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Pangiallo viterbese

Vincenza Bertolino· 13 febbraio 2023· 6 min di lettura ·Viterbo
Pangiallo viterbese a fette su un piatto bianco, con crosta dorata uniforme, interno visibile con pezzi di frutta secca e candita, decorato con mandorle intere sulla superficie
Preparazione
30 min
Cottura
45 min
Difficoltà
media
Porzioni
10 persone
Costo
medio
Stagione
inverno

Ingredienti

300 gFarina di grano tenero tipo 0
200 gMiele acacia o millefiori
120 gNoci sgusciate
100 gMandorle pelate
80 gFrutta candita mista tagliata fine
50 gBurro a temperatura ambiente
2Uova medie
1 cucchiainoPepe nero macinato
1 cucchiainoCannella in polvere
3Chiodi di garofano
Mezzo cucchiainoSale
30 gMandorle intere per guarnire

Valori nutrizionali

340kcal
6g Proteine
14g Grassi
2g di cui saturi
50g Carboidrati
35g di cui zuccheri
3g Fibre
0,3g Sale
Come si prepara
1
Preparare gli ingredienti
Togli il burro dal frigorifero 30 minuti prima di usarlo. Trita le noci in pezzi irregolari di un centimetro circa, lasciando intere alcune mandorle da usare come guarnizione. Taglia la frutta candita in dadini piccoli. Cruscheizza i tre chiodi di garofano nel mortaio fino a ridurli in polvere fine. Passare il miele a bagnomaria se è molto denso, ma senza scaldarlo oltre i 40 gradi.
2
Amalgamare burro e uova
In una ciotola capiente, versa il miele tiepido e monta il burro morbido con una forchetta fino a ottenere una crema omogenea. Aggiungi le uova una per volta, mescolando bene per circa due minuti con il cucchiaio di legno. L'impasto deve diventare denso e di colore uniforme, senza grumi.
3
Aggiungere spezie e farina
Mescola il pepe nero, la cannella, il pepe di garofano macinato e il sale in un piccolo recipiente. Versali sull'impasto di burro e uova, mescola bene per 30 secondi. Aggiungi la farina un cucchiaio alla volta, mescolando con lo stesso ritmo per circa tre minuti, finché la farina non è completamente incorporata e l'impasto risulta omogeneo e senza protuberanze.
4
Incorporare frutta secca e candita
Aggiungi noci tritate, mandorle pelate e frutta candita all'impasto. Mescola con energia per uno o due minuti usando il cucchiaio di legno, assicurandoti che la frutta sia distribuita in maniera uniforme in tutta la massa. L'impasto deve risultare denso e piuttosto viscoso.
5
Preparare la teglia e versare
Preriscalda il forno a 180 gradi. Foderai una teglia rotonda da 22 centimetri di diametro con carta forno o burra i bordi generosamente. Versa tutto l'impasto nella teglia, livella la superficie con il dorso di un cucchiaio inumidito, e decora il top con le mandorle intere disposte in cerchio o a tuo piacimento.
6
Cuocere
Inforna a 180 gradi per 40 o 45 minuti. Il pangiallo è pronto quando la crosta superiore è dorata e un stecchetto infilato nel centro esce asciutto o con poche briciole umide. Non overbakare: l'interno deve restare morbido e leggermente umido grazie al miele.
7
Raffreddare e riposare
Estrai la teglia dal forno e lascia raffreddare il pangiallo per 15 minuti dentro la teglia stessa. Quindi sforna su una gratella e lascialo riposare a temperatura ambiente per almeno quattro ore, meglio se coperto con un canovaccio di lino. Il dolce continuerà ad assestare e diventare più compatto.

Gusto

Il sapore è dolce ma non stucchevole, dominato dal miele che emerge morbido e rotondo in bocca, seguito dalla fragranza calda di pepe, chiodi di garofano e cannella. La frutta secca rilascia note oleose e profonde, mentre quella candita aggiunge una lieve acidità che bilancia la dolcezza. Si serve a temperatura ambiente, spesso accompagnato da vino dolce o da una semplice tazza di tè. L'abbinamento tradizionale è con il vino bianco secco dei Castelli Romani o con un Moscato.

Benessere

  • Il miele apporta principalmente carboidrati semplici e fornisce energia veloce, oltre a contenere tracce di vitamine del gruppo B e sali minerali come potassio e magnesio.
  • Noci e mandorle sono ricche di acidi grassi insaturi, in particolare acido linoleico e acido oleico, utili per il profilo lipidico.
  • Questo dolce è piuttosto sostanzioso: una porzione di 80 grammi sazia notevolmente per via della densità dell'impasto e dell'alto contenuto energetico.
  • La frutta candita, sebbene zuccherata, conserva parte delle fibre della buccia e contribuisce all'apporto di vitamina C, anche se in quantità modesta dopo la cottura.
  • Per un pasto equilibrato, accompagna il pangiallo con uno yogurt bianco o con frutta fresca, per aggiungere fermenti lattici e controbilanciare la dolcezza.
  • Falso mito da sfatare: Non è vero che il miele nel pangiallo rende il dolce più sano dello zucchero. Dal punto di vista energetico e calorico, miele e zucchero sono praticamente identici: entrambi forniscono circa 4 kcal per grammo e entrambi si metabolizzano nello stesso modo. La differenza nutrizionale è minima. Il pangiallo resta un dolce ricco da consumare con moderazione, non certo una fonte significativa di benefici salutari solo per la presenza del miele.

L'errore da non fare

L'errore più comune è aggiungere il miele al pangiallo quando è ancora caldo dal bagnomaria e l'impasto a temperatura ambiente. Questo crea uno shock termico che rende l'impasto granuloso e difficile da amalgamare. Il miele deve essere appena tiepido e aggiunto lentamente mentre lo mescoli bene. Un secondo errore è non avere il burro abbastanza morbido: se è freddo, rimane in pezzetti e l'impasto risulterà grumoso anziché omogeneo.

I nostri consigli

  • Il pangiallo viterbese si conserva avvolto in carta alimentare per cinque o sei giorni a temperatura ambiente. Se esposto all'aria, la crosta si indurisce: usa un contenitore ermetico o una campana di vetro. Può anche congelare bene fino a tre mesi, avvolto in due strati di pellicola trasparente.
  • Se trovi il pangiallo troppo denso al taglio, ammorbidiscilo sterilizzandolo in forno a 120 gradi per 10 minuti prima di servire, coperto di carta stagnola per evitare che la crosta si indurisca ulteriormente.
  • Una variante moderna e apprezzata prevede di sostituire metà delle noci con nocciole e aggiungere la scorza grattugiata di mezzo limone non trattato all'impasto, prima della farina, per una nota agrumata delicata.
  • Abbina il pangiallo a vini dolci come Moscato d'Asti o a formaggi a pasta dura leggeri, come il Pecorino Romano invecchiato. Anche con burro salato e un pezzo di formaggio fresco è un abbinamento tradizionale del Lazio.

Quando prepararla

Il pangiallo viterbese è tipicamente un dolce natalizio, preparato dalla fine di novembre fino a dicembre, quando il clima freddo aiuta la conservazione naturale. È la ricetta ideale come regalo durante le festività invernali. Può essere preparato fino a una settimana prima del consumo: la sua struttura densa lo rende perfetto per anticipo, cosa rara tra i dolci lievitati.

Domande frequenti

  • Posso usare il panettone al posto del pangiallo? No. Il pangiallo è un dolce senza lievito, denso e compatto, mentre il panettone contiene lievito madre ed è soffice e alveolato. Sono due preparazioni molto diverse sia nel processo che nel risultato finale.
  • Che differenza c'è tra pangiallo viterbese e pangiallo romano? Entrambi sono dolci natalizi laziali simili, ma il viterbese tende a essere leggermente più denso e meno dolce, con proporzioni diverse di spezie e frutta. Le ricette variano da famiglia a famiglia.
  • Il pangiallo contiene glutine? Sì, nella ricetta tradizionale usa farina di grano tenero che contiene glutine. Per una versione senza glutine, sostituisci la farina 0 con un mix di farina di riso e amido di mais in proporzione 2:1.
  • Posso usare il miele di castagno invece dell'acacia? Certo. Darà un colore e un sapore più scuro e deciso. Il miele di castagno ha note più terrose e meno dolci, quindi il pangiallo sarà meno zuccherino.
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