
| 500 g | Farina di grano duro tipo Durum macinata al molino |
| 300 ml | Acqua tiepida |
| 150 g | Lievito madre a temperatura ambiente |
| 10 g | Sale marino grosso |
| 2 g | Sale marino grosso per la superficie |
| 280 kcal | Energia |
| 9 g | Proteine |
| 1,5 g | Grassi |
| 0,3 g | di cui saturi |
| 55 g | Carboidrati |
| 1 g | di cui zuccheri |
| 3,5 g | Fibre |
| 1,2 g | Sale |
Ha un sapore profondo, non dolce, con note lievemente acide dovute al lievito madre e una leggera salatura che esalta la nocciola naturale della farina di grano duro. La crosta scrocchia sotto i denti e l'interno rimane morbido per giorni. Si serve affettato a tavola, da solo con formaggi duri e salumi, oppure come base per pane e olio tostato.
Non lievitare abbastanza a lungo. Il pane nero trapanese ha bisogno di 18-24 ore a temperatura ambiente con lievito madre. Una lievitazione breve lo rende pesante e indigeribile. Un'altra trappola è aggiungere il sale prima del tempo: va incorporato dopo 20-30 minuti dal primo mix perché interferisce con l'attività del lievito. Infine, non aggiungere farina al forno per velocizzare la cottura. Il vapore e il tempo lento rendono la crosta spessa e croccante.
Il pane nero trapanese si fa tutto l'anno, ma è ideale in autunno e inverno quando la temperatura ambiente favorisce una lievitazione lenta e stabile senza rischi di iperfermentazione. In estate, puoi fare la lievitazione in frigo nottetempo (12-16 ore a 4 gradi dopo una prima fermentazione di 6-8 ore a temperatura ambiente) per controllare meglio i tempi e ottenere una mollica più interessante.