di verdure.

Benessere

  • La farina di grano tenero fornisce carboidrati complessi e proteine vegetali, circa 10-12 g di proteine ogni 100 g di focaccia. Se preparata con farina integrale, il contenuto di fibre aumenta significativamente.
  • L'olio extravergine d'oliva contribuisce acidi grassi monoinsaturi, che supportano la salute cardiovascolare. Una «pittìa» con olio di qualità apporta anche polifenoli antiossidanti.
  • La «pittìa» è facilmente digeribile grazie alla lunga lievitazione, che riduce le sostanze che rallentano la digestione. Risulta saziante senza appesantire.
  • Il sale grosso usato in superficie fornisce sodio e minerali come magnesio e potassio, in piccole quantità. L'eccesso di sale va comunque dosato consapevolmente.
  • Abbinala a un piatto leggero di verdure crude o cotte per un pasto equilibrato: fornisce carboidrati e grassi sani, mentre le verdure aggiungono fibre e vitamine.
  • Falso mito da sfatare: la «pittìa» non è una frittura ma una focaccia al forno, quindi contiene molti meno grassi di quanto si pensi. Una porzione di 100 g apporta circa 250-280 calorie, non le 400-500 di un alimento fritto. Non è proibita in una dieta equilibrata, ma va conteggiata nei carboidrati della giornata. Chi ha diabete gestito clinicamente può consumarla in porzioni moderate e controllate.

L'errore da non fare

L'errore più comune è stendere l'impasto troppo sottile nella speranza di ottenere una crosta più croccante: il risultato è una focaccia asciutta e dura ovunque, senza il contrasto tra la croccantezza esterna e la morbidezza interna che caratterizza la buona «pittìa». Mantieni sempre uno spessore di 1,5 cm circa. Inoltre, non aggiungere il sale grosso sulla superficie se il forno non è abbastanza caldo, altrimenti il sale si scioglie senza fissarsi e la focaccia rimane troppo salata in alcune zone.

I nostri consigli

  • Conserva la «pittìa» in un sacchetto di carta o in una scatola di cartone a temperatura ambiente per 2-3 giorni. Se congelata in un sacchetto sottovuoto, si mantiene fino a 1 mese e si scongela a temperatura ambiente in 2 ore.
  • Riscalda una fetta nel forno a 160 °C per 10 minuti per ripristinare la croccantezza della crosta, oppure tostala brevemente in padella antiaderente senza grasso.
  • Prova a preparare una versione con rosmarino fresco: stendi l'impasto, cospargi 15 g di aghi di rosmarino sulla superficie prima della cottura insieme al sale grosso.
  • Se prepari l'impasto la sera, puoi fare la lievitazione in frigorifero per 8-12 ore: il risultato sarà una focaccia con aroma più ricco. Lascia temperare l'impasto 30 minuti a temperatura ambiente prima di distenderlo.

Quando prepararla

La «pittìa» è perfetta tutto l'anno, come merenda di metà mattina o pomeridiana, oppure come accompagnamento leggero a pranzo insieme a verdure. Nei mesi freddi, appena sfornata ancora calda, è particolarmente piacevole. È ideale anche come cibo da asporto per il lavoro, poiché si mantiene bene in contenitore e non si rovina facilmente nel trasporto.

Domande frequenti

  • Posso usare la farina integrale? Sì, ma riduci l'acqua a 280 ml perché la farina integrale assorbe più liquido. Il risultato sarà leggermente meno croccante ma più ricco di fibre.
  • Il lievito istantaneo va bene come il lievito secco? Sì, il lievito istantaneo va bene. Usane 8 g circa. La differenza è minima nei tempi di lievitazione.
  • Come faccio a sapere se l'impasto è pronto per cuocere? Quando sollevi leggermente un angolo dell'impasto sulla teglia, deve tornare lentamente alla sua posizione. Se ritorna subito, ha bisogno di altri minuti di lievitazione.
  • Che differenza c'è tra la «pittìa» e la focaccia classica? La «pittìa» è più bassa, più croccante e generalmente meno ricca di olio rispetto a una focaccia ligure. Ha un impasto più asciutto che consente una cottura più veloce.
  • Posso usare un forno a legna? Sì, il forno a legna è ideale. Mantieni la temperatura intorno a 220-230 °C e riduci il tempo di cottura a 15-18 minuti, controllando che non si bruci.
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