Pignolata

Ingredienti
| 250 g | Farina bianca tipo 00 |
| 4 uova medie | Uova intere |
| 100 g | Burro |
| 60 g | Zucchero |
| 1 cucchiaio | Miele |
| 1 scorza | Limone grattugiata |
| 1 scorza | Arancia grattugiata |
| 1 pizzico | Sale |
| Quanto basta | Olio di arachide per friggere |
| 500 g | Zucchero per la glassa |
| 200 ml | Acqua per la glassa |
| Colorante alimentare | Facoltativo: rosa, giallo, multicolore |
Valori nutrizionali
| 380 kcal | Energia |
| 4,5 g | Proteine |
| 18 g | Grassi |
| 8 g | di cui saturi |
| 51 g | Carboidrati |
| 42 g | di cui zuccheri |
| 0,5 g | Fibre |
| 0,08 g | Sale |
Gusto
La «pignolata» ha un sapore dolce e caramellato, con note leggermente agrumate quando contiene scorze di agrumi nella pasta. Le palline sono croccanti all'esterno e morbide dentro, mentre la glassa aggiunge una dolcezza liscia e una consistenza appiccicosa che lega tutto insieme. Tradizionalmente si serve a fine pasto durante le festività natalizie o pasquali, spesso accompagnata da caffè o da un vino dolce. L'aroma è quello classico della frittura al burro e dello zucchero caramellato.
Benessere
- Le uova utilizzate nella pasta forniscono proteine di buona qualità, circa 6 grammi per due uova medie, necessarie per la struttura muscolare.
- La glassa di zucchero aggiunge carboidrati semplici che forniscono energia rapida, mentre la scorza di limone contiene vitamina C se presente.
- Trattandosi di un dolce fritto e molto zuccherato, la «pignolata» è sostanziosa e poco leggera: porzioni piccole e consumo occasionale sono consigliati per non appesantire la digestione.
- La scorza d'arancia utilizzata in alcune ricette contiene limonene, un composto volatile che aiuta la digestione e ha proprietà antiossidanti.
- Abbinata al caffè amaro al termine di un pasto leggero, la «pignolata» si bilancia meglio dal punto di vista della sazieta e della digeribilita.
- Falso mito da sfatare: Non è vero che la frittura la rende impossibile da digerire se consumata in giusta quantità. La digestione dipende soprattutto dalla temperatura del grasso durante la cottura e dalla moderazione nel consumo. Una porzione moderata durante una festa non causa problemi digestivi a chi non ha patologie specifiche. Chi soffre di reflusso gastroesofageo o sensibilità digestiva dovrebbe limitare comunque la frequenza, non per la frittura in sé ma per il carico di zuccheri e grassi.
L'errore da non fare
L'errore più comune è friggere le palline a una temperatura troppo bassa: resteranno crude dentro e assorbiranno quantità eccessive di olio, diventando pesanti e unte anziché croccanti. Controllate sempre la temperatura prima di iniziare. Un secondo errore è aggiungere le palline alla glassa quando questa è ancora molto calda o già troppo fredda: se troppo calda, la glassa rimane appiccicosa e le palline si rovinano; se troppo fredda, la glassa diventa dura e grumosa e non si distribuisce bene. La glassa deve essere tiepida al tatto. Infine, non pressate troppo forte quando costruite il cono, altrimenti schiacciate le palline e la forma perde la sua eleganza.
I nostri consigli
- La «pignolata» si conserva in un contenitore ermetico a temperatura ambiente per 3-4 giorni. Se l'aria è molto umida, mettete dentro un foglietto di carta assorbente per evitare che la glassa ammorbidisca.
- Potete preparare l'impasto delle palline il giorno prima e tenerlo in frigo: facilita il lavoro della formazione delle sfere e rende l'impasto meno appiccicaticcio.
- Aggiungete all'impasto una presa di cannella in polvere per una variante aromatica, oppure sostituite parte della scorza di limone con scorza di mandarino per un gusto più dolce.
- Se preferite una glassa colorata e più decorativa, dividete la glassa in più parti e colorate ogni parte con colorante alimentare di colori diversi: otterrete una «pignolata» multicolore ancora più spettacolare.
- La «pignolata» è perfetta da regalare durante le festività: se confezionata in una scatola trasparente con carta colorata, diventa un regalo elegante e fatto in casa.
Quando prepararla
La «pignolata» è un dolce tipicamente natalizio, infatti si prepara soprattutto nei mesi di novembre e dicembre per le festività di fine anno. È però tradizionale anche durante la Pasqua in alcune regioni. È consigliabile farla quando il tempo è secco e non troppo umido, poiché l'umidità dell'aria può ammorbidire la glassa. Se preparata con anticipo, se conservata bene in un contenitore chiuso, resiste bene per 3-4 giorni, permettendovi di farla qualche giorno prima dell'evento.
Domande frequenti
- Posso usare il miele al posto dello zucchero nella glassa? Sì, il miele crea una glassa più morbida e appiccicosa. Usate circa 250 grammi di miele diluiti con poca acqua. La glassa resterà più elastica e le palline rimarranno leggermente morbide al morso.
- Che differenza c'è fra la glassa bianca e quella colorata? La ricetta è la stessa, cambiano solo i coloranti alimentari. La glassa bianca è classica e più elegante, mentre quella colorata è più festiva e adatta a occasioni come feste per bambini.
- Posso congelare la pignolata finita? Sì, una volta completata e indurita, potete avvolgere la «pignolata» in pellicola trasparente e riporla in freezer per 2-3 settimane. Scongelatela a temperatura ambiente per 3-4 ore prima di servirla.
- Come mi assicuro che le palline fritte restino croccanti? Usate un olio di qualità che resiste bene alle alte temperature, come quello di arachide. Non friggete a temperatura troppo bassa e asciugate bene le palline sulla carta prima di unirle alla glassa.
- Se la glassa si indurisce troppo velocemente mentre la lavoro? Scaldatela brevemente a bagnomaria per 30 secondi, mescolando delicatamente per ammorbidirla di nuovo, senza farla bollire.


