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Pignolata messinese

Vincenza Bertolino· 23 giugno 2023· 6 min di lettura ·Messina
Pignolata messinese a forma di piramide dorata e lucida, con palline di pasta fritta ricoperte di glassa di zucchero e cannella, su piatto bianco
Preparazione
45 min
Cottura
30 min
Difficoltà
media
Porzioni
8 persone
Costo
medio
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

250 gFarina di frumento tipo 00
3 uova intereUova
120 mlLatte intero
40 gBurro ammorbidito
1 cucchiaioZucchero semolato
1 pizzicoSale fino
½ scorza di aranciaScorza d'arancia grattugiata
1 cucchiaioRum o liquore dolce (facoltativo)
1 litroOlio di semi per friggere
400 gZucchero per la glassa
150 mlAcqua per la glassa
1 pizzicoCannella in polvere

Valori nutrizionali

385 kcalEnergia
5,5 gProteine
18 gGrassi
8,5 gdi cui saturi
52 gCarboidrati
38 gdi cui zuccheri
0,8 gFibre
0,25 gSale
Come si prepara
1
Preparare l'impasto
In una ciotola versate la farina, create una fontana al centro e aggiungete le uova, il latte, il burro ammorbidito, lo zucchero, il sale, la scorza d'arancia grattugiata e il rum se usate. Mescolate con un cucchiaio di legno fino a ottenere un impasto omogeneo, privo di grumi. La consistenza deve essere densa come una pasta frolla. Lasciate riposare a temperatura ambiente per 15 minuti.
2
Formare le palline
Trasferite l'impasto in una tasca da pasticciere dotata di bocchetta liscia del diametro di 8-10 millimetri. Su un piatto coperto di carta da forno, spruzzate delle palline di circa 1,5 centimetri di diametro, distanziate di 2 centimetri l'una dall'altra. Lavorate in più turni se necessario. Avrete bisogno di circa 150-160 palline.
3
Friggere le palline
Riscaldate l'olio di semi a 165 gradi centigradi in una padella profonda o in una pentola. Immergete le palline poche alla volta, circa 6-8 per volta, senza affollare il recipiente. Friggete per 2-3 minuti fino a quando non diventano dorate. Togliete con una schiumarola e appoggiate su carta assorbente. Continuate fino a completare tutte le palline.
4
Preparare la glassa
In una pentola mettete lo zucchero e l'acqua a fuoco medio. Mescolate fino a quando lo zucchero non si scioglie completamente. Portate a ebollizione e cuocete per 5-7 minuti senza mescolare ulteriormente: il composto deve diventare trasparente e leggermente appiccicaticcio. Togliete dal fuoco e aggiungete la cannella in polvere. Immergete le palline fritte nella glassa calda, girandole delicatamente con le mani inumidite o con due cucchiai di legno.
5
Assemblare la piramide
Su un piatto da portata rotondo o su un supporto appropriato, disponete le palline glassate a forma di cono o piramide, partendo dalla base con cerchi concentrici di palline sempre più piccoli verso l'alto. La glassa caldo favorisce l'adesione fra le palline. Se la glassa si raffredda troppo e non aderisce bene, riscaldatela brevemente a fuoco basso.
6
Raffreddamento
Lasciate la piramide raffreddare completamente a temperatura ambiente per almeno 2-3 ore. La glassa si indurirà e diventerà lucida. Non conservate in frigorifero subito: il dolce potrebbe assorbire umidità e diventare appiccaticcio.

Gusto

Il sapore è principalmente dolce, ma non stucchevole grazie alla combinazione tra la pasta fritta leggermente amarognola e la glassa zuccherina. La consistenza è croccante quando si mordicchia, poi la pasta si sfarina in bocca lasciando una sensazione piacevole. La glassa mantiene una certa plasticità: si sente il contrasto tra la durezza esterna e la morbidezza interna delle palline. Si serve tagliata a fette o spezzando le palline direttamente dal pezzo.

Benessere

  • La farina di frumento contiene carboidrati complessi che forniscono energia, anche se il processo di frittura e la glassa aumentano notevolmente il contenuto calorico complessivo.
  • Le uova apportano proteine e colina, utile per la funzione cerebrale; il latte intero aggiunge calcio e fosforo per la salute ossea.
  • È un dolce molto sostanzioso e saziante: una piccola porzione è sufficiente per conclude un pasto o accompagnare una bevanda.
  • La scorza d'arancia contiene limonene, un composto presente anche nella buccia degli agrumi, con proprietà antiossidanti naturali.
  • Abbinala a un tè leggero o a un caffè: il calore della bevanda equilibra la densità dolce del dolce stesso.
  • Falso mito da sfatare: non è vero che gli zuccheri semplici della glassa causino picchi insulinici pericolosi in chi non ha problemi di metabolismo. È pur sempre un dolce ricco di calorie e da consumare in porzioni contenute, non quotidianamente, ma occasionalmente non rappresenta un pericolo per la salute di persone senza patologie specifiche.

L'errore da non fare

Non immergete le palline nella glassa quando è troppo calda: rischiate di sciogliere la fritura rendendo il dolce appiccaticcio anziché croccante. Allo stesso modo, se la glassa si raffredda troppo e diventa dura come caramello solido, diventerà impossibile che le palline si attacchino fra loro. La temperatura ideale è quella in cui la glassa è ancora fluida ma non bollente. Un altro errore comune è non controllare la temperatura dell'olio durante la frittura: se è troppo bassa le palline assorbono olio e diventano pesanti; se è troppo alta si bruciano esternamente restando crude dentro.

I nostri consigli

  • Conservate la «pignolata» in una scatola ermetica a temperatura ambiente per 3-4 giorni. Non deve stare in frigorifero perché l'umidità la rammollisce. Se desiderate prepararla giorni prima, congelatela intera senza glassa e procedete all'assemblaggio il giorno stesso dell'uso.
  • Potete aggiungere uno strato bianco di glassa (usando solo zucchero a velo e pochi millilitri d'acqua) prima di quello caramellato tradizionale per creare una decorazione a contrasto, seguendo la variante presente in alcune ricette regionali.
  • Se non gradite la cannella, potete sostituirla con un pizzico di pepe di cayenna oppure con essenza di vaniglia aggiunta alla glassa. Alcuni preferiscono aggiungere qualche goccia di succo di limone al composto di zucchero per una leggera nota acidula.
  • Per facilitare l'assemblaggio, preparate un cono di carta rigida delle dimensioni desiderate e usatelo come stampo interno durante la fase di costruzione della piramide.

Quando prepararla

La «pignolata messinese» è tradizionalmente un dolce delle festività: Natale e Capodanno sono i periodi classici in cui compare sulle tavole siciliane. Tuttavia, la sua lunga conservabilità a temperatura ambiente la rende adatta a qualsiasi occasione durante tutto l'anno, dalle feste di compleanno ai ricevimenti. Se preparata con anticipo, avete il vantaggio di non affaticarvi in cucina il giorno dell'evento.

Domande frequenti

  • Posso preparare l'impasto il giorno prima? Sì, riponetelo coperto in frigorifero fino a 24 ore. Prima di usarlo, lasciatelo tornare a temperatura ambiente per 20 minuti per facilitare la formazione delle palline.
  • Come faccio a sapere se l'olio ha la giusta temperatura senza termometro? Immergete un stuzzicadenti di legno nell'olio: se si circonda di piccole bollicine vigorose, la temperatura è corretta. Se è immobile, attendete; se bolle violentemente, l'olio è troppo caldo.
  • La glassa rimane appiccicaticcio: cosa devo fare? Probabilmente la temperatura era troppo alta o l'olio delle palline non era completamente asciutto. Immediatamente dopo la frittura, tamponate bene le palline con carta assorbente prima di immergerle in glassa.
  • Posso usare burro chiarificato anziché burro normale? Sì, il burro chiarificato funziona bene, anche se il sapore sarà leggermente diverso. Il burro normale apporta un aroma più delicato e tradizionale.
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