
| 600 g | carne di lepre disossata |
| 400 g | farina di grano tenero |
| 4 | uova intere |
| 150 g | cipolla gialla |
| 100 g | carota |
| 80 g | sedano |
| 250 ml | vino rosso secco |
| 400 g | pomodori pelati |
| 500 ml | brodo di carne |
| 3 cucchiai | olio extravergine d'oliva |
| 1 spicchio | aglio |
| 1 foglia | alloro |
| un pizzico | rosmarino fresco |
| sale e pepe q.b. | |
| 50 g | parmigiano reggiano per la tavola |
| 340 | kcal |
| 18 | g Proteine |
| 12 | g Grassi |
| 4 | g di cui saturi |
| 38 | g Carboidrati |
| 2 | g di cui zuccheri |
| 2 | g Fibre |
| 0,8 | g Sale |
Il sapore è deciso e aromatico, dominato dalla carne di lepre che durante la cottura lunga trasferisce al sugo le note selvatiche e lievemente amaricanti caratteristiche della selvaggina. Il ragù è dolce di soffritto, acidulo dal vino rosso e dai pomodori, avvolgente dal brodo. La pasta fresca assicura una consistenza delicata e porosa, capace di assorbire il sugo senza cedere. Si serve con una grattata abbondante di parmigiano e si accompagna con un vino rosso corposo, strutturato.
Non scuocere il ragù per fretta. Molti cuochi abbreviano i tempi di cottura della lepre con la scusa di non farla diventare fibrosa. Il contrario è vero: la lepre inizialmente è tosta e richiede umidità e calore prolungati per sciogliersi e trasferire i suoi aromi al sugo. Sottoraffinare il ragù a meno di 2 ore e mezzo significa servire carne ancora gommosa e un sugo poco sapido. Sii paziente.
Le pappardelle ca' la lepre sono un piatto autunnale e invernale per eccellenza, quando la lepre è di stagione e il clima freddo reclama cucine robuste e scaldate. Ideale a novembre-dicembre, quando i cacciatori offrono il miglior prodotto e le cene diventano più lunghe e conviviali. Si prepara raramente nei mesi caldi perché il ragù prolungato e la pasta fresca non si adattano a tavoli estivi.