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Pinsa romana

Vincenza Bertolino· 19 agosto 2021· 6 min di lettura ·Roma
Pinsa romana allungata su piatto bianco, superficie dorata e croccante, spigoli leggermente carbonizzati, condita con olio extravergine e sale grosso
Preparazione
20 min
Cottura
25 min
Difficoltà
media
Porzioni
4 persone
Costo
basso
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

500 gFarina di tipo 0 o 00
340 mlAcqua tiepida
10 gSale fino
2 gLievito di birra fresco (oppure 0,5 g di lievito secco)
15 mlOlio extravergine d'oliva (plus altro per finire)
Sale grossoPer condire la superficie

Valori nutrizionali

240kcal
7,5g Proteine
2,8g Grassi
0,4g di cui saturi
46g Carboidrati
0,5g di cui zuccheri
1,2g Fibre
1,1g Sale
Come si prepara
1
Mescolare gli ingredienti
In una ciotola versa l'acqua tiepida, aggiungi il lievito sbriciolato e fai riposare 5 minuti. Incorpora la farina in due riprese, mescolando sempre con una mano bagnata. Aggiungi il sale e l'olio, continua a impastare per 3-4 minuti finché tutto è incorporato. L'impasto deve essere appiccicaticcio e omogeneo.
2
Primo riposo (bulk fermentation)
Lascia l'impasto in ciotola coperto da un canovaccio umido per 6-8 ore a temperatura ambiente (20-22 gradi circa). Non deve raddoppiare completamente: deve raggiungere il 50-70 percento di aumento di volume.
3
Ripiegamento
Dopo circa 3 ore di fermentazione, fai una piega: inumidisci la mano, prendi il bordo dell'impasto, tiralo verso il centro e ripeti attorno per 8-10 volte. Questo rinforza la struttura senza impastare di nuovo. Fai riposare altri 30 minuti.
4
Seconda fermentazione in frigorifero
Trasferisci l'impasto in un contenitore coperto e riponilo in frigorifero per 12-24 ore. La fermentazione lenta sviluppa sapore e rende l'impasto più lavorabile. Puoi anche procedere subito al passaggio successivo se hai poco tempo, ma la frigorifero migliora il risultato.
5
Formare la pinsa
Estrai l'impasto dal frigorifero (se refrigerato) e posalo su un piano leggermente infarinato. Con le mani umide, prendi il rettangolo di impasto e allungalo delicatamente in una forma ovale o rettangolare di circa 25x35 centimetri. Non imprimere troppo: lascia che il gas interno la renda soffice. Trasferisci su carta da forno.
6
Ripresa finale
Lascia riposare la pinsa già formata per 2-3 ore a temperatura ambiente (coperta con canovaccio umido). Deve lievitare visibilmente ma non oltre, altrimenti collassa in forno. Toccandola, deve rimbalzare lentamente.
7
Cottura
Preriscalda il forno a 250 gradi (oppure 280 se il forno è non ventilato). Cospargi la pinsa con sale grosso e un velo di olio extravergine. Trasferisci (con la carta da forno) in forno e cuoci per 22-25 minuti finché la superficie è dorata e i bordi leggermente scuri. Togli dalla carta, lascia raffreddare 5 minuti e servi tiepida.

Gusto

La pinsa romana ha un sapore di cereale pulito, non lievitato al punto della pizza, ma con una nota di fermentazione leggera e piacevole. La consistenza è croccante fuori e soffice dentro, con quella friabilità caratteristica che viene dalla lunga fermentazione. Si mangia da sola, tiepida, con un filo di olio extravergine e sale, oppure accompagnata a formaggi freschi o affettati leggeri. La tradizione romana la vuole anche con pomodoro e mozzarella, come condimento semplice e sobrio.

Benessere

  • La farina di tipo 0 o 00 contiene proteine gluten formanti, ma l'impasto con alta idratazione e lunga fermentazione favorisce la pre-digestione del glutine, rendendolo più digeribile rispetto alla pizza tradizionale.
  • Il processo di fermentazione naturale, che dura 24-48 ore, riduce l'indice glicemico dell'impasto e aumenta la disponibilità di minerali come magnesio, ferro e zinco.
  • L'alto rapporto acqua-farina (circa 65-70 per cento) rende la pinsa più leggera e saziante rispetto al pane comune: assorbe più lentamente e mantiene la sazietà più a lungo.
  • La fermentazione naturale produce acido lattico che inibisce la proliferazione di batteri indesiderati e migliora la conservabilità senza additivi.
  • Abbinata a verdure fresche o a proteine magre, diventa un piatto equilibrato: l'olio extravergine aggiunto fornisce grassi insaturi che migliorano l'assorbimento di vitamine liposolubili.
  • Falso mito da sfatare: la pinsa romana non è "più digeribile della pizza" per magia. La differenza reale sta nella lievitazione lunga (48 ore invece di 2-3) e nell'idratazione superiore, che permettono ai microrganismi di fermentare meglio gli amidi e il glutine. Per chi ha sensibilità al glutine o celiachia, resta comunque problematica se fatta con farina di frumento.

L'errore da non fare

Non impastare troppo durante la preparazione iniziale, e soprattutto non lavorare l'impasto durante la fermentazione oltre il ripiegamento previsto. La pinsa vive della lunga fermentazione tranquilla: troppe manipolazioni induriscono il glutine e appiattiscono la struttura. Inoltre, non forzare la lievitazione finale: è meglio una pinsa meno voluminosa ma con una crosta croccante che una lievitata troppo, che diventa appiccicaticcio e molla in forno.

I nostri consigli

  • Conserva la pinsa in un sacchetto di carta o panno, a temperatura ambiente, per 1-2 giorni. Diventa dura dopo, ma puoi rinvenirla avvolgendola in un canovaccio umido e scaldandola brevemente in forno a 150 gradi per 5 minuti.
  • Se prepari la pasta una sera, fermentala in frigorifero quella notte intera (12-16 ore) e poi riforma e lascia riposare 3 ore a temperatura ambiente il giorno dopo: sapore più profondo.
  • Puoi condire la pinsa dopo la cottura con pomodoro fresco schiacciato, mozzarella di bufala a strappi, rucola e un filo di olio: resta leggera e fragile, perfetto per un secondo piatto o antipasto.
  • Se usi lievito secco, dimezza la dose a 0,5 g e sciogli bene in acqua prima di aggiungere la farina.

Quando prepararla

La pinsa romana si prepara tutto l'anno, ma è particolarmente piacevole in primavera e estate, quando la si serve tiepida con verdure fresche. La lunga fermentazione la rende ideale anche d'inverno, perché il tempo freddo rallentalizza i processi e permette di gestire meglio i tempi in casa. Perfetta per la merenda pomeridiana o come antipasto leggero prima di un pasto principale.

Domande frequenti

  • Che differenza c'è tra pinsa e pizza? La pinsa è un impasto più idratato (65-70 percento d'acqua contro il 60-65 della pizza), con una fermentazione più lunga e una forma allungata. È più sottile e croccante, meno soffice della pizza al taglio.
  • Posso usare farina integrale? Sì, ma aumenta leggermente l'acqua (di 30-40 ml) perché la farina integrale assorbe più umidità. Il tempo di fermentazione si accorcia di 2-3 ore. Il gusto diventa più rustico e terroso.
  • La pinsa si può congelare? Sì, congela l'impasto dopo la seconda fermentazione: dura fino a un mese. Prima di usarlo, scongela a temperatura ambiente per 2-3 ore, lascia riposare 1 ora coperto, e poi cuoci normalmente.
  • Che forno serve per la pinsa? Va bene un forno domestico ventilato o statico. Preferisci il ventilato perché raggiunge meglio i 250 gradi senza bruciar la base. Se static, aumenta la temperatura a 280 gradi.
  • Perché l'impasto è appiccicaticcio? È normale: l'alta idratazione lo rende così. Non aggiungere farina. Lavora con mani umide e su un piano leggermente infarinato, non bagnato.
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