
| 300 g | Favette secche pelate |
| 1 litro | Acqua fredda |
| 1 rametto | Finocchio selvatico fresco |
| 4 cucchiai | Olio di oliva extravergine |
| 1 pizzico | Sale marino fino |
| 1 pizzico | Pepe nero macinato |
| 98 kcal | Energia |
| 8 g | Proteine |
| 0,8 g | Grassi |
| 0,2 g | di cui saturi |
| 16 g | Carboidrati |
| 1,5 g | di cui zuccheri |
| 5,5 g | Fibre |
| 0,3 g | Sale |
Il sapore è delicato, quasi dolciastro dalle favette, ma subito temperato dal finocchio selvatico che regala una nota anice appena accennata e leggermente amara. Non è piccante né salato oltre misura: è equilibrato, quasi neutro, che lascia spazio al condimento finale di olio crudo. Si mangia da sola, con un cucchiaio, come una minestra densa, oppure con pane casereccio per spezzare la trama cremosa. La tradizione vuole di servirlo tiepido, non caldo, così gli aromi del finocchio emergono meglio.
L'errore più comune è aggiungere acqua bollente alle favette: il choc termico rallenta la cottura e le favette rimangono dure. Sempre acqua fredda all'inizio, così il legume si ammorbidisce gradualmente e uniformemente. Secondo sbaglio: coprire il pentola durante la cottura. Il vapore intrappolato rende il macco appiccaticcio e grigio. Terzo errore: aggiungere sale all'inizio. Il sale rallenta l'assorbimento di acqua da parte delle favette: sale sempre a fine cottura.
Il macco di favette è un piatto di transizione, buono in autunno e inverno quando le favette secche tornano in dispensa. Ma essendo a base di legume secco, lo prepari tutto l'anno senza problemi. È ideale in primavera se vuoi un piatto leggero che riempie senza appesantire prima dei cambiamenti di stagione: è quello il momento migliore per consumare le scorte di favette dell'anno precedente.