
| 750 ml | Acquavite o alcol puro a 90 gradi |
| 10 g | Radice di genziana secca e tritata |
| 8 g | Artemisia secca (sommità fiorite) |
| 6 g | Fiori di camomilla secchi |
| 5 g | Bacche di ginepro leggermente schiacciate |
| 4 g | Cardamomo in baccelli, leggermente frantumato |
| 3 g | Cannella in stecchi, spezzata |
| 2 g | Chiodi di garofano interi |
| 200 ml | Acqua naturale |
| 100 g | Zucchero grezzo o miele |
| 85 kcal | Energia |
| 0 g | Proteine |
| 0 g | Grassi |
| 0 g | di cui saturi |
| 2 g | Carboidrati |
| 1,5 g | di cui zuccheri |
| 0 g | Fibre |
| 0 g | Sale |
Il sapore è decisamente amaro, con un retrogusto che evolve verso note di arancia, assenzio e spezie come cardamomo e cannella. La sensazione in bocca è calda e astringente, tipica dei digestivi. Si beve in piccoli sorsi, a temperatura ambiente o leggermente freddo, mai ghiacciato perché il freddo smorzherebbe le sfumature aromatiche. Tradizionalmente si degusta dopo i pasti abbondanti per facilitare la digestione, oppure come aperitivo amaro puro.
Non usare alcol a bassa gradazione o vino al posto dell'acquavite: l'alcol è l'elemento che estrae e conserva i principi attivi delle erbe. Con alcol debole, dopo settimane la macerazione sarà incompleta e il risultato sarà annacquato. Inoltre, non aggiungere lo sciroppo durante la macerazione: zucchero e miele fermenterebbero e rovinerebbero tutto. Lo sciroppo va incorporato solo alla fine, dopo la filtrazione.
L'Elisir Toscano si prepara tra fine agosto e settembre, quando le erbe aromatiche sono ancora disponibili ma il clima caldo favorisce l'estrazione rapida. La macerazione termina verso novembre-dicembre, proprio quando inizia la stagione fredda e le cene invernali più abbondanti: il tempismo è perfetto per servire l'Elisir a Natale e durante i mesi invernali, quando la digestione è più faticosa e l'amaro caldo è particolarmente gradito.