
| 400 g | Fegato di vitello fresco |
| 80 g | Pane integrale raffermo |
| 2 | Uova intere |
| 2 spicchi | Aglio |
| 10 g | Prezzemolo fresco tritato |
| 30 g | Parmigiano grattugiato |
| q.b. | Sale e pepe nero macinato |
| 500 ml | Olio di oliva per friggere |
| 1 | Limone fresco |
| 220 kcal | Energia |
| 18 g | Proteine |
| 14 g | Grassi |
| 4 g | di cui saturi |
| 5 g | Carboidrati |
| 0,5 g | di cui zuccheri |
| 0,2 g | Fibre |
| 0,6 g | Sale |
Il sapore è profondo e leggermente ferreo, caratteristico del fegato, ma mitigato dal pane e dall'uovo che danno morbidezza. L'aglio e il prezzemolo fresco donano una nota aromatica pulita. Si servono calde, subito dopo la cottura, accompagnate da succo di limone che ne contrasta la ricchezza. L'abbinamento tradizionale è con una verdura bollita leggera, come cicoria ripassata o bietola semplicemente salata.
L'errore più comune è usare fegato surgelato o non fresco: il fegato congelato diventa granuloso durante la cottura e la polpetta risulta asciutta e sgradevole. Compra sempre fegato fresco dal macellaio e cucinalo lo stesso giorno. Un secondo errore è friggere a temperatura troppo bassa: l'olio tiepido fa assorbire troppo grasso alla frittella che diventa unta e pesante. L'olio deve friggere attivamente, non cuocere lentamente.
Le frittelle di fegato si preparano tutto l'anno, essendo il fegato disponibile sempre dal macellaio. Sono ideali in autunno e inverno quando il fegato è più sapido, e come piatto di recupero in trattoria tradizionale. Si fanno quando hai poco tempo per cucinare e vuoi un piatto sostanzioso e appagante.