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Pappardelle con ragù di caccia

Vincenza Bertolino· 9 ottobre 2016· 6 min di lettura ·Palermo
Piatto di pappardelle con ragù di caccia: pasta all'uovo larga e ondulata, ricoperta di ragù scuro marrone, carne visibile nel sugo denso, grattugiata di parmigiano grattugiato sopra, servito in piatt
Preparazione
20 min
Cottura
180 min
Difficoltà
media
Porzioni
4 persone
Costo
alto
Stagione
autunno, inverno

Ingredienti

400 gcarni miste di caccia (lepre, coniglio, cinghiale)
150 gcarni rosse magre (vitello o manzo)
1cipolla media
2carote medie
2gambi di sedano
350 mlvino rosso secco
400 gpomodori pelati in lattina
2 cucchiaiolio d'oliva extravergine
500 gpappardelle all'uovo fresche
30 gparmigiano reggiano grattugiato
salesale marino fino
pepepepe nero macinato fresco
2 fogliealloro
1 ramettorosmarino fresco

Valori nutrizionali

280kcal
18g Proteine
12g Grassi
4g di cui saturi
28g Carboidrati
1g di cui zuccheri
1,5g Fibre
0,8g Sale
Come si prepara
1
Tritare il soffritto
Pulisci cipolla, carota e sedano, quindi tritali finemente con un coltello. Deve risultare un soffritto omogeneo, di dimensione media, non ridotto in polvere.
2
Rosolare la selvaggina
Scalda l'olio in un grande tegame a fuoco medio-alto. Taglia le carni di caccia e il manzo in pezzi da 2-3 centimetri. Versa il soffritto nel tegame e fai rosolare per 3-4 minuti fino a dorare. Aggiungi quindi i pezzi di carne, mescolando spesso, e cuoci per circa 8-10 minuti affinché la superficie della carne si induri e assuma un colore marrone scuro.
3
Sfumare con vino
Versa il vino rosso nel tegame e mantieni il fuoco alto per 2-3 minuti, mescolando continuamente. Il vino deve ridursi visibilmente, sprigionando vapore e aromi alcoolici. Questo passaggio affina il sapore e integra il tannino nel ragù.
4
Aggiungere pomodori e aromi
Versaci i pomodori pelati con il loro liquido. Aggiungi le foglie di alloro e il rametto di rosmarino. Mescola bene. Regola di sale e pepe. Il livello del liquido deve coprire le carni circa a metà.
5
Cottura lunga a fuoco basso
Abbassa il fuoco al minimo, copri il tegame con un coperchio leggermente appoggiato (non sigillato completamente). Cuoci per 2,5-3 ore mescolando ogni 20-30 minuti. Il ragù deve ridursi lentamente e densificarsi, perdendo la consistenza acquosa iniziale. Alla fine la carne dovrà sfaldarsi con facilità e il sugo avere una texture cremosa e concentrata.
6
Cuocere la pasta
Negli ultimi 15 minuti di ragù, porta a ebollizione un ampio tegame con acqua salata. Quando il ragù è quasi pronto, immergi le pappardelle fresche e cuoci per 2-3 minuti se sono appena fatte, oppure seguendo le istruzioni della confezione se surgelate. La pasta deve rimanere al dente, non scotta.
7
Mantecatura e servizio
Scola la pasta reservando una tazza d'acqua di cottura. Trasferiscila direttamente nel tegame del ragù. Mescola delicatamente per 1-2 minuti, aggiungendo un po' d'acqua di cottura se la consistenza appare troppo densa. Distribuisci nelle ciotole o piatti larghi, cospargendo di parmigiano reggiano grattugiato fresco e pepe macinato.

Gusto

Il sapore è complesso e profondo, con note selvatiche tipiche delle carni di caccia. Il ragù sviluppa tannini dal vino rosso invecchiato durante la cottura lunga, mentre il soffritto di sedano, carota e cipolla crea una base dolce e umami. La carne di lepre, coniglio o cinghiale si sfarina quasi da sola con il cucchiaio, rilasciando sapidità e aromi di sottobosco. Si serve piatto dopo piatto, mantenendo il ragù a temperature alte, e si abbina naturalmente con un vino rosso secco strutturato di corpo.

Benessere

  • Le carni di selvaggina contengono proteine ad alto valore biologico: coniglio e lepre apportano circa 20 grammi di proteine per 100 grammi, con grassi inferiori rispetto ai tagli di manzo o maiale.
  • Sono presenti minerali importanti come ferro eme, facilmente assorbibile, potassio per la funzione cardiaca e magnesio per i muscoli e il sistema nervoso.
  • Nonostante il ragù sia sostanzioso e saziante, la lunga cottura rende le carni molto digeribili rispetto alle cotture rapide, poiché il collagene viene trasformato in gelatina.
  • Il vino rosso usato nella preparazione apporta polifenoli antiossidanti, anche se la concentrazione diminuisce con il calore prolungato.
  • Abbina le pappardelle con un contorno di verdure crude, come insalata verde amara o barbabietola cruda, per equilibrare la densità del piatto e aggiungere fibre.
  • Falso mito da sfatare: non è vero che la selvaggina sia sempre magra e povera di grassi come sostenuto da diete estreme. La carne di selvaggina contiene grassi insaturi benefici e il ragù infatti utilizza questi grassi per la cottura. La presenza di grasso non la rende meno salutare se consumata con equilibrio e inserita in una dieta varia. Chi segue regimi particolari deve consultare il medico, non eliminare categoricamente un alimento.

L'errore da non fare

L'errore più comune è accorciare i tempi di cottura del ragù. Una preparazione troppo veloce, anche a fuoco alto, lascia la carne ancora fibrosa e il sugo rimane liquido, senza quella densità che cattura la pasta. Un ragù vero richiede minimo due ore e mezza di cottura lenta: è il tempo che trasforma il collagene in gelatina e concentra gli aromi. Secondariamente, non aggiungere acqua durante la cottura se il ragù si asciuga troppo: se necessario, usa brodo tiepido, mai freddo.

I nostri consigli

  • Il ragù di caccia si conserva in frigo fino a 4 giorni in un contenitore ermetico. Puoi anche congelarlo fino a 3 mesi e scongelare in frigo la notte prima. Scalda sempre a fuoco basso, aggiungendo un po' di brodo o acqua se il sugo si è indensito troppo.
  • Se non trovi carni fresche di selvaggina, puoi usare coniglio d'allevamento, che è più disponibile tutto l'anno e ha un sapore delicato. Aggiungi un poco di pancetta affumicata (30 grammi) per dare una nota più robusta.
  • Il ragù va servito caldo, non tiepido. Scalda i piatti in forno a 60 gradi pochi minuti prima di servire, così il piatto rimane a temperatura giusta durante il consumo.
  • Puoi preparare il ragù un giorno prima e lasciarlo riposare in frigo: il giorno successivo i sapori risulteranno ancora più definiti. Scalda dolcemente prima di unirlo alla pasta cotta.

Quando prepararla

Questo piatto è ideale in autunno e inverno, quando le carni di caccia sono fresche e disponibili, e il clima freddo rende appetibile un primo robusto e scaldante. È perfetto per cene di domenica in famiglia o per occasioni speciali in cui vuoi offrire qualcosa di tradizionale e elaborato. Evita di prepararla nei mesi estivi, quando il calore prolungato della cottura rende la cucina sgradevole e il piatto stesso risulta meno apprezzato.

Domande frequenti

  • Posso usare vino bianco invece che rosso? No, il vino rosso è essenziale per il sapore caratteristico. Il tannino e i polifenoli del vino rosso si integrano con la carne di selvaggina e creano quella complessità aromatica unica. Il vino bianco darebbe un risultato piatto.
  • Quanto tempo posso conservare il ragù in frigo? Fino a 4 giorni in un contenitore ben sigillato. Oltre questo periodo, il rischio microbiologico aumenta. Se vuoi conservarlo più a lungo, congela in porzioni.
  • La carne di selvaggina è difficile da digerire? No, se cotta correttamente a fuoco basso e a lungo. La lunga cottura rende le proteine e i grassi molto più digeribili rispetto a una cottura veloce. Se hai dubbi digestivi, consulta il medico.
  • Posso preparare solo il ragù e usare la pasta il giorno dopo? Sì, è anzi consigliato. Il ragù migliora di sapore il giorno seguente. Mantienilo in frigo coperto, scalda a fuoco dolce aggiungendo un po' di brodo prima di unirlo alla pasta appena cotta.
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