
| 1,2 kg | amarene fresche, denocciolate |
| 800 g | zucchero semolato |
| 1 limone intero | succo e scorza grattugiata |
| 2 g | pectina naturale (facoltativo, per addensare) |
| 1 stecca | cannella (facoltativo) |
| 2 vasetti di vetro da 250 ml | sterilizzati, più 3 di riserva |
| 260 kcal | Energia |
| 0,4 g | Proteine |
| 0,2 g | Grassi |
| 0 g | di cui saturi |
| 66 g | Carboidrati |
| 54 g | di cui zuccheri |
| 1,2 g | Fibre |
| 0,01 g | Sale |
Il sapore è marcatamente acido e fruttato, leggermente amaro verso il fondo della bocca per il tannino naturale della buccia. L'acidità pulisce il palato e la rende perfetta come accompagnamento per formaggi stagionati o nel ripieno di crostate. Si serve tiepida o a temperatura ambiente, cucchiaiate su pane tostato o yogurt naturale, senza necessità di altre aggiunte.
L'errore più comune è interrompere troppo presto la cottura, ottenendo una conserva troppo liquida che non si gelifica nemmeno dopo il raffreddamento. Un altro errore frequente è mescolare troppo vigorosamente durante la bollitura, che disgrega eccessivamente la frutta trasformandola in polpa uniforme. Infine, invasare in vasetti non sufficientemente caldi fa sì che il sigillo non si formi correttamente e il prodotto si ammuffica in poche settimane.
La conserva di amarene si prepara nei mesi di giugno e luglio, quando la frutta è al picco di maturazione e reperibile nei mercati rionali. Ideale da fare in quantità generosa quando il prezzo è più basso. È il momento giusto anche per ricorrenze estive, come regali homemade per ospiti a cena o da portare in vacanza in montagna durante agosto.