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Panettone dei poveri

Vincenza Bertolino· 3 febbraio 2015· 5 min di lettura ·Agrigento
Panettone dei poveri a fette, color nocciola con pezzi visibili di uvetta nera e canditi gialli, su un piatto bianco con una tazza di caffè accanto
Preparazione
25 min
Cottura
40 min
Difficoltà
facile
Porzioni
8 persone
Costo
basso
Stagione
inverno

Ingredienti

400 gpane raffermo, tagliato a cubetti piccoli
200 mllatte tiepido
150 guvetta sultanina
100 gcanditi misti (arancia e cedro), tritati grossolanamente
80 gzucchero semolato
2uova intere
1 cucchiaioolio di semi
1 cucchiainocannella in polvere
1 pizziconoce moscata grattugiata
1 pizzicosale fino
1 bustina (3 g)vanillina

Valori nutrizionali

285 kcalEnergia
6 gProteine
3,5 gGrassi
0,8 gdi cui saturi
56 gCarboidrati
28 gdi cui zuccheri
2,8 gFibre
0,4 gSale
Come si prepara
1
Preparare il pane
Taglia il pane raffermo in cubetti di circa 1,5 centimetri. Se il pane è ancora fresco, taglialo il giorno prima e lascilo all'aria aperta in modo che si asciughi leggermente.
2
Inumidire il pane
Versa il latte tiepido sui cubetti di pane in una ciotola grande. Lascia riposare per 10 minuti, mescolando delicatamente ogni 2 minuti, finché il pane non assorbe il latte ma rimane ancora un poco sodo. Non deve diventare poltiglia.
3
Montare le uova con lo zucchero
In una ciotola separata, sbatti le uova con lo zucchero per circa 5 minuti finché il composto diventa pallido e gonfio. Aggiungi vanillina, cannella, noce moscata e sale, mescolando bene.
4
Unire gli ingredienti
Versa il composto di uova e zucchero sul pane inumidito. Aggiungi l'olio di semi e mescola con un cucchiaio di legno fino a ottenere un impasto omogeneo. Incorpora delicatamente l'uvetta e i canditi tritati distribuendoli uniformemente.
5
Riposare
Copri la ciotola con un panno e lascia riposare per 15 minuti a temperatura ambiente. L'impasto continuerà ad assorbire l'umidità e diventerà più coeso.
6
Infornare
Versa l'impasto in uno stampo tondo di 24 centimetri di diametro precedentemente imburrato e cosparso di farina, oppure in uno stampo usa e getta se preferisci. Livella la superficie con il dorso di un cucchiaio. Cuoci in forno già riscaldato a 180 gradi per 40 minuti, fino a quando la superficie è dorata e uno stecchino inserito al centro esce pulito.
7
Raffreddare e riposare
Estrai dal forno e lascia raffreddare nello stampo per 15 minuti, poi capovolgi su una griglia per farlo raffreddare completamente. Il panettone dei poveri è migliore consumato il giorno dopo, quando la miga è assestata.

Gusto

Ha un sapore dolce ma non stucchevole, con le note calde e leggermente amare della scorza candita. L'uvetta dona una dolcezza naturale e una leggera masticabilità, mentre la cannella e un pizzico di noce moscata riscaldano il palato. Si serve a temperatura ambiente, affettato, spesso con un caffè al mattino o con un passito dolce nel pomeriggio.

Benessere

  • Il pane raffermo mantiene carboidrati e fibre già presenti, mentre l'uvetta aggiunge ferro e potassio in forma concentrata.
  • I canditi apportano vitamina C dalle arance, anche se in quantità modesta dopo la cottura; la melassa usata per conservarli offre minerali come manganese.
  • È un dolce saziante per porzione piccola, proprio perché fatto di ingredienti densi: una fetta di 100 grammi sazia a lungo senza appesantire lo stomaco.
  • La combinazione di pane, frutta secca e spezie facilita la digestione grazie alle fibre del pane e alle proprietà carminative della cannella.
  • Per un pasto equilibrato, abbinalo a uno yogurt naturale o a una tisana di camomilla, soprattutto se lo mangi a colazione.
  • Falso mito da sfatare: molti credono che il panettone dei poveri sia meno nutriente di quello classico perché economico. In realtà, l'assenza di grassi saturi pesanti lo rende più digeribile per molti, e il pane raffermo contiene fibre esattamente come quello fresco. La differenza è nel prezzo e nel tempo di preparazione, non nel valore nutritivo reale.

L'errore da non fare

L'errore più frequente è aggiungere troppo latte: il pane diventa una pappa che non regge durante la cottura e il risultato è un dolce gommoso e smollato. Ricorda che il pane continua ad assorbire liquido durante il riposo e in forno, quindi è meglio restare un poco corti con il latte all'inizio. Un altro errore è infornare l'impasto ancora tiepido subito dopo la preparazione: il riposo di 15 minuti consente ai sapori di svilupparsi e all'impasto di compattarsi leggermente.

I nostri consigli

  • Conserva il panettone dei poveri in una scatola di cartone a temperature ambiente per 4-5 giorni, oppure avvolto in carta stagnola in frigorifero fino a 8 giorni. Non congela bene perché il pane tende a diventare troppo secco dopo lo scongelamento.
  • Se non hai i canditi, puoi usare solo uvetta, oppure aggiungere qualche cucchiaio di miele sciolto a freddo nel composto per ottenere una dolcezza più naturale.
  • Puoi sostituire il latte di mucca con latte di mandorla o di riso se necessario, purché sia a temperatura ambiente.
  • Abbinalo perfettamente a un vino dolce come il moscato d'Asti nel pomeriggio, o semplicemente a un caffè scuro al mattino.

Quando prepararla

Il panettone dei poveri è soprattutto una ricetta natalizia, perfetta da preparare nei giorni che precedono le festività. Tuttavia, è un ottimo modo per non sprecare il pane avanzato in qualsiasi periodo dell'anno. Se durante l'inverno hai pane raffermo che sta per diventare inutilizzabile, è il momento giusto per trasformarlo in questo dolce genuino e economico.

Domande frequenti

  • Posso usare pane integrale invece di pane bianco? Sì, il pane integrale funziona bene e aggiunge ancora più fibre al dolce. Il sapore sarà leggermente più terroso, ma perfettamente equilibrato con la dolcezza dell'uvetta e dei canditi.
  • Quanto deve asciugarsi il pane raffermo? Deve essere duro al tatto ma non pietrificato. Se è troppo duro, la reidratazione sarà incompleta e avrai un dolce friabile; se è poco secco, assorbirà meno latte e avrà una texture sciupata.
  • Posso aggiungere burro per renderlo più ricco? Puoi aggiungere 30-40 grammi di burro fuso, ma questa ricetta nasce proprio dal principio di usare grassi minimi. Se preferisci più gusto, aumenta leggermente la quantità di canditi invece che di grassi.
  • Come capisco se è cotto bene? La superficie deve essere dorata e leggermente screpolata. Lo stecchino o uno stuzzicadenti inserito al centro deve uscire pulito o con poche briciole umide. Se esce bagnato, aggiungi altri 5 minuti di cottura.
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