
| 500 g | Carne di selvaggina macinata (lepre, cinghiale o fagiano) |
| 2 carote medie | Carota |
| 2 gambi | Sedano |
| 1 cipolla media | Cipolla |
| 150 g | Polpa di pomodoro |
| 350 ml | Vino rosso secco |
| 3 cucchiai | Olio d'oliva extra vergine |
| 400 g | Pappardelle fresche all'uovo |
| 80 g | Parmigiano reggiano grattugiato |
| Sale e pepe | Condimenti |
| 1 foglia | Alloro |
| 280 kcal | Energia |
| 18 g | Proteine |
| 9 g | Grassi |
| 3 g | di cui saturi |
| 32 g | Carboidrati |
| 2 g | di cui zuccheri |
| 2 g | Fibre |
| 0,8 g | Sale |
Il sapore è profondo e selvatico, non aggressivo. La carne di caccia, che sia lepre, cinghiale o fagiano, dona note aromatiche che la selvaggina rilascia durante la lunga cottura. Il ragù è sugo di famiglia, con soffritto di base, vino rosso che ha perso l'alcol e pomodoro che lega tutto insieme. Si serve pura, senza doppio condimento, lasciando che la pasta respiri il suo sugo e il formaggio completi con sapore salato e cremosità.
Non aggiungere il brodo o l'acqua di cottura durante il mantecamento. Le pappardelle fresche rilasciano amido quando si tuffano nel ragù, rendendo il tutto legato naturalmente. Se aggiungi troppo liquido il piatto diventa brodoso e la pasta perde il contatto vero con la salsa. Aggiungi l'acqua solo se il ragù è completamente asciutto prima del mantecamento.
Le pappardelle al ragù di selvaggina si preparano da ottobre a febbraio, quando la caccia è aperta e la carne fresca è reperibile. I mesi freddi richiedono piatti sostanziosi e questa ricetta risponde perfettamente al bisogno di calore e sazietà della stagione invernale. È ideale per cene in famiglia quando hai tempo per stare ai fornelli senza fretta.


