
| 500 g | Semola di grano duro |
| 250 ml | Acqua tiepida |
| 10 g | Sale fino |
| 7 g | Lievito di birra secco |
| 400 g | Carne macinata mista |
| 200 g | Formaggio tipo scamorza o provolone affumicato, tagliato a cubetti |
| 4 | Uova sode |
| 150 g | Piselli surgelati |
| 80 g | Cipolla bianca, tritata finemente |
| 50 g | Pomodoro concentrato |
| 150 ml | Vino rosso secco |
| 2 | Spicchi d'aglio |
| 30 ml | Olio extravergine d'oliva |
| Quanto basta | Pepe nero macinato, noce moscata |
| 280 kcal | Energia |
| 11 g | Proteine |
| 10 g | Grassi |
| 4 g | di cui saturi |
| 35 g | Carboidrati |
| 2 g | di cui zuccheri |
| 2,5 g | Fibre |
| 1,2 g | Sale |
La «mpanata» ha un sapore robusto e salato: dominano le note del ragù con la carne macinata, il formaggio morbido e fuso, le uova sode che aggiungono cremosità. La crosta croccante contrasta con la mollica morbida. Il ripieno è speziato, talvolta con pepe nero e noce moscata. Si serve calda, da sola o accompagnata a un contorno di verdure crude. L'abbinamento tradizionale è con un vino rosso secco locale.
L'errore più frequente è non asciugare bene il ragù prima di versarlo nell'impasto: se troppo liquido, rammollisce la base della «mpanata» impedendo alla crosta inferiore di cuocersi completamente e rimanere croccante. Il ragù deve essere denso e quasi rappreso quando lo aggiungi al ripieno. Un altro errore è premere poco i bordi dell'impasto durante la chiusura: la «mpanata» potrebbe aprirsi in forno e il ripieno fuoriuscire durante la cottura.
La «mpanata» è perfetta in autunno e inverno quando il freddo rende gradevole un piatto caldo e sostanzioso. Si prepara anche per pranzi domenicali, feste di famiglia o come pietanza principale quando si invitano ospiti. È ideale anche come seconda colazione nel periodo scolastico o lavorativo perché sazia e mantiene l'energia a lungo.