
| 250 g | Mandorle pelate |
| 150 g | Frutta candita mista (cedro, arancia, arance) |
| 80 g | Miele liquido |
| 60 g | Cacao in polvere non zuccherato |
| 100 g | Zucchero semolato |
| 40 g | Farina 00 |
| 1 cucchiaino | Cannella in polvere |
| 1/2 cucchiaino | Chiodo di garofano macinato |
| 1/4 cucchiaino | Noce moscata grattugiata |
| 1 pizzico | Sale fino |
| Zucchero a velo | Per la copertura |
| 360 kcal | Energia |
| 6 g | Proteine |
| 14 g | Grassi |
| 3,5 g | di cui saturi |
| 56 g | Carboidrati |
| 42 g | di cui zuccheri |
| 4 g | Fibre |
| 0,15 g | Sale |
Il sapore del panforte palermitano è complesso e avvolgente: dolce dal miele e dalla frutta candita, ma temperato dall'amaro del cacao, dalle spezie forti come la cannella e il chiodo di garofano, e dalla nota astringente dell'arancia. La mandorla fornisce una dolcezza più delicata e una leggera cremosità. Si serve tradizionalmente a fette sottili, meglio se accompagnato da un vino dolce come il moscato o da un caffè espresso che contrasta la ricchezza dell'impasto.
Non superare i 70 gradi durante la fase di riscaldamento del miele: il panforte diventerebbe duro come una pietra e impossibile da masticare. Controlla la temperatura con un termometro da cucina se possibile. Un secondo errore comune è non rispettare i tempi di riposo: il panforte deve riposare almeno 12 ore dopo la cottura prima di essere affettato, altrimenti si sbriciola. La consistenza finale dipende anche dal fatto che l'impasto deve cuocere lentamente a bassa temperatura senza bruciare.
Il panforte palermitano è un dolce tipico del periodo invernale, soprattutto da novembre a gennaio durante le festività natalizie. La tradizione lo vuole preparato già in autunno per permettergli di stagionare e sviluppare pienamente i sapori. Grazie alla sua lunga conservazione, è ideale da fare con anticipo e regalare confezionato con cura.