
| 200 g | pistacchio romano sgusciato e non salato |
| 100 ml | olio extravergine di oliva laziale |
| 60 g | pecorino romano grattugiato |
| 10 g | sale marino fino |
| 2 g | pepe nero macinato fresco |
| 5 g | tartufo nero grattugiato (opzionale) |
| quanto basta | acqua tiepida se necessaria |
| 485 | kcal Energia |
| 8,5 | g Proteine |
| 47 | g Grassi |
| 6 | g di cui saturi |
| 8 | g Carboidrati |
| 3 | g di cui zuccheri |
| 3 | g Fibre |
| 1,8 | g Sale |
Il sapore è dolciastro e gentile, portatato dal pistacchio, con un retrogusto salato che arriva dal pecorino romano e da una pizzicata di sale marino. L'olio lo rende morbido in bocca, e il tartufo, se aggiunto, dona una sfumatura terrosa discreta. Si serve tiepido su pasta corta, tipo rigatoni o penne, e tradizionalmente non vuole aglio né basilico per non coprire il gusto delicato del pistacchio.
Non usare il frullatore veloce o il robot da cucina senza misura: il calore generato fa ossidare il pistacchio e lo rende scuro e amaro, rovinando completamente il profilo aromatico. Il mortaio rimane lo strumento ideale perché il movimento manuale è lento e non riscalda. Se usi il robot, utilizzalo solo a impulsi e per pochi secondi. Un'altro errore comune è aggiungere l'aglio: copre il gusto delicato del pistacchio e denatura la ricetta rispetto alla tradizione laziale.
Il pesto di pistacchio si prepara tutto l'anno perché il pistacchio è disponibile al mercato in forma sgusciata anche nei mesi invernali. D'estate è ideale su piatti freddi o tiepidi durante pranzi leggeri. In autunno e inverno accompagna piatti di pasta più consistenti e zuppe tiepide senza risultare pesante.