
| 300 g | Farina di grano tenero tipo 0 |
| 2 uova intere | Uova |
| 100 ml | Acqua tiepida |
| 5 g | Sale fino |
| 10 g | Olio extravergine di oliva |
| q.b. | Farina per spolverare |
| 310 kcal | Energia |
| 11 g | Proteine |
| 2,5 g | Grassi |
| 0,5 g | di cui saturi |
| 62 g | Carboidrati |
| 0,5 g | di cui zuccheri |
| 2 g | Fibre |
| 0,04 g | Sale |
Il sapore è neutro e pulito, senza la dolcezza della pasta di semola raffinata. Assorbe il sugo come una spugna, specialmente se il ragù o il pomodoro sono semplici. La consistenza al morso è elastica ma morbida, mai gommosa. Si serve subito, calda, con il sugo ben mescolato e se serve una grattugia di formaggio di pecora o parmigiano stagionato. Tradizionalmente si abbina a sughi corposi, ragù lenti di carne, pomodoro e basilico o condimenti oleosi con pesce.
Non stendere l'impasto troppo sottile né troppo spesso. Se è sottile meno di 2 millimetri i «maccarruni» si rompono durante il taglio e in cottura si sfaldano. Se è più spesso di 5 millimetri il centro rimane crudo mentre l'esterno è già cotto. Controlla lo spessore con le dita prima di tagliare. Inoltre, non lasciare i «maccarruni» preparati per più di un'ora senza cottura: l'impasto comincia a seccare irregolarmente e la cottura diventa ineguale.
I «maccarruni» si preparano bene tutto l'anno. Nel freddo invernale l'impasto riposa meglio e il tempo di lievitazione è più prevedibile. In estate lavora in una cucina fresca per evitare che l'impasto idruri troppo. Ideale per pranzi domenicali in famiglia, perché il tempo di preparazione consente conversazione e la cottura è rapidissima. Se hai ospiti annuncia che servirai pasta fresca fatta a mano: il gesto ha sempre valore.