Ingredienti
| 350 g | pane raffermo a fette spesse |
| 2 uova medie | intere |
| 120 ml | latte intero o parzialmente scremato |
| 1 cucchiaio | zucchero semolato |
| mezzo cucchiaino | vaniglia in polvere oppure scorza di limone |
| un pizzico | sale fino |
| 500 ml | olio di semi di arachide o girasole per friggere |
| 2 cucchiai | zucchero semolato per la spolverata finale |
Valori nutrizionali
| 240 | kcal Energia |
| 6,5 | g Proteine |
| 12 | g Grassi |
| 2,5 | g di cui saturi |
| 28 | g Carboidrati |
| 2 | g di cui zuccheri |
| 1,2 | g Fibre |
| 0,6 | g Sale |
Come si prepara
1
Preparare il pane
Taglia il pane raffermo in fette di circa un centimetro e mezzo di spessore. Se il pane è ancora morbido, lascialo asciugare all'aria per due ore prima di friggerlo, oppure toastalo leggermente in forno a 160 gradi per cinque minuti. Il pane secco assorbe meglio la pastella senza diventare zuppo.
2
Preparare la pastella
In una ciotola versate le uova e sbattetele con una forchetta per circa trenta secondi. Aggiungete il latte, lo zucchero, la vaniglia o la scorza di limone grattugiata, e il sale. Mescolate bene con una frusta fino a ottenere una pastella liscia e omogenea, senza grumi. Deve avere la consistenza di uno yogurt liquido.
3
Immergere le fette nella pastella
Immergete rapidamente ciascuna fetta di pane nella pastella, facendo in modo che sia bagnata su entrambi i lati ma non imbevuta. Il contatto con la pastella deve durare uno o due secondi massimo per lato. Se lasciate il pane troppo a lungo nella pastella, assorbirà troppo liquido e diventerà molle alla frittura.
4
Riscaldare l'olio
Versate l'olio in una padella ampia a fondo pesante fino a circa due centimetri di profondità. Riscaldate l'olio a 180 gradi di temperatura. Per capire se è pronto, immergete una punta di pane raffermo: se forma subito una spuma di bolle piccole intorno, la temperatura è corretta. Se non avete un termometro, potete usare uno stecchino di legno: se le bolle salgono vivacemente intorno allo stecchino, siete a punto.
5
Friggere le frittelle
Adagiate delicatamente una fetta di pane bagnato nella pastella nell'olio caldo. Friggete per circa due minuti fino a quando la superficie diventa dorata e croccante, poi girate con cautela e friggete l'altro lato per altri due minuti circa. Non ammucchiate le fette nella padella: riducete la temperatura dell'olio e rallentate la cottura. Friggete tre o quattro frittelle alla volta, dipende dalla grandezza della padella.
6
Scolare e asciugare
Prelevate le frittelle con una schiumarola forata e adagiatele immediatamente su carta assorbente disposta su un piatto o un vassoio. La carta assorbente assorbirà l'olio in eccesso. Lasciatele riposare per un minuto prima di servirle.
7
Spolverare e servire
Spolverizate le frittelle ancora calde con lo zucchero semolato usando un cucchiaio o uno zuccheratore. Servitele subito, mentre sono croccanti, accompagnate da tè o latte caldo. Se preferite, potete offrire marmellata, miele o composta di frutta per intingere.
Gusto
Il pane raffermo, una volta fritto, recupera una morbidezza interna mantenendo la croccantezza della superficie. Il sapore è neutro, leggermente tostato, con la nota dolce delle uova che legano la pastella. Tradizionalmente si serve caldo, appena tolto dalla padella, magari con una spolverata di zucchero semolato o una passata di marmellata di prugne. L'immersione veloce in olio caldo è ciò che fa la differenza: rende la frittella croccante fuori senza lasciarla unta.
Benessere
- Il pane raffermo fornisce carboidrati complessi e fibre se di tipo integrale, entrambi elementi per una colazione saziante senza picchi glicemici.
- Le uova apportano proteine ad alto valore biologico, colina e luteina, utili per il sistema nervoso e la vista.
- Nonostante la frittura, il tempo breve di cottura limita l'assorbimento di olio: una frittella contiene meno grasso di quanto appaia.
- Il latte aggiunto alla pastella fornisce calcio, fosforo e vitamina D se intero, elementi importanti per ossa e assorbimento del calcio stesso.
- Abbinale a una tazza di tè o latte caldo e a una porzione di frutta fresca per un pasto completo e equilibrato.
- Falso mito da sfatare: non è vero che le frittelle fritte siano pesanti da digerire per tutti. La digestione dipende dalla quantità di olio assorbito durante la cottura e dal tempo di frittura: più breve è la permanenza nell'olio, meno grasso entra nel pane. Una frittella ben fatta, fritto a temperatura giusta (180 gradi) per pochi secondi per lato, è leggera. Chi ha difficoltà digestive generiche dovrebbe evitare le porzioni eccessive, non il piatto in sé.
L'errore da non fare
L'errore più comune è immergere il pane nella pastella per troppo tempo, trasformandolo in una pagnotta bagnata invece di una frittella croccante. Il pane raffermo è poroso e assorbe rapidamente il liquido: basta un secondo per lato, non di più. Un secondo errore frequente è friggerlo in olio non abbastanza caldo, che causa l'assorbimento eccessivo di grasso e rende la frittella unta e pesante. Un terzo errore è accatastare le frittelle calde una sull'altra senza carta assorbente: il vapore interno rimane intrappolato e le rende molle. Adagiatele sempre su carta e in un unico strato finché non si raffreddano.
I nostri consigli
- Conservate le frittelle avanzate in frigorifero entro due ore dalla cottura, in un contenitore ermetico, per tre giorni massimo. Per rigenerare il croccante, riscaldatele brevemente in forno a 160 gradi per cinque minuti, non nel microonde che le ammorbidisce.
- Se usate pane integrale al posto del bianco, la frittella risulterà più ricca di fibre e il sapore più robusto: riducete leggermente lo zucchero nella pastella se preferite un risultato meno dolce.
- Variante con liquore: sostituite metà del latte con un liquore dolce leggero come Marsala secco o Maraschino, una quantità di due cucchiai. Aggiungete un pizzico di noce moscata grattugiata alla pastella per un gusto più profondo.
- Se non avete vaniglia, usate mezzo cucchiaino di estratto di mandorla oppure la scorza grattugiata di mezza arancia per un aroma diverso ma altrettanto piacevole.
- Per una versione più leggera, potete cuocere le frittelle al forno a 200 gradi per quindici minuti dopo averle bagnate nella pastella e appoggiate su una teglia rivestita di carta, spennellando leggermente con olio. Il risultato sarà meno croccante ma comunque appetibile.
Quando prepararla
Le frittelle di pane vecchio sono un piatto di approvvigionamento consapevole, ideale in qualsiasi stagione come utilizzo del pane avanzato. È particolarmente indicata d'inverno come colazione sostanziosa e calda per chi esce al freddo, oppure in autunno e primavera come merenda pomeridiana. Non necessita di ingredienti stagionali specifici, perciò potete prepararla ogni volta che avete pane raffermo in casa senza dover programmare la spesa.
Domande frequenti
- Posso usare pane tostato al posto di raffermo? Sì, il pane tostato funziona bene perché ha una struttura asciutta e compatta. Se è molto duro, bagnate brevemente i bordi con acqua fredda prima di immergere nella pastella.
- Che tipo di olio conviene usare per friggere? Olio di arachide o di girasole, entrambi resistono bene alle alte temperature. Evitate l'olio extravergine d'oliva che ha un punto di fumo più basso e brucerebbe.
- La pastella può essere preparata la sera prima? Sì, potete prepararla dodici ore prima. Copritela e conservatela in frigorifero. Mescolatela di nuovo prima di usarla se si è depositata.
- Come faccio a capire se l'olio è al punto giusto? La temperatura ideale è intorno ai 180 gradi. Se manca il termometro, immergete uno stuzzicadenti: se le bolle salgono lentamente e uniformemente, è perfetto. Se restano sul fondo, l'olio è troppo freddo. Se bruciano subito, è troppo caldo.
- Posso aggiungere cioccolato grattugiato nella pastella? Sì, aggiungete due cucchiai di cacao amaro in polvere alla pastella oppure incorporate scaglie di cioccolato fondente dopo la cottura. Il gusto diventa più ricco.