
| 500 g | Farina 00 |
| 200 g | Uvetta sultanina |
| 120 g | Cedrata candita a dadini |
| 150 g | Burro morbido |
| 100 g | Zucchero semolato |
| 4 | Uova intere |
| 50 ml | Latte intero |
| 7 g | Sale fino |
| 3 g | Lievito di birra fresco (o 1 g secco) |
| 1 baccello | Vaniglia o 2 g vanillina in polvere |
| q.b. | Burro per lo stampo |
| 330 kcal | Energia |
| 5,5 g | Proteine |
| 14 g | Grassi |
| 8,2 g | di cui saturi |
| 45 g | Carboidrati |
| 32 g | di cui zuccheri |
| 2,1 g | Fibre |
| 0,4 g | Sale |
Ha un sapore più dolce e diretto rispetto al panettone milanese, con la cedrata che prevale in bocca insieme all'uvetta morbida e sugosa. La vaniglia supporta gli aromi senza coprire la frutta, e la burrosità della pasta rimane contenuta rispetto alle versioni settentrionali. Si mangia tradizionalmente a fette, spesso accompagnato da caffè caldo o vino dolce come il moscato, durante la colazione natalizia o come dessert pomeridiano.
Non coricare il panettone subito dopo la cottura su un piano piatto: il peso della mollica ancora calda farà sgonfiare il dolce e risulterà compatto e pesante. Deve assolutamente stare capovolto su una gratella per permettere all'aria di circolare intorno. Inoltre, non aggiungere l'uvetta all'impasto se è ancora bagnata di acqua di ammollo: l'eccesso di umidità crea zone appiccicaticcio e fermentazioni indesiderate. Infine, non accelerare la lievitazione con calore eccessivo: il panettone livornese richiede una lievitazione lunga e lenta in un ambiente moderatamente tiepido, altrimenti la mollica diventa porosa e fragile.
Il panettone livornese si prepara da fine ottobre fino a metà dicembre, quando il clima fresco aiuta la lievitazione lenta e il burro rimane morbido senza sciogliersi. È un dolce strettamente natalizio e la tradizione toscana lo produce soprattutto per le tavole festive di novembre-dicembre. Se preparato a casa prima di metà novembre, ha il tempo di assestarsi e sviluppare i sapori al meglio.