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Pangiallo trasteverino

Vincenza Bertolino· 7 settembre 2015· 6 min di lettura ·Roma
Pangiallo trasteverino affettato su un piatto bianco, superficie dorata e screpolata, uvetta e pinoli visibili nella sezione, sfondo neutro
Preparazione
20 min
Cottura
50 min
Difficoltà
facile
Porzioni
8 persone
Costo
medio
Stagione
autunno/inverno

Ingredienti

200 gfarina di tipo 00
150 gmiele di melata o acacia
120 guvetta sultanina
100 gpinoli
50 gcedrata candita o arancia candita, tritata fine
40 golio di arachide
2uova intere
1 pizzicosale fino
1/4 cucchiainopepe nero macinato
1/4 cucchiainonoce moscata grattugiata

Valori nutrizionali

340kcal Energia
5g Proteine
12g Grassi
3g di cui saturi
55g Carboidrati
48g di cui zuccheri
2g Fibre
0,2g Sale
Come si prepara
1
Preparare la frutta secca
Tostate i pinoli in padella antiaderente a fuoco medio per 3 minuti, muovendo continuamente finché diventano color nocciola. Versate su un piatto e fate raffreddare. Immergete l'uvetta in acqua tiepida per 10 minuti, poi scolatela e asciugatela bene con carta da cucina.
2
Mescolare il miele e le uova
In una ciotola capiente, versate il miele a temperatura ambiente e aggiungete le due uova. Sbattete con una frusta per 2 minuti finché il composto diventa omogeneo e leggermente pallido. Aggiungete l'olio e incorporate bene.
3
Aggiungere la farina e le spezie
Setacciate la farina sopra il composto di miele e uova, aggiungete sale, pepe e noce moscata. Mescolate con una spatola dal basso verso l'alto fino a formare un impasto omogeneo, senza lavorarlo eccessivamente. Deve avere la consistenza di un impasto denso per biscotti.
4
Incorporare la frutta secca
Aggiungete all'impasto i pinoli tostati, l'uvetta asciutta e la frutta candita tritata. Mescolate delicatamente finché sono distribuiti uniformemente in tutto il composto.
5
Modellare e cuocere
Foderare una teglia rotonda di diametro 20 cm con carta da forno. Versare l'impasto dentro e livellare la superficie con le mani bagnate d'acqua, formando una forma bassa e tonda. Infornare a 170 gradi Celsius per 50 minuti. Il pangiallo è cotto quando la superficie è dorata e screpolata, e uno stuzzicadenti inserito nel centro esce pulito o con poche briciole.
6
Raffreddamento
Estrarre dal forno e lasciar raffreddare nella teglia per 15 minuti, poi spostare su un vassoio con carta da forno e far intiepidire completamente. Il pangiallo si conserva umido se coperto con un canovaccio pulito mentre si raffredda.

Gusto

Il pangiallo sa di miele in primo piano, dolce ma non stucchevole, con una nota calda di frutta secca tostata che arriva subito dopo. L'uvetta dà mordida e un'acidità leggera, i pinoli un tocco di grassezza nocciolata. Si serve a temperatura ambiente in fette sottili, accompagnato da un vino dolce naturale oppure semplicemente con il caffè. Tradizionalmente a Trastevere lo si mangia tra il 4 dicembre e l'Epifania, spesso come regalo da portare in visita.

Benessere

L'errore da non fare

Non tostare abbastanza i pinoli o metterli crudi: questo rende il pangiallo privo della nota nocciola caratteristica e la frutta secca rimane insapore. Allo stesso modo, se usate miele freddo di frigorifero, farete fatica a incorporare le uova e il composto diverrà grumoso. Il miele deve stare a temperatura ambiente quando iniziate. Un altro errore frequente è cercare di lavorare l'impasto come un normale dolce: il pangiallo non deve diventare liscio e omogeneo come un impasto per torta, ma mantenere una certa ruvidità perché la frutta secca possa rimanere distribuita senza sprofondare.

I nostri consigli

Quando prepararla

Il pangiallo è il dolce tipico della stagione invernale e natalizia, da fare da metà novembre fino all'Epifania. Tradizionalmente a Trastevere lo si prepara il 4 dicembre per la festa di santa Barbara, poi lo si regala e condivide durante le visite natalizie. È particolarmente appropriato quando il freddo richiede dolci sostanziosi e quando avete ospiti e volete un regalo fatto in casa che si conservi bene per giorni.

Domande frequenti

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