
| 400 g | farina di grano tenero tipo 0 |
| 200 ml | acqua tiepida |
| 5 g | sale fino |
| 2 g | lievito di birra fresco |
| 2 melanzane medie | circa 700 g, tagliate a dadini |
| 120 g | ricotta salata, grattugiata al momento |
| 500 ml | olio di arachide per friggere |
| 50 ml | olio extravergine d'oliva per la melanzana |
| 1 spicchio | aglio |
| 240 | kcal |
| 6,5 | g Proteine |
| 14 | g Grassi |
| 3,5 | g di cui saturi |
| 24 | g Carboidrati |
| 2 | g di cui zuccheri |
| 2,8 | g Fibre |
| 0,85 | g Sale |
Il sapore è deciso e salato, dominato dall'umami della melanzana cotta e dalla croccantezza della ricotta salata grattugiata. La pasta fritta ha una nota leggermente dolce, sottofondo che contrasta con il salato della farcitura. Tradizionalmente si serve ancora caldo, subito dopo la fritura, accompagnato da un bicchiere di vino bianco fresco o acqua. L'abbinamento locale è con l'arancello o altri amari siciliani.
Non friggere i panini a temperatura bassa o instabile. Una frittura tiepida non crea la crosta croccante e il panino assorbe troppo olio, diventando pesante e unto. Controlla la temperatura dell'olio con un termometro: deve stare tra 175 e 185 gradi. Se l'olio fuma, è troppo caldo e brucia l'esterno senza cuocere l'interno. Usa sempre olio pulito e non riutilizzato più di due volte.
I «Pani a' Meusa modicani» si preparano al meglio tra luglio e settembre, quando le melanzane sono al loro picco di sapore e tenerezza. In questo periodo sono anche una scelta perfetta come piatto di strada durante l'estate, serviti caldi e croccanti come merenda o spuntino leggero. Possono essere preparati durante tutto l'anno con melanzane di qualità, ma la versione estiva rimane la più autentica e gustosa.