
| 40 g | semi di finocchietto selvatico |
| 500 ml | alcol alimentare a 95 gradi |
| 200 g | zucchero bianco |
| 150 ml | acqua demineralizzata |
| 1 | bottiglia di vetro scuro da 1 litro con tappo ermetico |
| 1 | colino a maglie fini |
| 1 | carta da filtro o garza sterile |
| 80 kcal | Energia |
| 0 g | Proteine |
| 0 g | Grassi |
| 0 g | di cui saturi |
| 9 g | Carboidrati |
| 9 g | di cui zuccheri |
| 0 g | Fibre |
| 0 g | Sale |
Il sapore è dolce ma bilanciato, con una nota aromatica pronunciata di finocchietto fresco che ricorda l'anice selvatico. L'alcol si sente caldo ma non aggressivo, mentre lo zucchero ammorbidisce ogni spigolo. Si beve freddo, a temperatura ambiente o con qualche cubetto di ghiaccio, sempre in piccole quantità. È tradizionalmente servito a fine pasto, insieme a biscotti secchi o da solo, per favorire la digestione dopo cene abbondanti.
Non usare alcol di qualità scadente o non alimentare: il risultato sarà sgradevole e potenzialmente pericoloso. Allo stesso modo, non aumentare troppo i semi pensando di accelerare il sapore: il finocchietto è già molto aromatico e il liquore diventerebbe astringente e amaro. Infine, non esporre la bottiglia alla luce diretta durante i 40 giorni di infusione: la luce decolora il liquido e degrada gli aromi volatili.
Inizia la preparazione in primavera o all'inizio dell'estate, quando i semi di finocchietto sono freschi e appena raccolti: il liquore sarà pronto a fine estate o inizio autunno, perfetto per le cene di settembre e ottobre. Se inizi in autunno, avrai il liquore pronto per le feste natalizie, periodo tradizionale in cui viene servito come digestivo a fine cena.