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Gattò di patate

Vincenza Bertolino· 21 febbraio 2021· 6 min di lettura ·Palermo
Timballo di gattò di patate con crosta dorata e sfoglia di pangrattato, tagliato a fette che mostrano l'interno cremoso e le venature del ragù e della mozzarella, servito in piatto bianco
Preparazione
25 min
Cottura
45 min
Difficoltà
media
Porzioni
6 persone
Costo
medio
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

800 gPatate a pasta gialla
300 gRagù di carne (beef o misto cotto 3 ore)
250 gMozzarella fresca a cubetti
3Uova intere
80 gParmigiano reggiano grattugiato
100 gPangrattato
50 gBurro
Sale e pepe q.b.Condimento
200 mlSugo di pomodoro (facoltativo)

Valori nutrizionali

145 kcalEnergia
7 gProteine
6 gGrassi
3 gdi cui saturi
16 gCarboidrati
1 gdi cui zuccheri
1,5 gFibre
0,4 gSale
Come si prepara
1
Cottura delle patate
Lava le patate, cuocile in acqua salata bollente per 20-25 minuti fino a che siano completamente tenere e un coltello le attraversi senza resistenza. Scola bene e lascia intiepidire leggermente prima di pelarle.
2
Riduzione in crema
Schiaccia le patate calde con uno schiaccia patate o una forchetta, ottenendo una purea omogenea e senza grumi. Non usare il passaverdure, che renderebbe il composto troppo appiccicaticcio.
3
Amalgamazione degli ingredienti
In una ciotola, versa la purea di patate ancora tiepida. Aggiungi le 3 uova intere, il Parmigiano reggiano grattugiato, 30 g di burro tagliato a pezzetti, il ragù freddo o tiepido e la mozzarella a cubetti. Mescola con una spatola di legno fino a ottenere un impasto omogeneo. Assaggia e correggi di sale e pepe.
4
Preparazione dello stampo
Unta una teglia rotonda o uno stampo cilindrico di diametro 20-22 cm con i restanti 20 g di burro. Cospargila uniformemente con pangrattato, rivoltandola in modo da ricoprire fondo e pareti. Versa il composto di patate all'interno, livella la superficie con una spatola bagnata.
5
Copertura con pangrattato
Cospargete la superficie con il restante pangrattato, premendo leggermente. Se desideri, aggiungi qualche pezzetto di burro in superficie per una doratura più ricca.
6
Cottura al forno
Inforna a 180°C per 40-45 minuti, finché la superficie non sia dorata e leggermente croccante al tatto. Il gattò è pronto quando premendo leggermente con un dito non cede morbidezza eccessiva, ma nemmeno è rigido.
7
Riposo e sformatura
Estrai dal forno e lascia riposare 5-10 minuti. Passa una lama di coltello lungo i bordi dello stampo, poi capovolgi il gattò su un piatto da portata. Se prepari il sugo, versane un po' intorno. Servi caldo a fette.

Gusto

Il sapore è ricco e corposo, dominato dal ragù di carne che imprégna ogni boccone di morbidezza e profondità. La patata fornisce una base cremosa e neutrale, mentre la mozzarella aggiunge un tocco filante e una nota di freschezza. L'uovo che lega il tutto conferisce una consistenza amalgamata e quasi piumosa. Si serve caldo, direttamente dal forno, con un contorno di sugo di pomodoro passato. L'abbinamento tradizionale è con un vino rosso leggero della Campania o semplicemente con pane tostato per raccogliere la crema rimasta nel piatto.

Benessere

  • Le patate forniscono amido e carboidrati complessi che garantiscono un rilascio graduale di energia, oltre a vitamina C e vitamina B6.
  • Il piatto contiene potassio dalle patate e dalla mozzarella, calcio dal formaggio, ferro dalla carne del ragù, oltre a magnesio utile al metabolismo.
  • È un piatto molto saziante grazie all'unione di patate, proteine della carne e uova. Una porzione corretta lascia sazio per molte ore ed è indicato anche come piatto unico.
  • La mozzarella di bufala campana, se utilizzata, porta acidi grassi insaturi che supportano la salute cardiovascolare, diversamente dai formaggi stagionati più grassi.
  • Per equilibrare il pasto, abbinalo sempre a una verdura cotta o un'insalata verde di stagione, che fornirà fibre e vitamine per una digestione più facile.
  • Falso mito da sfatare: Il gattò è un piatto pesante e indigesto solo se cucinato con dose eccessiva di formaggio o ragù poco cucinato. Se preparato con le giuste proporzioni, con un ragù di buona qualità cotto a lungo e una quantità moderata di mozzarella, risulta digeribile e tutt'altro che pesante. Chi soffre di reflusso gastrico dovrebbe tuttavia consumarne porzioni minori e non a sera tardi.

L'errore da non fare

Non unire gli ingredienti quando le patate sono ancora troppo calde, perché l'uovo potrebbe cuocersi in pezzi e il composto risulterebbe granuloso invece di cremoso. Aspetta che la purea si intiepidisca leggermente prima di mescolare. Inoltre, non comprimere troppo il composto nello stampo durante la preparazione: deve rimanere leggermente friabile, altrimenti l'interno asfissiato non cuocerà correttamente e resterà denso.

I nostri consigli

  • Il gattò si conserva in frigorifero coperto per 3-4 giorni e si riscalda bene in forno a 160°C per 15 minuti. È anche congelabile: avvolgi le singole fette in carta da forno e conservale per un mese, cuocendole direttamente dal freezer aggiungendo 5 minuti di tempo.
  • Puoi preparare una versione più leggera sostituendo metà della mozzarella con ricotta fresca passata al colino, mantenendo il gusto e riducendo i grassi saturi.
  • Abbinalo a un contorno di zucchine in umido o melanzane soffritte, che tagliano la ricchezza del piatto e lo rendono più equilibrato.
  • Usa un ragù fatto in casa, cucinato lentamente per almeno 3 ore: il sapore è incomparabile rispetto ai ragù già pronti e la carne si disgrega naturalmente, incorporandosi meglio nel composto.

Quando prepararla

Il gattò è ideale durante i mesi freddi da ottobre a marzo, quando la cucina di casa accogliendo il forno acceso. È perfetto per pranzi domenicali in famiglia, cene di festa o come piatto da portare a una riunione di amici. Essendo sostanzioso e saziante, è particolarmente indicato come piatto principale in inverno, abbinato a un'insalata cruda o a un contorno di verdure cotte.

Domande frequenti

  • Posso fare il gattò senza ragù? Sì, puoi sostituire il ragù con prosciutto cotto a cubetti e una salsa besciamella leggera, oppure con soli formaggi e verdure soffritte. Il risultato sarà diverso ma ugualmente valido.
  • Che differenza c'è tra gattò e pasticcio di patate? Il gattò è tipicamente napare, ha un rapporto più alto di uova e ragù, ed è cotto sempre dentro uno stampo. Il pasticcio è preparato liberamente, spesso stratificato in teglia e senza forma precisa.
  • Come faccio a sapere se il gattò è cotto dentro? Infila uno stecchino di legno nel centro: deve uscire pulito o con piccolissimi residui. Se escono frammenti di impasto crudo, continua la cottura per altri 5 minuti.
  • Posso usare patate diverse? Sì, ma prediligi patate a pasta gialla o crema, che quando cotte danno una purea più omogenea. Evita le patate dolci per questa ricetta: cambierebbero troppo il gusto tradizionale.
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