
| 500 g | cavolo nero |
| 300 g | pane toscano raffermo |
| 1 litro | brodo vegetale |
| 1 cipolla media | bianca |
| 2 spicchi | aglio |
| 80 ml | olio extravergine di oliva |
| sale | quanto basta |
| pepe nero macinato | quanto basta |
| 78 kcal | Energia |
| 2,8 g | Proteine |
| 3,1 g | Grassi |
| 0,6 g | di cui saturi |
| 9,5 g | Carboidrati |
| 1,2 g | di cui zuccheri |
| 2,6 g | Fibre |
| 0,4 g | Sale |
Ha il sapore terroso e leggermente amarognolo del cavolo nero, addolcito dall'amido del pane che si scioglie nel brodo. L'olio extravergine conferisce una nota fruttata che stempera la rusticità. Si serve in ciotola fumante, condita a crudo con altro olio appena tolta dal fuoco. In Toscana viene spesso abbinata a un bicchiere di rosso giovane, ma sta benissimo da sola come piatto unico.
L'errore piu' comune e' usare pane nuovo o umido invece di pane raffermo asciutto. Il pane fresco si disfa completamente e diventa una massa appiccicosa, mentre il pane secco mantiene struttura piu' a lungo e crea quella cremosita' granulosa caratteristica. Secondo errore: versare il brodo freddo. Se il brodo è' freddo, il cavolo impiega piu' tempo ad ammorbidirsi e il pane si scioglie troppo. Terzo errore: cuocere troppo velocemente a fuoco alto. La pappa ha bisogno di tempo a fiamma medio-bassa per permettere ai sapori di fondersi senza che il fondo bruci.
La pappa al cavolo e' un piatto autunnale e invernale, quando il cavolo nero arriva nelle verdumerie e il clima freddo invita a tavola piatti caldi e confortanti. È' particolarmente indicata tra novembre e febbraio, quando il cavolo nero è' di stagione e ha sviluppato tutto il suo sapore. Va bene per cene leggere, per pranzi da soli, per quando vuoi mangiare caldo senza appesantire la digestione serale.