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Panata pisana

Vincenza Bertolino· 20 settembre 2020· 6 min di lettura ·Pisa
Ciotola di panata pisana cremosa con colore marrone chiaro, pezzi di cavolo verde visibili, olio di oliva che luccica in superficie, pane raffermo smbriciato, servita in terrina di ceramica bianca su
Preparazione
15 min
Cottura
50 min
Difficoltà
facile
Porzioni
4 persone
Costo
basso
Stagione
autunno, inverno

Ingredienti

500 gcavolo nero o cavolo verza
250 gpane raffermo (toscano o toscano-like, preferibilmente senza lievito madre acida)
1 cipolla mediaspellata
2 carote mediepulite
1 gambo di sedanotagliato a tocchi
1 litrobrodo vegetale non salato (o acqua)
60 mlolio d'oliva extravergine
1 pizzicosale marino fino
pepe neromacinato al momento (facoltativo)

Valori nutrizionali

85 kcalEnergia
3,2 gProteine
2,1 gGrassi
0,4 gdi cui saturi
13,5 gCarboidrati
1,2 gdi cui zuccheri
2,1 gFibre
0,6 gSale
Come si prepara
1
Prepara le verdure
Pulisci il cavolo eliminando le foglie esterne danneggiate, taglia a metà il cespo e rimuovi il torsolo. Taglia il cavolo a striscioline larghe circa 2 centimetri. Sbuccia la cipolla, le carote e il sedano, tagliandoli tutti a pezzi irregolari di circa 3 centimetri. Non servono precisi: il lungo stufato li farà disfare.
2
Riscalda l'olio
In una pentola grande o casseruola a fondo spesso versa l'olio d'oliva, fallo scaldare a fiamma media per 2 minuti finché non profuma, senza fargli raggiungere il fumo.
3
Soffritti e cavolo
Versa cipolla, carote e sedano nell'olio caldo, mescola e lascia che rossolino a fiamma media per 5-6 minuti, mescolando ogni tanto. Aggiungi il cavolo a più riprese (è voluminoso), mescolando delicatamente affinché resti coperto. Cuoci per altri 4-5 minuti finché il cavolo non riduce di volume e inizia a ammorbidirsi, sempre a fiamma media.
4
Aggiungi il brodo
Versa il brodo caldo sulla verdura, salando leggermente (il brodo spesso contiene già sale). Porta a ebollizione e abbassa la fiamma a media-bassa. Cuoci senza coperchio per 30 minuti, mescolando ogni tanto.
5
Incorpora il pane
Taglia il pane raffermo in pezzi da 3-4 centimetri, eliminando le parti eccessivamente incrostate se troppo dure. Aggiungili al brodo bollente, mescolando bene affinché si distribuiscano tra il cavolo. Riduci la fiamma a media e cuoci per altri 12-15 minuti, mescolando di frequente con un cucchiaio di legno, finché il pane non si disfa e il tutto non diventa cremoso e coeso.
6
Regola la consistenza
La panata deve essere densa, quasi una poltiglia, ma non secca. Se è troppo liquida, cuoci ancora 3-4 minuti a fiamma media mescolando continuamente. Se è troppo densa, aggiungi un mestolo di brodo tiepido.
7
Serve
Versa la panata in ciotole calde, condisci con un filo di olio d'oliva crudo, un pizzico di pepe nero macinato e servi subito. La panata è migliore quando ancora fumante.

Gusto

Il sapore è umami e salato, con le note delicate del cavolo stufato e il corpo morbido del pane che si dissolve nel brodo. La panata ha un gusto terroso e genuino, non aggressivo, che cambia poco da cucina a cucina ma che porta sempre il segno della semplicità. Si serve calda, spesso condita con un giro di olio d'oliva crudo e a volte una grattatina di pepe nero. Tradizionalmente si accompagna con vino rosso leggero della Toscana, che rinfresca il palato senza coprire il sapore delicato.

Benessere

L'errore da non fare

L'errore più comune è usare pane troppo fresco o, peggio, bagnarlo prima di aggiungerlo al brodo. Il pane fresco assorbe tutto il liquido e crea una pappa appiccicosa e grezza, mentre il pane raffermo si scioglie gradualmente mantenendo la cremosità. Evita anche di cuocere il cavolo in acqua molto calda senza il soffritto iniziale: il cavolo avrà sapore di acqua bollita e non di verdura stufa. Infine, non tritare troppo finemente le verdure all'inizio: devono ridursi naturalmente durante la cottura, non disfarsi da subito.

I nostri consigli

Quando prepararla

La panata pisana è un piatto dell'autunno inoltrato e dell'inverno, quando il cavolo nero è al suo migliore, dolce e tenero dopo le prime gelate. Si prepara in novembre, dicembre, gennaio e febbraio. È un primo piatto di cucina contadina toscana, spesso mangiato dopo il raccolto, quando le verdure dell'orto dominavano la tavola e il pane secco doveva essere usato prima che si ammuffisse.

Domande frequenti

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